Rimedi naturali e integratori per la diarrea da Crohn o RCU
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Quali sono i rimedi naturali più efficaci per la diarrea?
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Come fermare la diarrea: risposta breve
Quando si parla di rimedi e integratori per la diarrea nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), il rischio è quello di cadere in consigli generici o astringenti sintomatici che non risolvono la causa di fondo. L’obiettivo dell’approccio integrato non è bloccare artificialmente l’evacuazione, ma agire sui fattori sottostanti, nutrendo la mucosa, ripristinando le giunzioni serrate e riequilibrando il microbiota intestinale.
Lista degli integratori e rimedi per la diarrea
Le categorie includono: 1) tipo di azione o di sostanza 2) velocità con cui agisce 3) intensità dell’effetto prevedibile
Supporto contro la componente microbica, azione immediata, intensità alta
- Permici
- Paracitinib
- olio essenziale di Tea Tree, di Timo, Origano, Pino e Cannella, estratto di semi di pompelmo, .
- assenzio, mallo di noce e chiodi di garofano.
Rimedi astringenti, azione immediata, intensità medio alta
- Amamelide
- Catecù di Bombey
- azione astringente dovuta ai tannini che aiutano a compattare le feci,.
- ricco di tannini, esercita una marcata azione astringente sulla mucosa intestinale
Rimedi anti infiammatori, azione non immediata, intensità media
- Curcuma
- Boswellia
- azione antinfiammatoria e modulatrice, utile nel contrastare l’infiammazione intestinale.
- azione antinfiammatoria, utile nel contribuire a ridurre l’infiammazione della mucosa intestinale.
Probiotici e fermenti lattici, azione molto variabile anche negativa
- VSL#3 , ECN ecc.
- Nella nostra esperienza professionale abbiamo osservato che alcune persone possono beneficiare dell’utilizzo di questi o di altri probiotici , mentre in altri casi il loro impiego ha determinato peggioramenti, talvolta anche importanti. Poiché grazie agli integratori sopra riportati otteniamo risultati positivi in una percentuale più elevata di casi, nel nostro approccio non consigliamo di routine l’utilizzo di fermenti lattici e probiotici. Chi li utilizza e ne trae beneficio è naturalmente incoraggiato a continuare ad assumerli.
Fibre igroscopiche, azione graduale, intensita medio-bassa
- Fibra di psillo
- semi di lino, chia
- Fibre ad azione delicata: Psyllium, semi di lino, semi di chia, glucomannano, sterculia e metilcellulosa possono rallentare il transito intestinale grazie alla loro capacità di assorbire e trattenere acqua. Per lo stesso motivo in caso di stipsi e feci dure possono facilitare le evacuazioni.
Sostegno al risanamento delle mucose
- Zinco
- Vitamina A
- Glutammina
- Zinco, vitamina A e glutammina: non sono antidiarroici diretti, ma sostengono il risanamento della mucosa intestinale e il recupero delle normali funzioni di barriera e assorbimento dei liquidi. Agiscono quindi soprattutto nel medio-lungo termine, contribuendo a contrastare i fattori che possono mantenere la diarrea.
- Per approfondirne le funzioni specifiche, si rimanda agli articolo dedicato.
Come scegliere gli integratori:
Le categorie riportate non sono direttamente confrontabili tra loro e l’intensità o la rapidità d’azione non determinano da sole quale integratore sia più indicato.
La scelta dipende dalla condizione specifica della persona e dai fattori che stanno contribuendo alla diarrea. Ad esempio, in presenza di una mucosa particolarmente ulcerata o di gastrite, gli integratori ad azione antimicrobica più intensa, come alcuni oli essenziali, possono non essere indicati, mentre può essere preferibile favorire il risanamento della mucosa con nutrienti come zinco e vitamina A.
In assenza di lesioni ulcerative, anche le fibre possono rappresentare un valido supporto, soprattutto per la possibilità di utilizzarle più a lungo. Gli antinfiammatori, invece, possono assumere maggiore importanza quando la componente infiammatoria è uno dei principali fattori alla base della diarrea.
Non esiste quindi un integratore “migliore” in assoluto: ciò che conta è individuare, caso per caso, la combinazione più adatta alla specifica condizione della persona.
L’individuazione da parte del nostro studio di questa lista di questi integratori non deriva soltanto dalla conoscenza teorica delle loro proprietà, ma anche da oltre diciotto anni di esperienza diretta nel lavoro con persone affette da Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa. L’osservazione dei diversi casi e delle risposte individuali ai vari interventi ha permesso di maturare nel tempo un’esperienza pratica su cui si basa la selezione di questa lista.
In questo articolo verrà esposto nei dettagli il metodo che utilizziamo con i malati di Crohn e RCU dal 2008 ottenendo risultati consistenti. Il punto chiave è: intervenire anche sui fattori che mantengono la diarrea.
Perché la diarrea persiste anche quando l’infiammazione sembra spenta?
Quando una persona con Morbo di Crohn o Rettocolite Ulcerosa continua ad avere diarrea nonostante la terapia, la prima domanda è quasi sempre:
«La mia malattia è ancora infiammata?»
È una domanda corretta, ma non sempre sufficiente. La diarrea può infatti persistere anche quando l’attività infiammatoria è migliorata. Questo è un punto particolarmente importante perché controllare l’infiammazione e controllare la diarrea non sono necessariamente la stessa cosa.
Le cause possono essere diverse:
- attività infiammatoria residua;
- malassorbimento degli acidi biliari;
- infezioni intestinali;
- Clostridium difficile;
- sovracrescita batterica del tenue;
- alterazioni della funzione della barriera intestinale;
- intolleranze alimentari;
- conseguenze di precedenti interventi chirurgici;
- alterazioni funzionali intestinali.
Le linee guida e le revisioni gastroenterologiche invitano infatti a considerare diagnosi alternative quando i sintomi intestinali persistono nonostante il controllo dell’infiammazione. Tra queste rientrano proprio malassorbimento degli acidi biliari, SIBO, presenza di parassiti, funghi, batteri o altri agenti patogeni, intolleranze ai carboidrati e disturbi funzionali. Molti di questi fattori sono comunque spesso alla base del morbo di Crohn e della rettocolite ulcerosa.
Questo significa che non sempre la soluzione consiste nell’aumentare il farmaco antinfiammatorio o nell’utilizzare un antidiarroico.
Il programma integrato per la diarrea agisce sulle cause principali che ne stanno alla base.
Strategie diverse in base alle cause diverse della diarrea
La causa delle scariche persistenti possono non essere sempre collegate al Crohn o alla Rettocolite:
- diarrea da malassorbimento di acidi biliari;
- infezioni intestinali;
- alterazioni del microbiota;
- intolleranze alimentari;
- mucosa / barriera fragile.
Le situazioni possono essere diverse;
- diarrea con farmaci;
- diarrea nonostante farmaci biologici;
- diarrea con infiammazione bassa;
- diarrea funzionale con Crohn o RCU;
Quali sono i rimedi e gli integratori più utili contro la diarrea?
In questo articolo vedremo quali sono i rimedi e gli integratori che, nella nostra esperienza professionale, si sono rivelati più utili nel contribuire a ridurre la diarrea cronica, a volte anche singolarmente, ma più frequentemente all’interno di un programma integrato e multifattoriale, studiato per intervenire sui diversi fattori che possono contribuire alla sua persistenza.
L’obiettivo non è “bloccare le scariche” come si verifica ad esempio con la Loperamide, ma cercare di individuare e affrontare i diversi fattori che possono mantenere una diarrea cronica.
Il primo punto da capire: fermare la diarrea con un farmaco non significa necessariamente curarne la causa
Esistono farmaci capaci di ridurre rapidamente la frequenza delle evacuazioni.
La loperamide, per esempio, rallenta il transito intestinale.
La colestiramina, invece, può essere molto utile quando la diarrea dipende dal malassorbimento degli acidi biliari.
I farmaci antinfiammatori e le terapie avanzate per Crohn e Rettocolite hanno un altro obiettivo: controllare l’attività della malattia.
L’approccio integrato complementare ha funzioni diverse che in molti casi si sono dimostrate fondamentali per la riduzione o risoluzione della diarrea assieme al piano farmacologico.
Sono quindi tutti strumenti differenti.
Il metodo integrato: gestire il sintomo e affrontare i fattori che contribuiscono alla diarrea

È proprio da questa complessità che nasce l’approccio integrato.
Grazie ad una esperienza professionale ultradecennale e centinaia di casi osservati con relative testimonianze, abbiamo sviluppato un metodo che non parte dalla ricerca del prodotto capace semplicemente di fermare le scariche.
Parte invece dalla domanda:
«Quali sono i fattori che stanno mantenendo questo disturbo in questo specifico paziente?»
La valutazione può quindi prendere in considerazione:
- stato della mucosa intestinale;
- alimentazione;
- tolleranza individuale agli alimenti;
- equilibrio della componente microbica;
- eventuale sospetto di SIBO;
- malassorbimento degli acidi biliari;
- andamento della sintomatologia;
- esami disponibili;
- precedenti interventi chirurgici;
- terapie farmacologiche in corso.
L’obiettivo è costruire un percorso personalizzato, non applicare lo stesso rimedio a tutti.
Il pilastro della bonifica microbica
Quando parlo di bonifica microbica non intendo affermare che ogni paziente con Crohn o Rettocolite abbia un’infezione da eliminare. Sarebbe una semplificazione.
Il concetto è più preciso.
La MICI è caratterizzata da una complessa interazione tra microbiota, barriera intestinale e sistema immunitario. In determinate condizioni possono inoltre comparire infezioni intestinali vere e proprie o modificazioni della componente microbica che contribuiscono alla sintomatologia.
Per questo, nel mio metodo, la componente microbica viene considerata quando il quadro del paziente lo rende plausibile.
L’obiettivo non è “sterilizzare” l’intestino.
L’intestino sano non è sterile.
L’obiettivo è piuttosto favorire un ambiente intestinale più equilibrato, intervenendo in modo selettivo e personalizzato sui fattori che possono contribuire al disturbo.
Rimedi per la diarrea nel Crohn e nella RCU: Permici e Paracitinib
All’interno del percorso integrato, Permici e Paracitinib vengono spesso utilizzati e all’interno di una strategia più ampia. La loro presenza nel protocollo deriva dalla mia esperienza professionale maturata negli anni e dall’osservazione dei risultati ottenuti nei pazienti trattati. Intervenendo sul sostegno all’organismo nelle sue funzioni di eliminazione di parassiti, funghi, batteri e virus si agisce su uno dei fattori fondamentali alla base della diarrea.
In numerosi casi abbiamo osservato un miglioramento della frequenza e della consistenza delle evacuazioni anche nell’arco di pochi giorni o di circa una settimana.
È questa esperienza ripetuta che mi ha portato a considerarli strumenti fondamentali all’interno del metodo.
La logica del protocollo è intervenire contemporaneamente sui diversi fattori che possono mantenere la sintomatologia.
In questo senso, Permici e Paracitinib vengono inseriti nella fase del percorso dedicata alla componente microbica e all’equilibrio intestinale, secondo la valutazione del singolo caso. Dopo avere risolto la presenza di parassiti, funghi, batteri e virus il programma standard per la diarrea nel caso di Crohn ed RCU prevede il risanamento della mucosa.
Non vengono presentati come sostituti degli antibiotici prescritti dal medico quando è stata diagnosticata un’infezione che richiede trattamento farmacologico.
Questi due integratori non vanno mai utilizzati con il fai-da-te poiché il loro utilizzo e posologia dipende dalla condizione individuale. Ad esempio il Permici è fortemente controindicato se siamo anche in presenza di una gastrite importante. L’articolo specifico su Permici e Paracitinib descrive tutti gli ingredienti e le loro funzioni specifiche.
Basi scientifiche dell’approccio integrato
L’approccio integrato complementare non si basa su presupposti empirici o teorie isolate, ma trova un solido riscontro nella fisiopatologia e nella letteratura gastroenterologica internazionale.
Quando la diarrea persiste nonostante la terapia farmacologica o in presenza di una infiammazione bassa, la ricerca scientifica invita ad ampliare la valutazione verso fattori quali il malassorbimento degli acidi biliari, le alterazioni della barriera intestinale, la sovracrescita batterica (SIBO) e le sovrainfezioni microbiche.
Evidenze scientifiche su patogeni, barriera e disbiosi
- Infezioni e sovrainfezioni nelle MICI: Le linee guida ufficiali dell’ECCO (European Crohn’s and Colitis Organisation) ed evidenze consolidate sottolineano come la risposta immunitaria ed epiteliale compromessa nelle MICI renda la mucosa più vulnerabile all’attecchimento di agenti infettivi opportunisti o patogeni. Infezioni da Clostridioides difficile, agenti virali (come CMV ed EBV) o patogeni batterici e parassitari possono sovrapporsi alla malattia cronica di base, esacerbare il quadro diarroico e mimetizzare una falsa riacutizzazione infiammatoria.
- Disbiosi e patobionti: Numerosi studi documentano come nelle MICI si verifichi una drastica riduzione della biodiversità del microbiota intestinale a favore della proliferazione di patobionti. Questi microrganismi, pur non essendo patogeni primari classici, in un ambiente intestinale alterato stimolano la produzione di metaboliti pro-infiammatori e alterano il bilancio idrico e la motilità.
- Permeabilità intestinale e sintomi persistenti: Trial e studi clinici (come quelli condotti da Chang et al.) evidenziano come l’alterazione funzionale delle tight junctions (giunzioni serrate) e l’aumento della permeabilità intestinale siano direttamente associati alla frequenza delle evacuazioni e alla persistenza della diarrea, perfino in pazienti con completa guarigione mucosale evidenziata endoscopicamente.
- Sovracrescita batterica del tenue (SIBO) e Acidi Biliari: La letteratura e le raccomandazioni AGA/CAG confermano che il malassorbimento degli acidi biliari (frequente nelle resezioni o nell’interessamento dell’ileo) e la SIBO sono cause primarie e documentate di diarrea cronica, distinte dal semplice processo infiammatorio di parete.
Comprendere ed esplorare questi meccanismi significa unire la fondamentale terapia di controllo infiammatorio prescritta dal gastroenterologo a un supporto integrato e mirato, focalizzato sul ripristino dell’ecosistema intestinale e della funzione di barriera.
Diarrea: integratori e rimedi per riparare la barriera e mucosa intestinale nel Crohn e nella RCU
Una volta affrontati i fattori che possono contribuire alla persistenza della sintomatologia, il mio approccio presta particolare attenzione alla funzionalità della mucosa intestinale.
Questo passaggio è importante perché la barriera intestinale deve tornare a svolgere correttamente le proprie funzioni.
Nel protocollo possono essere presi in considerazione, sulla base delle esigenze individuali, aminoacidi, minerali, sostanze vegetali e altri nutrienti utilizzati per il supporto della mucosa.
Tra questi possono rientrare glutammina e zinco e vitamina A.
Per questo, nel metodo integrato, il sostegno della mucosa non viene presentato come una terapia a se stante per le MICI, ma come parte di un intervento più completo la cui prima fase interviene su parassiti, funghi, batteri e virus.
Per indirizzare a fondo questo aspetto e risanare le mucose esiste un programma preciso sul risanamento delle mucose.
Evidenze scientifiche sul supporto della mucosa: Zinco, Vitamina A e Glutammina
Il trofismo e il ripristino dell’epitelio intestinale rappresentano un pilastro centrale della gestione funzionale e integrata. La capacità della mucosa di rigenerarsi, mantenere le giunzioni serrate (tight junctions) e svolgere la propria funzione selettiva dipende dalla disponibilità di specifici micronutrienti e amminoacidi ampiamente studiati in letteratura:
- Zinco: Rappresenta un microelemento essenziale per la sintesi proteica, la riparazione tissutale e l’integrità strutturale delle membrane cellulari. La ricerca gastroenterologica evidenzia che lo zinco gioca un ruolo chiave nel modulare la permeabilità intestinale e nel supportare la rigenerazione degli enterociti, oltre ad agire come fattore catalitico per numerosi enzimi coinvolti nella guarigione delle lesioni mucosali.
- Vitamina A: Essenziale per il differenziamento cellulare e per la produzione di muco protettivo da parte delle cellule caliciformi (Goblet cells). Studi scientifici documentano come la vitamina A e i suoi metaboliti attivi (tra cui l’acido retinoico) siano fondamentali sia per mantenere la stabilità fisica della barriera epiteliale, sia per regolare le risposte immunitarie a livello della lamina propria intestinale (GALT).
- Glutammina: È il principale carburante metabolico utilizzato dagli enterociti per sostenere i processi di duplicazione e riparazione cellulare. La letteratura scientifica e diverse revisioni cliniche confermano che l’integrazione di glutammina supporta l’espressione delle proteine delle giunzioni serrate (come occludina e claudine), contribuendo a ridurre il fenomeno della permeabilità intestinale (Leaky Gut) e a favorire il risanamento dei tessuti sottoposti a stress infiammatorio.
L’impiego mirato di questi elementi all’interno del percorso integrato non ha lo scopo di sostituirsi alle terapie mediche prescritte dal gastroenterologo, ma di fornire al tessuto intestinale il supporto nutrizionale indispensabile per accelerare i fisiologici processi di riparazione e recupero funzionale.
Il confronto tra i diversi approcci
| Meccanismo della diarrea | Gestione medica | Approccio integrato complementare |
|---|---|---|
| Infiammazione attiva | Terapia antinfiammatoria e immunomodulante prescritta dal gastroenterologo | Supporto nutrizionale e fitoterapico personalizzato, senza sostituire la terapia medica come curcuma, boswellia, aloe |
| Transito accelerato / urgenza | In situazioni selezionate, antidiarroici come loperamide | Intervento personalizzato sulle condizioni funzionali dell’intestino, ad esempio amamelide e catecù di bombey |
| Malassorbimento degli acidi biliari | Sequestranti degli acidi biliari come colestiramina, quando indicati | |
| Componente infettiva | Diagnosi microbiologica e trattamento medico specifico quando indicato | Intervento integrato specifico, ad esempio Permici e Paracitinib |
| Alterazione della mucosa intestinale | Il trattamento della MICI mira anche alla guarigione mucosale | Supporto nutrizionale e funzionale della mucosa, con particolare attenzione a nutrienti a sostegno dei processi di risanamento e rinnovamento dei tessuti come Zinco, vitamina A e glutammina |
| Diarrea persistente multifattoriale | Ricerca delle cause associate alla MICI | Approccio personalizzato che considera contemporaneamente alimentazione, microbiota, mucosa e funzionalità intestinale |
Il punto fondamentale è questo: i due approcci non devono necessariamente essere messi in contrapposizione, al contrario possono avere un’azione sinergica.
La terapia medica ha il compito fondamentale di controllare la malattia infiammatoria e le eventuali condizioni acute.
Il metodo integrato, nella mia esperienza, cerca invece di lavorare sui fattori funzionali che possono contribuire alla persistenza dei sintomi.
Più avanti nella sezione dedicata al Metodo Integrato spiegherò con maggiori dettagli quali sono i trattamenti più efficaci per aiutare l’organismo a contrastare la diarrea.
Le cause funzionali: Diarrea da acidi biliari, infezioni e SIBO
Infiammazione intestinale
È una delle cause principali.
Quando la mucosa intestinale è infiammata, possono modificarsi secrezione di acqua ed elettroliti, motilità e capacità di assorbimento.
Se la diarrea è espressione di una riacutizzazione, la priorità è controllare l’infiammazione attraverso la terapia prescritta dal gastroenterologo.
In questo caso, un semplice antidiarroico può ridurre il sintomo senza intervenire sul meccanismo che lo sta provocando.
Malassorbimento degli acidi biliari
È una causa particolarmente importante nel Morbo di Crohn con interessamento dell’ileo e nei pazienti sottoposti a resezione ileale.
Gli acidi biliari vengono normalmente riassorbiti nell’ileo terminale.
Quando questo processo è compromesso, una quantità maggiore di acidi biliari può raggiungere il colon, dove può stimolare la secrezione di liquidi e favorire la diarrea.
Questo spiega perché alcuni pazienti continuino ad avere scariche frequenti anche quando l’attività infiammatoria non sembra sufficiente a spiegare completamente il quadro.
In queste situazioni possono essere utilizzati, quando indicati, sequestranti degli acidi biliari come la colestiramina.
Infezioni intestinali
Una persona con Crohn o Rettocolite può sviluppare un’infezione intestinale come qualsiasi altro individuo.
Inoltre, nei pazienti con MICI, un’infezione può sovrapporsi alla malattia infiammatoria e modificare o aggravare la sintomatologia.
Questo aspetto è particolarmente importante per Clostridioides difficile, che rappresenta una complicanza riconosciuta nelle MICI e può provocare diarrea difficile da distinguere clinicamente da una riacutizzazione.
La letteratura ha inoltre documentato una relazione complessa tra microbiota, disbiosi, barriera intestinale e MICI, con modificazioni della composizione microbica e aumento di alcuni microrganismi potenzialmente pro-infiammatori.
Questo non significa che Crohn e Rettocolite siano malattie infettive, ciò non di meno è chiaro che l’indebolimento del sistema immunitario delle mucose gastroenteriche (GALT) conseguente ad una MICI facilita l’instaurarsi di infezioni opportunistiche e che queste poi a loro volta peggiorino la sintomatologia della stessa malattia infiammatoria cronica intestinale.
Quindi la componente microbica può partecipare al quadro intestinale ed è possibile che una vera infezione possa sovrapporsi alla malattia.
Sovracrescita batterica
La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) può provocare gonfiore, dolore, alterazioni dell’alvo e diarrea.
Nel paziente con Crohn deve essere presa in considerazione soprattutto quando esistono condizioni anatomiche o funzionali che possono favorirla.
Anche in questo caso, quindi, una diarrea persistente non dovrebbe essere attribuita automaticamente all’attività della MICI.
Alimentazione e intolleranze
Durante e dopo una fase infiammatoria, la tolleranza verso alcuni alimenti può modificarsi.
Lattosio, alcuni carboidrati fermentabili, alimenti molto grassi o quantità elevate di fibre possono accentuare la sintomatologia in determinati pazienti.
Per ridurre la possibile incidenza di un’alimentazione errata sulla sintomatologia inclusa la diarrea è molto consigliabile seguire i suggerimenti forniti nella Guida Completa Alimentare per il morbo di Crohn e la RCU.
La tolleranza intestinale individuale deve essere valutata caso per caso.
Diarrea nel Morbo di Crohn
Nel Crohn la diarrea può dipendere da meccanismi differenti a seconda della sede della malattia.
Quando è interessato il colon, può essere direttamente correlata all’infiammazione della mucosa.
Quando è interessato l’ileo, bisogna considerare anche il malassorbimento degli acidi biliari.
Dopo una resezione ileale questo meccanismo può assumere ancora maggiore importanza.
È quindi possibile che un paziente continui ad avere diarrea anche quando non tutta la sintomatologia è spiegata dall’infiammazione.
Questa distinzione è importante perché permette di scegliere un intervento più mirato.
Diarrea nella Rettocolite Ulcerosa
Nella Rettocolite la diarrea è frequentemente accompagnata da:
- urgenza;
- sangue;
- muco;
- tenesmo;
- aumento del numero delle evacuazioni;
- evacuazioni notturne.
Quando questi sintomi riflettono una fase attiva della malattia, il trattamento deve essere rivolto principalmente all’infiammazione.
La presenza di diarrea, tuttavia, non consente da sola di stabilire quanto sia attiva la malattia.
È necessario integrare i sintomi con esami delle feci, esami ematici, valutazione clinica ed eventualmente endoscopia.
Diarrea notturna: perché è importante
La diarrea che costringe il paziente a svegliarsi durante la notte merita attenzione.
Non significa automaticamente che sia presente una riacutizzazione, ma rappresenta un’informazione clinica importante soprattutto quando:
- è comparsa recentemente;
- è diventata più frequente;
- si associa a sangue;
- si associa a febbre;
- è accompagnata da dolore;
- coincide con un peggioramento generale.
In questi casi è opportuno rivalutare il quadro.
Diarrea con sangue o muco
La presenza di sangue o muco può essere legata alla presenza di ulcere, erosioni o una mucosa fragile e facilmente sanguinante, soprattutto nella Rettocolite e nel Crohn colico.
Esistono però anche infezioni intestinali capaci di produrre diarrea infiammatoria.
Per questo motivo, quando il quadro cambia improvvisamente, può essere necessario eseguire esami microbiologici delle feci.
La distinzione è importante perché il trattamento di una riacutizzazione infiammatoria e quello di un’infezione intestinale non sono la stessa cosa.
Il fattore spesso trascurato: microbiota, disbiosi e infezioni sovrapposte
Qui arriviamo a uno degli aspetti più interessanti dell’intero problema. Spesso chi usa farmaci biologici o altri farmaci per le MICI continua a soffrire di diarrea.
Per molti anni il ragionamento sulla diarrea nelle MICI è stato semplificato in:
Crohn o Rettocolite → infiammazione → diarrea.
La fisiopatologia è molto più complessa: oggi sappiamo che nella MICI esiste una relazione stretta tra sistema immunitario, microbiota, agenti patogeni come parassiti, funghi, batteri e barriera intestinale.
Numerosi studi hanno documentato alterazioni della composizione del microbiota nei pazienti con Crohn e Rettocolite, con riduzione della biodiversità e modificazione della presenza relativa di diverse specie batteriche.
Alcuni microrganismi possono inoltre comportarsi come patobionti, cioè microrganismi normalmente presenti nell’ecosistema intestinale che, in determinate condizioni dell’ospite e dell’ambiente intestinale, possono contribuire all’infiammazione.
Questo è molto diverso dal dire che il Crohn o la Rettocolite siano provocati da un singolo patogeno.
La letteratura attuale considera infatti le MICI il risultato di un’interazione complessa tra predisposizione dell’ospite, risposta immunitaria, ambiente, microbiota e barriera intestinale.
La letteratura scientifica documenta chiaramente come la presenza di patogeni o infezioni sovrapposte sia un fattore determinante nell’insorgenza e nel mantenimento della diarrea. Questo è un fattore fondamentale per un corretto approccio al problema delle evacuazioni frequenti.
Il ruolo delle mucose di intestino e colon
Le mucose rappresentano un altro elemento fondamentale. L’epitelio intestinale non è soltanto una superficie di passaggio. È una struttura selettiva che deve permettere l’assorbimento delle sostanze utili e contemporaneamente limitare il passaggio indiscriminato di antigeni e microrganismi.
Soprattutto la mucosa del colon è deputata all’assorbimento dei liquidi, quindi in presenza di una mucosa danneggiata, potremmo anche avere totale assenza sia di infiammazione che di agenti patogeni ma un’incapacità di assorbire i liquidi da parte delle mucose.
Ciò potrebbe essere un altro fattore che contribuisce alla diarrea.
Perché non ci si limita a “bloccare il tubo”
Questo è un concetto fondamentale.
Un antidiarroico può ridurre la frequenza delle evacuazioni.
È certamente utile quando indicato.
Ma rallentare il transito non significa necessariamente avere risolto ciò che sta provocando la diarrea.
Allo stesso modo, se la diarrea dipende dagli acidi biliari, la colestiramina può essere estremamente utile, ma il suo meccanismo è specifico e non risolve necessariamente altri problemi intestinali.
Il ragionamento deve quindi essere:
sintomo → meccanismo → causa → intervento.
Non semplicemente:
sintomo → prodotto per bloccarlo.
La diarrea può persistere anche quando l’infiammazione è migliorata
Questo è uno dei concetti che più spesso sorprende il paziente.
È possibile che una persona presenti una MICI in una fase di controllo relativamente soddisfacente e continui comunque ad avere:
- diarrea;
- gonfiore;
- urgenza;
- dolore;
- alterazioni dell’alvo.
Uno studio prospettico su pazienti con Crohn e Rettocolite in guarigione mucosale ha evidenziato proprio un’associazione tra maggiore permeabilità intestinale e persistenza dei sintomi, con una relazione anche con il numero di evacuazioni diarroiche.
Questo non significa che la barriera intestinale sia sempre la causa dei sintomi. Significa che l’attività infiammatoria non è necessariamente l’unico parametro da considerare. Ne deriva che la valutazione del paziente deve essere più ampia.
Esami utili quando la diarrea non passa
Esame delle feci
È uno degli strumenti più utilizzati per valutare l’attività infiammatoria intestinale.
Il suo risultato deve comunque essere interpretato insieme al quadro clinico e agli altri esami come approfondito nell’articolo Come Abbassare La Calprotectina Alta.
Esami microbiologici delle feci
Possono essere indicati quando esiste il sospetto di un’infezione.
In particolare, nei pazienti con MICI è importante considerare Clostridium difficile quando il quadro clinico lo rende appropriato.
Esami ematici
Emocromo, PCR, elettroliti, albumina, funzionalità renale e altri parametri possono contribuire alla valutazione.
Quali patogeni indagare in caso di sospetta infezione o disbiosi persistente alla base della diarrea
Quando la diarrea non si risolve e si sospetta la presenza di un’infezione sovrapposta, latente o non completamente eradicata, è opportuno effettuare un’indagine approfondita sia sul sangue (tramite ricerca anticorpale/sierologica) sia sulle feci (tramite coprocultura, ricerca di tossine, parassitologico o test molecolari PCR).
Tra i principali agenti patogeni e opportunisti da prendere in considerazione rientrano:
- Infezioni virali: Virus Epstein-Barr (EBV), Citomegalovirus (CMV), oltre ai classici virus enterici quali Rotavirus, Adenovirus e Norovirus.
- Tossine e batteri ad azione specifica: Clostridioides difficile (ricerca delle tossine A/B e GDH).
- Batteri patogeni e opportunisti: Escherichia coli (inclusi ceppi enteropatogeni/enteroinvasivi), Salmonella, Shigella, Campylobacter, Yersinia, Listeria, Staphylococcus (stafilococco), Citrobacter e Bacteroides fragilis.
- Miceti: Candida e altre specie fungine gastrointestinali.
- Parassiti e protozoi: Giardia lamblia, Entamoeba histolytica (Ameba), Cryptosporidium ed eventuale screening per altri parassiti intestinali ed elmintiasi.
L’individuazione mirata di questi microrganismi consente di distinguere con precisione un’eventuale causa infettiva o una sovrainfezione opportunistica da una semplice riacutizzazione della malattia infiammatoria.
Dieta nella fase acuta
Durante una fase di diarrea intensa, l’obiettivo non dovrebbe essere eliminare indiscriminatamente decine di alimenti.
È più utile individuare quelli che peggiorano realmente i sintomi nel singolo paziente.
In base alla tolleranza individuale può essere utile:
- preferire pasti piccoli e frequenti;
- ridurre temporaneamente i cibi molto grassi;
- limitare gli alimenti che aumentano chiaramente il gonfiore;
- adattare la quantità e il tipo di fibre alla fase della malattia;
- garantire un adeguato apporto di liquidi ed elettroliti.
Una dieta eccessivamente restrittiva può creare ulteriori problemi nutrizionali, per una più ampia comprensione dell’argomento si suggerisce la lettura della Guida Completa Alimentare.
Quando è necessario rivolgersi al gastroenterologo
L’approccio integrato non deve mai ritardare una valutazione medica quando esistono segnali di allarme.
È importante rivolgersi rapidamente al medico in presenza di:
- sangue abbondante nelle feci;
- febbre;
- dolore addominale importante;
- addome molto gonfio;
- vomito persistente;
- diarrea molto intensa;
- segni di disidratazione;
- debolezza marcata;
- riduzione delle urine;
- perdita di peso significativa;
- rapido peggioramento delle condizioni generali.
In caso di sospetta riacutizzazione importante o complicanza, la priorità è la valutazione gastroenterologica.
Domande frequenti
Come fermare subito la diarrea da Crohn?
L’esperienza ha dimostrato che è possibile fermare in 24-48 ore la diarrea con integratori , i rimedi che si sono dimostrati più efficaci sono Permici e Paracitinib, assieme o anche singolarmente a seconda dei casi.
Se è dovuta all’attività infiammatoria, occorre intervenire anche sul controllo della malattia. Se è legata al malassorbimento degli acidi biliari, può essere indicata la colestiramina. In alcune situazioni selezionate può essere utilizzata la loperamide.
La Loperamide va usata esclusivamente sotto stretto controllo medico e mai durante fasi acute severe di colite, per il rischio di complicanze gravi come il megacolon tossico.
Se la diarrea è persistente, bisogna anche considerare infezioni, SIBO, intolleranze e altri fattori.
Come fermare la diarrea nella Rettocolite?
La prima cosa da stabilire è se la diarrea sia espressione di attività della Rettocolite.
Quando l’infiammazione è importante, il trattamento deve essere rivolto principalmente alla malattia.
La loperamide può avere un ruolo esclusivamente in situazioni selezionate e non deve essere utilizzata per mascherare una colite severa per gli effetti collaterali già menzionati.
Perché continuo ad avere diarrea anche se l’infiammazione è bassa?
La diarrea non dipende necessariamente soltanto dall’infiammazione.
Devono essere considerate anche altre possibilità, tra cui
- malassorbimento degli acidi biliari;
- parassiti, funghi, batteri, SIBO;
- intolleranze alimentari;
- alterazioni funzionali e, in determinati casi:
- alterazioni della barriera intestinale.
La diarrea può essere causata da un’infezione se ho già il Crohn?
Sì.
Una MICI non protegge dalle infezioni intestinali.
Inoltre, alcune infezioni possono sovrapporsi alla malattia e rendere più difficile distinguere una riacutizzazione da una causa infettiva.
Qual è il ruolo di Clostridium difficile?
C. difficile è particolarmente importante nei pazienti con MICI perché può provocare diarrea e colite e può sovrapporsi o contribuire al peggioramento della malattia.
Quando è utile il Questran?
La colestiramina può essere utile soprattutto quando la diarrea è dovuta al malassorbimento degli acidi biliari, una condizione particolarmente rilevante nel Crohn ileale e dopo resezione dell’ileo.
Permici e Paracitinib possono aiutare contro la diarrea?
Nella mia esperienza professionale, in numerosi casi il loro inserimento è stato seguito da un miglioramento della sintomatologia diarroica spesso anche rapido.
Il loro utilizzo deve essere considerato nell’ambito dell’esperienza del metodo e non come una terapia farmacologica scientificamente dimostrata per Crohn o Rettocolite.
L’integrazione può sostituire i farmaci?
No.
L’approccio integrato descritto in questo articolo è complementare alla gestione medica.
I farmaci necessari per controllare l’attività del Crohn o della Rettocolite devono essere prescritti e gestiti dal gastroenterologo.
In conclusione: se la diarrea continua, bisogna capire perché
Quando una persona con Crohn o Rettocolite ha diarrea persistente, la domanda più immediata è:
«Come posso fermarla?»
La domanda successiva dovrebbe essere:
«Perché continua?»
A volte la risposta è l’infiammazione.
A volte sono gli acidi biliari.
A volte è un’infezione sovrapposta.
A volte intervengono SIBO, alimentazione, intolleranze o alterazioni funzionali.
In alcuni pazienti possono coesistere più fattori.
La medicina dispone di strumenti fondamentali per controllare l’infiammazione e gestire le diverse cause della diarrea.
Quando questi strumenti non sono sufficienti a spiegare o controllare completamente il disturbo, è possibile ampliare la valutazione.
È su questo principio che si basa l’approccio integrato.
Non cercare semplicemente di bloccare la diarrea, ma cercare di comprendere quali fattori stanno mantenendo attivo il disturbo e intervenire, in modo personalizzato, sui diversi aspetti della funzionalità intestinale.
Dopo oltre 18 anni di esperienza professionale e centinaia di casi osservati, questo è il principio che considero più importante:
il numero delle evacuazioni è un sintomo importante da ridurre; comprendere ciò che lo mantiene ed indirizzarlo con un programma specifico è ciò che facilità il raggiungimento di una migliore qualità di vita.
Le esperienze dirette con gli integratori
L’efficacia e la validità dell’approcci integrato non si basano unicamente su presupposti teorici, ma trovarono conferma concreta nell’esperienza vissuta sul campo in oltre 18 anni di attività professionale.
Nel corso degli anni, numerose persone affette da Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa hanno scelto di condividere apertamente la propria storia, i miglioramenti ottenuti sul controllo della diarrea e il percorso di recupero del benessere intestinale.
Molte di queste storie e testimonianze reali sono raccolte ed esplorabili all’interno del nostro gruppo Facebook dedicato: “Morbo di Crohn e RCU una via di uscita”.
È possibile leggere le testimonianze dirette e approfondire le esperienze dei membri visitando la pagina dedicata
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.
Formazione Accademica
Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:
- Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
- Gestione farmacologica delle MICI
- Endoscopia digestiva
- Gestione farmacologica delle MICI
- Trattamento medico e chirurgico delle MICI
- Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive
Esperienza Clinica
L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:
- Morbo di Crohn
- Rettocolite Ulcerosa
- Coliti infiammatorie
- Disturbi funzionali intestinali
Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.
Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:
- Terapia farmacologica nelle MICI
- Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
- Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
- Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali
La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.
Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale
Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.
L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.
Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.
A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.
Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
Formazione e Percorso Accademico
Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.
Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).
Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.
Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.
Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.
È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.
Esperienza Chirurgica
Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:
- Patologie della giunzione esofago-gastrica
- Chirurgia dello stomaco
- Patologie epatiche e delle vie biliari
- Chirurgia pancreatica
- Patologie del colon-retto e dell’ano
- Chirurgia della parete addominale
- Chirurgia oncologica multidisciplinare
- Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.
Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato
Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.
Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)
Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.
I principali ambiti di ricerca includono:
- Malattia di Crohn
- Chirurgia del surrene
- Patologia pancreatica
- Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
- Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica
Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.
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