
Quali esami si fanno per il morbo di Crohn? Guida completa alla diagnosi e al monitoraggio
Articolo Scritto dal Dr. Pietro Tonelli Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
La diagnosi e il monitoraggio del morbo di Crohn — una malattia infiammatoria cronica dell’intestino (MICI/IBD) che può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano — richiedono un approccio integrato e multidisciplinare.
Poiché la sintomatologia può sovrapporsi a quella di altre patologie intestinali, la certezza diagnostica e la valutazione del decorso clinico si ottengono combinando esami di laboratorio, indagini strumentali ed esami endoscopici.
Come si diagnostica il morbo di Crohn?
Il percorso diagnostico nasce da un’attenta anamnesi clinica (valutazione di dolori addominali ricorrenti, diarrea cronica, perdita di peso non spiegata, febbre persistente o complicanze perianali) e si sviluppa attraverso fasi ben precise:
- Esami ematici e fecali di primo livello: per identificare lo stato infiammatorio sistemico, l’anemia e le carenze nutrizionali.
- Ileo-colonscopia con biopsia: l’esame cardine per visualizzare la mucosa e confermare la patologia a livello istologico.
- Imaging diagnostico avanzato: per esplorare le sezioni dell’intestino tenue non raggiungibili dall’endoscopio standard e rilevare eventuali complicanze (stenosi, fistole, ascessi).
Esami di laboratorio: Sangue e Feci
1. Esami del sangue principali
- Emocromo completo: permette di valutare i livelli di emoglobina ed ematocrito per rilevare eventuale anemia (molto frequente a causa del malassorbimento o del sanguinamento occulto) e la conta dei globuli bianchi (leucocitosi in caso di infiammazione acuta o infezione).
- Autoanticorpi sierologici:
- ASCA (Anti-Saccharomyces cerevisiae): spesso positivi nel morbo di Crohn.
- p-ANCA (Anti-citoplasma dei granulociti neutrofili): solitamente negativi nel Crohn e positivi nella colite ulcerosa, risultando molto utili per la diagnosi differenziale.
- Profilo nutrizionale e proteico: dosaggio di albumina, ferro, ferritina, vitamina B12 e acido folico, essenziali per rilevare stati carerenziali o di malassorbimento.
2. Marcatori infiammatori convenzionali vs meno considerati nel monitoraggio
Oltre ai classici indici come la Proteina C Reattiva (PCR) e la VES, esistono altri marcatori sieri che offrono informazioni preziose durante il monitoraggio dell’andamento della malattia:
- Ferritina: tradizionalmente considerata solo come indicatore dei depositi di ferro corporeo, la ferritina è anche una proteina di fase acuta. Durante le riacutizzazioni infiammatorie può risultare paradossalmente normale o persino elevata nonostante un effettivo deficit di ferro sottostante.
- Fibrinogeno: proteina coinvolta nella coagulazione prodotta dal fegato, i cui livelli aumentano in risposta all’infiammazione cronica. Un suo monitoraggio costante aiuta a cogliere stati infiammatori persistenti di basso grado anche quando la PCR accenna a normalizzarsi.
Focus: Differenza tra VES e Proteina C Reattiva (PCR)
Sebbene VES e PCR vengano spesso prescritte insieme, presentano caratteristiche fisiopatologiche sostanzialmente diverse che le rendono complementari:
| Caratteristica | Proteina C Reattiva (PCR) | Velocità di Eritrosedimentazione (VES) |
| Cinematica di risposta | Rapida: si innalza entro poche ore dall’insulto infiammatorio e cade rapidamente al rientrare dell’acuzie. È l’indicatore ideale per la fase acuta. | Lenta: impiega giorni per elevarsi e settimane per ritornare a valori normali. |
| Sensibilità alle infezioni | Tende ad alzarsi marcatamente nelle infezioni batteriche, mentre rimane normale o solo lievemente alterata nelle infezioni virali. | Aumenta indistintamente in risposta a molteplici processi infiammatori, infettivi o reumatici. |
| Fattori di confondimento fisiologici | Non viene direttamente influenzata dall’emocromo o dal sesso. | Influenzata dall’anemia: una riduzione dei globuli rossi aumenta la fluidità del sangue, accelerando la sedimentazione ed elevando la VES indipendentemente dall’infiammazione. È inoltre influenzata da gravidanza e ciclo mestruale. |
3. Esami delle feci
- Calprotectina fecale: proteina rilasciata dai neutrofili infiltrati nella mucosa intestinale infiammata. Rappresenta uno dei marcatori non invasivi più sensibili e specifici in assoluto. Valori elevati indicano infiammazione intestinale attiva e consentono di distinguere il morbo di Crohn dai disturbi funzionali (come la sindrome dell’intestino irritabile) e di monitorare la risposta alla terapia. La calprotectina costituisce un importante marcatore da abbassare nel trattamento della malattia.
- Esame parassitologico e colturale delle feci: necessario per escludere sovrapposizioni infettive batteriche (es. Clostridium difficile, Salmonella, Campylobacter) o parassitarie.
Esami strumentali ed endoscopici
- Ileo-colonscopia con biopsia: rappresenta l’esame di riferimento (gold standard). Consente di osservare direttamente la mucosa del colon e dell’ultimo tratto del tenue (ileo terminale), rilevando alterazioni tipiche come ulcerazioni “a ciottolato” (cobblestoning), lesioni a salto e afte. Le biopsie multiple permettono la conferma istologica.
- Ecografia delle anse intestinali: metodica non invasiva, priva di radiazioni ionizzanti e ben tollerata. È particolarmente utile per misurare l’ispessimento della parete intestinale, la vascolarizzazione (Power Doppler) e per intercettare complicanze paraintestinali durante il follow-up.
- Entero-RMN (Risonanza Magnetica del tenue) e TC addome: fondamentali per studiare i tratti di piccolo intestino non raggiungibili con la colonscopia tradizionale. Identificano con elevata precisione stenosi, fistole, ascessi o masse infiammatorie.
- Gastroscopia (EGDS): indicata quando si sospetta il coinvolgimento del tratto digestivo superiore (esofago, stomaco o duodeno).
- Visita proctologica ed ecografia transanale/RMN pelvica: indispensabili in presenza di sintomatologia o lesioni perianali (ragadi, fistole o ascessi perianali).
Nuove frontiere nella diagnosi precoce: Il Progetto Europeo INTERCEPT
La vera rivoluzione nella gestione del morbo di Crohn è rappresentata dal passaggio da una diagnosi reattiva (eseguita quando il danno mucoso o la sintomatologia sono già evidenti) a una diagnosi precoce o pre-clinica.
In questo panorama si inserisce il progetto europeo IHI-INTERCEPT (Intercepting Inflammatory Bowel Disease Before Subclinical Damage), avviato ufficialmente nel 2025 e pienamente attivo dal 2026.
Come funziona la traccia sierologica di INTERCEPT?
- Oltre i sintomi convenzionali: Tradizionalmente, gli esami vengono effettuati solo quando compaiono diarrea, dolore o calo ponderale. INTERCEPT mira a identificare i soggetti ad alto rischio prima ancora che si sviluppino lesioni visibili o complicanze irreversibili (come le stenosi).
- Impronta digitale sierologica (Biomarcatori di precisione): Il progetto integra l’analisi avanzata di molteplici biomarcatori (proteomici, metabolomici e sierologici) associati a modelli di intelligenza artificiale e strumenti digitali.
- Obiettivo terapeutico: Intercettare la risposta immunitaria anomala nella sua fase “subclinica” consente di intervenire tempestivamente, modificando la storia naturale della malattia ed evitando interventi chirurgici o ricoveri futuri.
Sintesi dei punti chiave
- La colonscopia con biopsia e la calprotectina fecale rimangono i pilastri per confermare la diagnosi e l’infiammazione di parete.
- La PCR è il marcatore elettivo per monitorare la fase acuta grazie alla sua rapida cinetica, mentre la VES fornisce un’indicazione più lenta e va interpretata considerando fattori quali anemia e stato ormonale che ne influenzano il valore (l’anemia aumenta la VES per una ridotta viscosità del sangue)
- Marcatori dell’infiammazione come ferritina e fibrinogeno completano il quadro per comprendere l’andamento infiammatorio di fondo e lo stato nutrizionale.
- Il progetto INTERCEPT aprirà la strada a una diagnosi predittiva e personalizzata basata su biomarcatori sierologici innovativi.
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.
Formazione Accademica
Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:
- Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
- Gestione farmacologica delle MICI
- Endoscopia digestiva
- Gestione farmacologica delle MICI
- Trattamento medico e chirurgico delle MICI
- Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive
Esperienza Clinica
L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:
- Morbo di Crohn
- Rettocolite Ulcerosa
- Coliti infiammatorie
- Disturbi funzionali intestinali
Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.
Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:
- Terapia farmacologica nelle MICI
- Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
- Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
- Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali
La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.
Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale
Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.
L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.
Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.
A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.
Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
Formazione e Percorso Accademico
Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.
Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).
Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.
Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.
Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.
È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.
Esperienza Chirurgica
Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:
- Patologie della giunzione esofago-gastrica
- Chirurgia dello stomaco
- Patologie epatiche e delle vie biliari
- Chirurgia pancreatica
- Patologie del colon-retto e dell’ano
- Chirurgia della parete addominale
- Chirurgia oncologica multidisciplinare
- Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.
Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato
Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.
Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)
Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.
I principali ambiti di ricerca includono:
- Malattia di Crohn
- Chirurgia del surrene
- Patologia pancreatica
- Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
- Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica
Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.
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- Dr. Pietro Tonelli – Medico Chirurgo, esperto di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
- Maurizio Bertucci – Naturopata specializzato in Metodologia Integrata Gastroenterica
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