Calprotectina normale o bassa con diarrea o dolori o meteorismo: cosa significa?
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

La calprotectina fecale è uno degli strumenti più utili per valutare la presenza e l’andamento dell’infiammazione intestinale. Ma cosa significa quando la calprotectina è normale e i sintomi continuano?
Sono situazioni che possono creare confusione. La calprotectina e i sintomi, infatti, non sempre sono allineati . Si può avere una calprotectina normale o bassa con diarrea, dolore addominale o meteorismo.
Capire perché calprotectina e sintomi possono non coincidere è quindi importante non solo per evitare di considerare uno dei due elementi in modo isolato, ma anche per poter andare oltre il semplice dato numerico e individuare i possibili fattori alla base di questa anomalia, sui quali orientare in modo più mirato il percorso individuale.
Questo articolo spiega perché un valore normale non esclude la presenza di disturbi intestinali e come orientarsi tra le diverse cause funzionali e infiammatorie.
Il testo è suddiviso un due parti: la prima più generica si applica a qualsiasi situazione o malattia o anche assenza di malattia, mentre la seconda parte è più specifica per le malattie infiammatorie croniche intestinali.
A chi non ha una diagnosi precisa: Per chi sta valutando per la prima volta un sospetto di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), SIBO, intolleranze alimentari, disbiosi o diverticolosi.
A chi ha esami legati a: Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), SIBO (sovracrescita batterica), diverticolosi, intolleranze alimentari o disbiosi post-infettiva.
A chi cerca chiarezza sui referti di laboratorio: Per capire perché la calprotectina misura solo un tipo specifico di infiammazione e non la funzionalità complessiva dell’intestino.
A chi ha già un’altra diagnosi precisa di qualsiasi tipo: Per chi si trova in fase di remissione della componente infiammatoria neutrofila ma continua a presentare sintomi digestivi.
Calprotectina normale ma ho ancora sintomi: com’è possibile?
Una calprotectina normale indica generalmente una ridotta attività infiammatoria intestinale, ma non significa necessariamente che tutto ciò che avviene nell’intestino sia tornato alla completa normalità.
I sintomi possono infatti dipendere anche da altri fattori che non determinano un aumento significativo della calprotectina.
Diarrea, dolore, gonfiore, meteorismo e alterazioni dell’alvo possono persistere anche dopo che l’infiammazione è stata efficacemente controllata.
Se ti trovi nella situazione appena descritta e vuoi capire perché i sintomi possono persistere nonostante la calprotectina sia migliorata, approfondisci qui:
Spegnere l’infiammazione non significa necessariamente aver affrontato tutti i fattori che la alimentano


Insieme possiamo aiutarti a migliorare la tua condizione
Calprotectina normale ma ho diarrea
La diarrea con calprotectina normale è una delle situazioni che più facilmente porta il paziente a chiedersi che cosa stia succedendo.In presenza di ipersecrezione di liquidi, l’impiego di specifici rimedi naturali per la diarrea nel Crohn e nella RCU permette di agire sulle componenti microbiche e sul ripristino della mucosa.
La diarrea, infatti, non è necessariamente provocata da un’infiammazione intestinale significativa.
Può essere collegata, tra le altre possibilità, ad alterazioni della motilità, della digestione e dell’assorbimento, a intolleranze alimentari, alla presenza di parassiti, funghi, batteri o virus.
In questi casi, un eventuale aumento del dosaggio dei farmaci antinfiammatori o biologici rischia di rivelarsi inefficace, poiché non agisce sulla vera causa del disturbo.
Perché i Test di Laboratorio per i Parassiti Sono Spesso Insufficienti?
Affidarsi esclusivamente a una semplice coprocoltura o alla ricerca parassitologica tradizionale può trarre in inganno. Il tratto gastrointestinale può ospitare centinaia di specie microbiche e parassitarie differenti, mentre gli esami di laboratorio standard ne mappano soltanto una minima frazione.
Inoltre, molti microrganismi tendono ad insediarsi nelle porzioni superiori del colon o nel tenue, senza essere rilevabili in modo costante nei campioni fecali. Un esito “negativo” al laboratorio, quindi, non garantisce affatto l’assenza di un’infestazione o di una disbiosi da patogeni.


Insieme possiamo aiutarti a migliorare la tua condizione
Il Metodo Clinico: Valutare l’Esordio e il Complesso dei Sintomi
In assenza di indici infiammatori alterati, la chiave per comprendere la natura della diarrea risiede nel confronto rigoroso tra le modalità di insorgenza del sintomo e il quadro generale:
- Inizio Improvviso e Acuto: Una diarrea che compare o precipita improvvisamente in un quadro fino a quel momento stabile ha un’altissima probabilità di derivare da un fattore scatenante esterno, come una tossinfezione alimentare o la penetrazione di un patogeno/parassita opportunista, agevolato dall’immunosoppressione della terapia biologica.
- Correlazione con l’Intensità dei Sintomi: Valutare la frequenza delle scariche e la consistenza delle feci in rapporto ai marcatori ematici e fecali (calprotectina, PCR) consente di distinguere se si tratta di un danno tessutale della mucosa o di un’alterazione funzionale e microbiologica dell’alvo.
- Valutazione della Sovracrescita Batterica (SIBO): Un’analisi attenta dei tempi di insorgenza della diarrea rispetto ai pasti permette di sospettare una proliferazione anomala nel piccolo intestino, confermabile eventualmente tramite Breath Test specifico al Lattulosio.
La Strategia della Gastroenterologia Integrata
Quando il quadro clinico indica un’alterazione dell’alvo a calprotectina negativa, il protocollo integrato non attende l’esito di esami spesso incompleti, ma agisce attraverso:
- Risanamento Fisiologico: Protocolli di bonifica della mucosa mediante fitoterapici ad azione antimicrobica, eubiotica e antiparassitaria ad ampio spettro (che lavorano in modo selettivo senza alterare l’azione dei farmaci biologici).
- Ripristino delle Giunzioni Serrate: Uso di amminoacidi e nutraceutici mirati a ricompattare la barriera intestinale e a ridurre l’ipersecrezione di fluidi.
Se soffri di scariche o diarrea improvvisa e vuoi analizzare il tuo quadro sintomatico insieme a un professionista, puoi contattarci.
Cosa puoi fare in autonomia:
Cura l’idratazione con piccoli sorsi d’acqua o brodi vegetali leggeri e mantieni temporaneamente un’alimentazione a basso contenuto di fibre irritanti e grassi cotti.
- Limone in acqua calda può essere di aiuto (da evitare in caso di gastrite);
- Succo di mirtillo (100% naturale come ad esempio il Succo di Mirtillo Arcangea);
- Catecu di Bombey integratore (ad esempio Dr Giorgini); grazie alla presenza di tannini ha una azione astringente. Iniziare con un dosaggio graduale inizialmente basso.
⚠️ Quando evitare il fai da te: Evita l’assunzione autonoma di astringenti da banco o di miscele casuali di probiotici. Con una calprotectina normale, la diarrea può dipendere da malassorbimento dei sali biliari, alterazioni della motilità o disbiosi specifiche che richiedono un’analisi funzionale.
Calprotectina normale ma ho dolore addominale
Anche il dolore addominale può persistere nonostante una calprotectina normale.
Il dolore non è infatti un indicatore esclusivo dell’infiammazione.
Possono contribuire alla sua comparsa la distensione intestinale, il meteorismo, le alterazioni della motilità, una maggiore sensibilità viscerale e le condizioni della mucosa intestinale.
Per questo può accadere che l’infiammazione sia stata ridotta in maniera significativa e che il valore della calprotectina sia rientrato, mentre il paziente continui a percepire dolore. In questi casi è importante intraprendere le seguenti azioni:
- Verificare che il risultato dell’esame non sia un falso negativo.
- Assicurarsi di rinforzare lo stato e la funzionalità delle mucose di colon ed intestino tramite l’apposito programma in modo da indirizzare le cause dei dolori addominali non direttamente dipendenti dall’infiammazione.
⚠️ Gestione del sintomo:
Sul dolore addominale nelle MICI il fai da te è fortemente sconsigliato. L’uso autonomo di antinfiammatori da banco (FANS) è controindicato poiché può lesionare la mucosa intestinale. Impacchi caldi sull’addome o tecniche di respirazione e rilassamento viscerale possono aiutare a ridurre la componente spastica, ma la causa del dolore va sempre affrontata con un inquadramento specialistico e funzionale.
Calprotectina normale ma ho meteorismo
Il meteorismo con il Crohn o RCU nonostante calprotectina normale o bassa è un’altra situazione molto frequente.
La produzione eccessiva di gas può essere collegata a fenomeni fermentativi, alterazioni della composizione e dell’attività del microbiota, particolari abitudini alimentari, intolleranze o alterazioni della digestione.
Anche la SIBO può rappresentare, in determinati casi, un elemento da valutare.
Il meteorismo, quindi, può essere molto fastidioso anche quando non è presente un’importante attività infiammatoria intestinale.
Sono diverse le cause del meteorismo e andrebbero tutte analizzate tramite una attenta analisi dei referti ed analisi e della sintomatologia. Le cause più frequenti sono:
- Disbiosi con presenza di agenti patogeni come parassiti, funghi, batteri e virus
- Scarsa digestione con carenza di enzimi digestivi
- Difficoltà del fegato a produrre una bile qualitativamente e quantitativamente adeguata a mantenere il giusto equilibrio nell’ambiente intestinale
E’ quindi opportuna una attenta analisi dei referti medici ed analisi di sangue e feci oltre al quadro sintomatologico per definire con precisione quali sono gli aspetti che richiedono maggiore attenzione tra quelli elencati
Cosa puoi provare in autonomia:
In presenza di calprotectina normale e gonfiore lieve, è possibile valutare l’uso di infusioni a base di carminativi leggeri come finocchio, coriandolo, anice, carvi o camomilla romana o carbone vegetale, a patto che non vi siano stenosi o tendenza alla stipsi ostinata.
⚠️ Quando evitare il fai da te: Se il meteorismo è accompagnato da forti crampi, distensione dolorosa o sospetto di SIBO (sovracrescita batterica nel tenue), gli integratori carminativi o i fermenti lattici generici presi “a tentativo” possono peggiorare le fermentazioni ed è necessario un protocollo mirato.


Insieme possiamo aiutarti a migliorare la tua condizione
Seconda parte: Crohn o RCU con calprotectina normale, posso avere ancora sintomi?
Sì. È possibile avere il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa e continuare ad avere sintomi anche con una calprotectina bassa o normale.
La calprotectina è un indicatore estremamente utile, ma non è una fotografia completa di ogni fenomeno che può verificarsi nell’apparato digerente.
In particolare, il suo valore deve essere interpretato considerando la sede della malattia, l’attività clinica, la terapia e gli altri accertamenti eventualmente disponibili.
Per questo una persona con una MICI che continua ad avere diarrea, dolore o meteorismo non dovrebbe concludere automaticamente che quei sintomi siano “inesistenti” soltanto perché la calprotectina è normale.
La calprotectina fecale assume un significato e un’accuratezza diversi a seconda della localizzazione della malattia di Crohn.
Nel Crohn, inoltre, il significato di una calprotectina normale deve essere valutato anche in relazione alla sede e alle caratteristiche della malattia;
Nella Rettocolite Ulcerosa e nel Crohn Colico: L’infiammazione si sviluppa nell’intestino crasso (colon). Qui i neutrofili rilasciano la calprotectina direttamente nel canale intestinale terminale; le feci incorporano subito la proteina, fornendo un valore molto preciso e proporzionato al livello reale di infiammazione.
Nel Crohn Ileale (Intestino Tenue): Quando la malattia risiede esclusivamente nell’ileo, gli studi scientifici evidenziano una minore sensibilità della calprotectina nel Crohn ileale. Durante il transito lungo il tenue, la proteina può degradarsi o diluirsi prima di raggiungere l’evacuazione. Per questo motivo, un Crohn ileale attivo può presentare valori di calprotectina falsamente bassi o normali, pur in presenza di un’infiammazione significativa.
Per questo motivo è possibile ottenere un buon risultato sul parametro infiammatorio e continuare comunque ad avvertire alcuni disturbi.
🔗 Approfondimento correlato: se stai seguendo una terapia farmacologica ma i disturbi non passano, scopri quali sono i meccanismi dell’infiammazione subclinica e come intervenire: Morbo di Crohn in Terapia ma con Sintomi Residui: Dalle Cause Subcliniche all’Approccio Integrato
Crohn o RCU con calprotectina bassa ma diarrea, dolore o sangue
Ancora più particolare è la situazione in cui una persona con una MICI presenta calprotectina bassa ma continua ad avere diarrea, dolore addominale o sangue nelle feci.
Anche in questo caso il valore della calprotectina deve essere inserito nel quadro generale.
La presenza di sangue, in particolare, non dovrebbe essere banalizzata sulla base del solo valore della calprotectina: se il sintomo è nuovo, persistente o significativo, deve essere riferito al gastroenterologo.
Il concetto fondamentale è semplice:
un esame può essere normale senza spiegare necessariamente tutti i sintomi del paziente.
La giusta sequenza di azioni è quindi:
- una attenta analisi della sintomatologia e dei referti medici per individuare quei fattori che, al di la dell’infiammazione, continuano a causare sintomi.
- un programma integrato che ne indirizzi efficacemente le cause sottostanti consentendo un miglioramento della qualità di vita.
⛔ Fai da te assolutamente escluso:
La presenza di sangue nelle feci, anche di fronte a una calprotectina bassa o normale, non deve mai essere trattata con rimedi casalinghi o integratori sintomatici. Richiede sempre una tempestiva segnalazione al gastroenterologo curante.
Perché posso avere ancora sintomi anche se il biologico o altro farmaco ha abbassato la calprotectina?
Questa è la domanda che accomuna molte delle situazioni appena viste.
I farmaci utilizzati per il trattamento delle MICI hanno l’obiettivo di controllare l’infiammazione e l’attività della malattia. Quando durante una terapia la calprotectina diminuisce, questo è generalmente un segnale positivo: significa che l’attività infiammatoria che il trattamento è destinato a controllare si è ridotta.
Tra i farmaci utilizzati, a seconda del tipo di MICI, della sede, della gravità e della situazione individuale, rientrano corticosteroidi come Medrol (metilprednisolone), Entocort (budesonide) e Clipper (beclometasone dipropionato), immunomodulatori come azatioprina e numerosi farmaci biologici e mirati, tra cui infliximab, adalimumab, vedolizumab, ustekinumab (Stelara), risankizumab e secukinumab, oltre ad altre terapie disponibili secondo le specifiche indicazioni.
Questi farmaci fanno quindi esattamente ciò per cui vengono utilizzati: controllano l’infiammazione.
Ma qui si apre una questione che nel nostro approccio consideriamo particolarmente importante.


Insieme possiamo aiutarti a migliorare la tua condizione
Spegnere l’infiammazione non significa necessariamente aver affrontato tutti i fattori che la alimentano
L’infiammazione non si attiva mai casualmente: è una risposta organica sollecitata da uno o più fattori specifici. I farmaci biologici, gli immunomodulatori e i cortisonici svolgono un ruolo fondamentale nel bloccare la cascata infiammatoria e abbassare la calprotectina. Tuttavia, spegnere l’incendio infiammatorio non significa automaticamente aver risolto i fattori digestivi e funzionali che continuano a irritare il tessuto intestinale.
Controllare la malattia acuta (ambito medico-specialistico) e ricostruire l’equilibrio dell’ecosistema intestinale (ambito Integrato) sono due livelli d’intervento distinti, ma perfettamente sinergici.
Quando la terapia farmacologica ha stabilizzato l’infiammazione ma persistono sintomi come dolore, gonfiore o alterazioni dell’alvo, il Metodo Integrato interviene per individuare e correggere le cause funzionali sottostanti, agendo su:
- Alimentazione personalizzata e tollerabilità soggettiva: identificazione dei cibi che innescano fermentazioni anomale o micro-irritazioni della mucosa.
- Riequilibrio del microbiota e del pH intestinale: correzione delle disbiosi batteriche e fungine per ripristinare la fisiologica barriera protettiva dell’intestino.
- Gestione di SIBO e sovracrescite batteriche: identificazione e trattamento mirato dei processi fermentativi a carico del tenue.
- Ottimizzazione della funzione digestiva ed epatobiliare: supporto ai processi enzimatici e al flusso biliare per garantire la completa scomposizione dei nutrienti e prevenire la stasi.
- Ripristino del trofismo della mucosa e recupero nutrizionale: apporto di sostanze naturali specifiche per supportare la rigenerazione cellulare dell’epitelio e colmare eventuali carenze.
La gestione efficace di Crohn e RCU non richiede di scegliere tra medicina convenzionale e approccio naturale, ma di integrarle in modo strategico. Mentre la terapia medica controlla la malattia infiammatoria, il metodo integrato lavora sul “terreno” biologico per eliminare i disturbi residui e restituire al paziente una reale qualità di vita.
Oltre lo spegnimento dell’infiammazione: la ricostruzione funzionale
Per comprendere meglio questo concetto possiamo immaginare una diga che riesce a contenere un corso d’acqua impetuoso.
A valle della diga l’acqua diminuisce e la situazione appare immediatamente più tranquilla.
Ma questo non significa che a monte non esista più acqua o che siano state necessariamente modificate tutte le condizioni che alimentavano quel flusso.
In modo analogo, una terapia può ridurre efficacemente l’infiammazione e quindi far scendere la calprotectina, mentre altri fattori possono continuare a influenzare l’equilibrio intestinale e contribuire alla persistenza di alcuni sintomi.
lo spegnimento dell’infiammazione non ripristina automaticamente la funzionalità delle pareti intestinali, né corregge la composizione della flora batterica o i processi digestivi compromessi. L’approccio integrato agisce proprio in questa seconda fase: la bonifica e la ricostruzione funzionale del terreno.”
È questa una delle possibili spiegazioni della discrepanza tra calprotectina e sintomi. L’approccio integrato si occupa di questi aspetti.
Quando calprotectina e sintomi non raccontano la stessa storia
Possiamo quindi trovarci davanti a quattro situazioni principali:
| Calprotectina | Sintomi | Significato Clinico & Funzionale |
| Normale | Presenti | Infiammazione controllata, ma persistenza di disfunzioni motorie, disbiosi, SIBO o alterazioni digestive. |
| Normale | Assenti | Remissione sia clinica che infiammatoria (quadro ottimale). |
La calprotectina rimane quindi uno strumento molto importante, ma non deve essere considerata separatamente dai sintomi e dal quadro complessivo della persona.
Cosa fare quando la calprotectina e i sintomi non coincidono?
Quando calprotectina e sintomi non sembrano andare nella stessa direzione, il primo passo è non fermarsi a uno dei due elementi.
Una calprotectina normale non significa automaticamente che ogni sintomo sia privo di significato.
Una volta verificato con il gastroenterologo il controllo della malattia infiammatoria, nel percorso integrato è possibile approfondire gli altri elementi che possono contribuire alla persistenza dei disturbi:
- alimentazione e tolleranza individuale;
- condizioni della mucosa intestinale;
- equilibrio dell’ecosistema intestinale;
- alterazioni fermentative;
- digestione e assorbimento;
- adeguatezza nutrizionale;
- eventuali carenze;
- eventuali fattori infettivi, quando indicato dagli accertamenti;
- condizioni che possono contribuire a mantenere diarrea, dolore o meteorismo.
Il punto non è scegliere tra “controllare l’infiammazione” e “cercare altri fattori”. Sono due livelli diversi di intervento che andrebbero considerati nello stesso percorso.
La terapia medica ha il compito fondamentale di controllare la malattia infiammatoria. L’approccio integrato parte da questo presupposto e lavora, parallelamente, sul perché alcuni sintomi possano continuare a persistere e quali ulteriori fattori possano essere affrontati individualmente.
In pratica cosa fare
1. Non interpretare il valore isolatamente
Considerare il valore attuale insieme ai precedenti e alla sua evoluzione.
2. Verificare con il gastroenterologo il controllo dell’attività infiammatoria
Soprattutto se la calprotectina è elevata, se il valore aumenta nel tempo o se compaiono nuovi sintomi.
3. Se segui la prescrizione farmacologica del Gastroenterologo ma i disturbi persistono, valutare altri possibili fattori
Alimentazione, digestione, assorbimento, microbiota, fermentazione, carenze nutrizionali e altri elementi da valutare individualmente.
4. Costruire il percorso sulla situazione della singola persona
È qui che può inserirsi un approccio integrato, sempre affiancato alla gestione medica della MICI. L’analisi integrata non si limita a leggere il valore della calprotectina. Attraverso lo studio della storia clinica, delle abitudini alimentari e dell’analisi funzionale dei sintomi digestivi, il Metodo Integrato individua esattamente in quale anello della catena (digestione, flora, barriera o tolleranza), si trova il punto debole che può quindi essere indirizzato.
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.
Formazione Accademica
Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:
- Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
- Gestione farmacologica delle MICI
- Endoscopia digestiva
- Gestione farmacologica delle MICI
- Trattamento medico e chirurgico delle MICI
- Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive
Esperienza Clinica
L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:
- Morbo di Crohn
- Rettocolite Ulcerosa
- Coliti infiammatorie
- Disturbi funzionali intestinali
Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.
Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:
- Terapia farmacologica nelle MICI
- Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
- Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
- Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali
La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.
Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale
Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.
L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.
Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.
A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.
Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
Formazione e Percorso Accademico
Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.
Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).
Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.
Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.
Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.
È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.
Esperienza Chirurgica
Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:
- Patologie della giunzione esofago-gastrica
- Chirurgia dello stomaco
- Patologie epatiche e delle vie biliari
- Chirurgia pancreatica
- Patologie del colon-retto e dell’ano
- Chirurgia della parete addominale
- Chirurgia oncologica multidisciplinare
- Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.
Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato
Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.
Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)
Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.
I principali ambiti di ricerca includono:
- Malattia di Crohn
- Chirurgia del surrene
- Patologia pancreatica
- Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
- Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica
Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.
Assistenza e contatti
Hai dubbi sulla concordanza tra i tuoi referti e i tuoi sintomi?
Quando la gestione farmacologica è già impostata ma la qualità di vita rimane compromessa, è possibile valutare il quadro da una prospettiva funzionale e integrata. Se desideri analizzare la tua situazione specifica o sottoporre i tuoi esami al nostro team, puoi richiedere una valutazione orientativa o un contatto con lo studio tramite email, tramite telefonata gratuita, oppure sottoponendo il tuo caso alla nostra attenzione. Se desideri ripristinare le funzionalità del tuo intestino e colon richiedi una consulenza professionale.
Assistenza e contatti
Esplora il sito
Dal Cruscotto del sito puoi accedere rapidamente a tutte le principali aree, agli articoli e ai servizi disponibili.

- Dr. Pietro Tonelli – Medico Chirurgo, esperto di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
- Maurizio Bertucci – Naturopata specializzato in Metodologia Integrata Gastroenterica
In che modo possiamo aiutarti?
Ti farebbe piacere confrontarti e approfondire la tua condizione? Oppure chiedere informazioni?
Sappiamo che ogni storia di malattia è unica e che ognuno ha i propri tempi e la propria sensibilità. Scegli la modalità che senti più vicina alle tue esigenze per entrare in contatto con noi:
- ✉️ Scrivici una email,
- 📞 Chiedi una telefonata gratuita,
- 📋 Sottoponi gratuitamente il tuo caso alla nostra attenzione
- 💡 Approfondisci il Metodo Integrato per il morbo di Crohn e la RCU
- 🔍 Procedura per una consulenza per il Morbo di Crohn e la RCU
- 🔍 Leggi i risultati che si possono ottenere.
Saremo felici di aiutarti a comprendere meglio la tua condizione fisica o a migliorarla.

Riferimenti scientifici
- D’Amico F, et al. – Systematic review with meta-analysis: Diagnostic performance of faecal calprotectin in distinguishing inflammatory bowel disease from irritable bowel syndrome in adults. Alimentary Pharmacology & Therapeutics, 2023. doi: 10.1111/apt.17789.
- Waugh N, et al. – Faecal calprotectin testing for differentiating amongst inflammatory and non-inflammatory bowel disease. Health Technology Assessment, 2013; 17(55). doi: 10.3310/hta17550.
- Jairath V, et al. – What is the role of C-reactive protein and fecal calprotectin in evaluating Crohn’s disease activity? Best Practice & Research Clinical Gastroenterology, 2019.
- Sakkas H, et al. – Fecal calprotectin in assessing inflammatory bowel disease endoscopic activity: a diagnostic accuracy meta-analysis. Journal of Gastrointestinal and Liver Diseases, 2018.
- Zittan E, et al. – Disease activity assessment in inflammatory bowel disease: clinical indices and biomarkers fail to predict endoscopic remission. Inflammatory Bowel Diseases, 2016.
- Zhou G, et al. – Fecal calprotectin correlates with active colonic inflammatory bowel disease but not with small intestinal Crohn’s disease activity. Journal of Gastrointestinal and Liver Diseases, 2019.
- AGA Institute. – The role of biomarkers for the management of Crohn’s disease. Gastroenterology, 2023.
- van Rheenen PF, et al. – Faecal calprotectin for screening of patients with suspected inflammatory bowel disease: diagnostic meta-analysis. BMJ, 2010; 341:c3369. doi: 10.1136/bmj.c3369.
- Jensen MD, et al. – Faecal calprotectin is equally sensitive in Crohn’s disease and ulcerative colitis. Scandinavian Journal of Gastroenterology, 2011.





