Calprotectina alta con pochi o nessun sintomo: cosa significa?
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

Valori della calprotectina fecale: quando si considera alta?
| Valore Calprotectina (µg/g) | Significato Clinico | Stato dei Sintomi | Cosa Fare |
| Sotto 50 | Assenza di infiammazione neutrofila | Normale o presenti (IBS/SIBO) | Valutare cause funzionali |
| Tra 50 e 150 – 200 | Infiammazione lieve o Falso Positivo | Lievi o Assenti | Verificare uso FANS / Ripetere test |
| Sopra 200 – 300+ | Infiammazione attiva / Subclinica | Assenti, lievi o acuti | Consultare il gastroenterologo e considera un percorso integrato per abbassarla |
Falsi Positivi: quali farmaci o fattori fanno alzare la calprotectina senza infiammazione?
Non sempre un valore elevato indica una la presenza o il peggioramento di una malattia. L’assunzione prolungata o recente di farmaci antinfiammatori non steroidei , l’uso di aspirina o piccole infezioni gastrointestinali passeggere possono provocare micro-lesioni della mucosa. Questo fa impennare il valore della calprotectina fecale anche in assenza di sintomi significativi o di un vero attacco di malattia. Seguono alcuni farmaci che potrebbero alterare la calprotectina:
- Inibitori di Pompa Protonica (IPP): omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo.
- Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS): ibuprofene, ketoprofene, naprossene, diclofenac, nimesulide, aceclofenac, meloxicam, celecoxib.
- Aspirina e Salicilati: acido acetylsalicilico (Aspirina, Cardioaspirina).
- Cortidosteroidi Sistemici (uso prolungato): prednisone, prednisolone, methylprednisolone, desametasone.
Perché la calprotectina è alta anche se il paziente sta bene o ha il Crohn o RCU in remissione?
È perfettamente possibile che una persona registri valori elevati di calprotectina fecale (es. 200, 300 o 400 µg/g) e riferisca di stare bene, senza diarrea, dolori o altri sintomi evidenti.
La ragione di questa discrepanza risiede nella differenza tra due concetti fondamentali:
- Remissione Clinica: Il paziente non percepisce disturbi o avverte solo una sintomatologia lieve e occasionale.
- Remissione Endoscopica o Istologica: La mucosa intestinale è completamente guarita e priva di infiltrazione di neutrofili.
La relazione tra l’intensità dell’infiammazione e la percezione del dolore o dei disturbi non è mai perfettamente lineare. Nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), la mucosa può presentare un’infiammazione subclinica silente: i neutrofili continuano a migrare nel lume intestinale rilasciando calprotectina, anticipando di settimane o mesi un’eventuale riacutizzazione dei sintomi.
Inoltre, una calprotectina alta a fronte di zero sintomi può dipendere da:
- Effetto parziale della terapia: I farmaci (compresi i biologici) possono aver spento la percezione del sintomo ma non ancora completato la rigenerazione del tessuto intestinale.
- Micro-lesioni da farmaci o infezioni passeggere: L’uso frequente di FANS (ibuprofene, ketoprofene), aspirina o inibitori di pompa protonica (IPP) può provocare piccole irritazioni della mucosa sufficienti a far alzare il marcatore.
- Localizzazione della malattia: Nel Crohn ileale puro, il flusso e la motilità possono mascherare l’infiammazione o renderla incostante rispetto ai sintomi avvertiti.
Un valore elevato di calprotectina non va mai ignorato solo perché ci si sente in forma: rappresenta una finestra d’opportunità per intervenire prima che l’infiammazione silente si trasformi in un attacco acuto.
Anche quando non ci sono sintomi evidenti, un valore alterato richiede di comprendere l’origine della reazione intestinale. Per valutare le differenze tra quadro funzionale ed esordi infiammatori, puoi consultare l’approfondimento su calprotectina alta e diagnosi differenziale tra IBS e infiammazione.
Calprotectina alta senza diarrea: cosa significa?
La diarrea non è necessaria perché la calprotectina aumenti. Allo stesso modo, la gestione della diarrea nelle malattie infiammatorie non farà necessariamente abbassare una calprotectina alta.
La calprotectina è un indicatore dell’attività infiammatoria intestinale e non un test specifico per la diarrea. Si può quindi avere:
calprotectina alta + diarrea
ma anche:
calprotectina alta + alvo apparentemente normale.
In quest’ultimo caso il valore può rappresentare un segnale di attività infiammatoria che il paziente non percepisce attraverso sintomi evidenti.
Cosa fare in questo caso?
Quando la calprotectina è alta senza diarrea, l’infiammazione subclinica richiede una verifica e un intervento mirato sul terreno intestinale prima che si manifestino lesioni visibili o sintomi acuti. Consulta i 6 passaggi operativi fondamentali per impostare il percorso con il gastroenterologo e l’approccio integrato per mirare ai fattori di base.
Calprotectina alta ma pochi sintomi: il farmaco ha funzionato solo in parte?
Una delle possibilità è che il trattamento abbia prodotto un significativo miglioramento dell’attività infiammatoria senza ottenere una completa normalizzazione del processo.
È possibile che l’infiammazione nel caso specifico interessi una citochina diversa rispetto a quella di cui si occupa il farmaco biologico che si utilizza. Ad esempio l’infiammazione di un Crohn potrebbe esprimersi maggiormente tramite l’interleuchina 12 e 23 mentre il paziente assume un anticorpo monoclonale che antagonizza il TNF alfa.
Il paziente può quindi sentirsi meglio mentre una certa attività infiammatoria rimane ancora misurabile.
Questo spiega perché:
meno sintomi non significa necessariamente assenza di infiammazione.
Ed è anche il motivo per cui la valutazione della situazione clinica non dovrebbe basarsi esclusivamente su come il paziente si sente in quel momento.
Cosa fare in questa situazione?
Quando il farmaco ha ridotto i sintomi ma la calprotectina rimane elevata, la priorità è non accontentarsi di un risultato parziale: occorre valutare con il gastroenterologo se la via infiammatoria bersaglio sia quella corretta e, al contempo, intervenire sui fattori di terreno (alimentazione, microbiota e barriera) che continuano ad alimentare la risposta immunitaria. Per la sequenza operativa completa, consulta i passaggi finali.
Quando calprotectina e sintomi non sono allineati
Possiamo quindi trovarci davanti a quattro situazioni principali:
| Calprotectina | Sintomi | Significato Clinico & Funzionale |
| Alta | Presenti | Fase di attività infiammatoria della malattia (necessita di valutazione gastroenterologica). |
| Alta | Assenti o lievi | Infiammazione subclinica o iniziale attivazione di malattia non ancora avvertita sintomaticamente. |
La calprotectina rimane quindi uno strumento molto importante, ma non deve essere considerata separatamente dai sintomi e dal quadro complessivo della persona.
Quali aspetti considerare ed approfondire quando la calprotectina è alta con sintomi lievi o assenti?
Elementi che possono contribuire alla persistenza di una calprotectina alta:
- alimentazione e tolleranza individuale;
- condizioni della mucosa intestinale;
- equilibrio dell’ecosistema intestinale;
- alterazioni fermentative;
- digestione e assorbimento;
- eventuali carenze nutrizionali;
- eventuali fattori infettivi come parassiti, funghi e batteri;
Il punto non è scegliere tra “controllare l’infiammazione” e “cercare altri fattori”. Sono due livelli diversi di intervento che andrebbero considerati nello stesso percorso.
I farmaci quando necessari hanno il compito fondamentale di controllare la malattia infiammatoria. L’approccio integrato parte da questo presupposto e lavora, parallelamente, su quei fattori che possono mantenere attiva l’infiammazione.
Mirare alla causa dell’infiammazione:
In pratica cosa fare in assenza di malattia
1. Se non è stata diagnosticata alcuna malattia valutare assieme al proprio medico di base quali accertamenti fare.
2. Intraprendere un percorso integrato che preveda una adeguata strategia alimentare ed anche un programma completo di riequilibrio intestinale per agire efficacemente sui fattori sottostanti l’infiammazione, prima che questa porti a sintomi evidenti o che degeneri in una malattia infiammatoria cronica intestinale.
Cosa fare in presenza di morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa
1. Verificare con il gastroenterologo il controllo dell’attività infiammatoria
Soprattutto se la calprotectina è elevata, se il valore aumenta nel tempo o se compaiono nuovi sintomi.
2. Se segui la prescrizione farmacologica del Gastroenterologo
ma i disturbi persistono, valuta altri possibili fattori
- Alimentazione,
- digestione,
- microbiota:
- parassiti, batteri, funghi,
- carenze nutrizionali e
- altri elementi da valutare individualmente.
3. Costruire il percorso sulla situazione della singola persona
È qui che può inserirsi un approccio integrato, sempre affiancato alla gestione medica della MICI. L’analisi integrata non si limita a leggere il valore della calprotectina. Attraverso lo studio della storia clinica, delle abitudini alimentari e dell’analisi funzionale dei sintomi digestivi, il Metodo Integrato individua esattamente in quale anello della catena (digestione, flora, barriera o tolleranza), si trova il punto debole che può quindi essere indirizzato.
Tramite questo percorso integrato, molte persone sono riuscite a ritrovare il proprio equilibrio intestinale e a migliorare significativamente la qualità della vita.
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.
Formazione Accademica
Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:
- Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
- Gestione farmacologica delle MICI
- Endoscopia digestiva
- Gestione farmacologica delle MICI
- Trattamento medico e chirurgico delle MICI
- Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive
Esperienza Clinica
L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:
- Morbo di Crohn
- Rettocolite Ulcerosa
- Coliti infiammatorie
- Disturbi funzionali intestinali
Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.
Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:
- Terapia farmacologica nelle MICI
- Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
- Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
- Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali
La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.
Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale
Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.
L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.
Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.
A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.
Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
Formazione e Percorso Accademico
Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.
Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).
Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.
Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.
Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.
È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.
Esperienza Chirurgica
Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:
- Patologie della giunzione esofago-gastrica
- Chirurgia dello stomaco
- Patologie epatiche e delle vie biliari
- Chirurgia pancreatica
- Patologie del colon-retto e dell’ano
- Chirurgia della parete addominale
- Chirurgia oncologica multidisciplinare
- Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.
Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato
Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.
Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)
Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.
I principali ambiti di ricerca includono:
- Malattia di Crohn
- Chirurgia del surrene
- Patologia pancreatica
- Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
- Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica
Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.
Assistenza e contatti
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Riferimenti scientifici
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- Poullis A, et al. – The analysis of fecal calprotectin in clinical practice: a review. Alimentary Pharmacology & Therapeutics, 2002.
- Bjarnason I, et al. – Nonsteroidal anti-inflammatory drug-induced enteropathy: pathogenesis, diagnosis and treatment. Gastroenterology, 2004.
- Luntang-Jensen M, et al. – Fecal calprotectin elevation in asymptomatic patients with Crohn’s disease: subclinical inflammation vs. transient biological variation. Scandinavian Journal of Gastroenterology, 2021.
- Tibble JA, et al. – A simple method for assessing intestinal inflammation in clinical practice. Gut, 2000.
- Gaya DR, et al. – Fecal calprotectin in asymptomatic inflammatory bowel disease: a marker for subclinical mucosal activity. European Journal of Gastroenterology & Hepatology, 2005.





