B5 (Acido Pantotenico), stress, stanchezza estrema, insonnia e malattie infiammatorie intestinali

Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

Svegliarsi già stanchi al mattino, sentirsi continuamente “svuotati” durante la giornata e poi, quando arriva il momento di andare a dormire, ritrovarsi incapaci di prendere sonno o con un riposo agitato e poco ristoratore.

È una condizione frustrante che colpisce moltissime persone sottoposte a stress prolungato o affette da disturbi infiammatori cronici. La reazione più comune di fronte a questi sintomi è cercare un integratore “antistress” o un rilassante naturale: valeriana, passiflora, melatonina, ashwagandha o magnesio.

Tuttavia, esiste una percentuale consistente di persone su cui questi rimedi non producono alcun effetto utile o, paradossalmente, peggiorano la sensazione di stanchezza e spossatezza.

Per quale motivo accade questo? Perché i classici prodotti antistress agiscono quasi esclusivamente come sedativi o calmanti. Ma quando l’organismo è sottoposto a uno sforzo intenso e prolungato, il problema non è un’eccessiva eccitazione nervosa da sedare: è un vero e proprio esaurimento delle risorse energetiche e biochimiche delle ghiandole surrenali.

Perché gli Integratori Rilassanti e i Calmanti Tradizionali a volte Peggiorano la Stanchezza?

La maggior parte dei prodotti commercializzati come “antistress” lavora sulla componente nervosa: tentano di abbassare l’attivazione del sistema nervoso centrale per favorire il rilassamento.

Se ti trovi in uno stato di esaurimento surrenale temporaneo, le tue ghiandole surrenali hanno consumato le proprie riserve chimiche nel tentativo continuo di produrre gli ormoni necessari a sostenere lo stress (come cortisolo e DHEA). In questa condizione, il corpo si trova paradossalmente in uno stato di “ipereccitabilità da sfinimento”: è talmente privo di energia da non riuscire più ad attivare nemmeno i fisiologici meccanismi del rilassamento e della riparazione dei tessuti.

Se in questo stato somministri un semplice calmante o sedativo:

  1. Non fornisci alcuna materia prima per ricostruire le riserve energetiche surrenaliche.
  2. Rallenti ulteriormente un sistema già provato, lasciandoti la sensazione di essere “intontito” ma mai davvero recuperato o riposato.
  3. Peggiori la sensazione di stanchezza, perché riduci la spinta nervosa senza aver ripristinato l’energia cellulare sottostante.

Il segnale spia: Se assumendo i classici integratori antistress o per il sonno ti senti ancora più spossato, pesante o con un sonno privo di carica rigenerante, questo è un forte indicatore che l’organismo non chiede di essere “calmato”, ma necessita di un sostegno bioenergetico alle ghiandole surrenali.

Stanchezza Fisica e Insonnia: L’Effetto Paradosso del Surrene Esausto

Perché dopo un periodo di forte stress o dopo un intenso sforzo fisico e mentale ci si sente esausti ma non si riesce a dormire?

È il cosiddetto effetto paradosso dello stress cronico. Per comprendere cosa accade, occorre guardare alla biochimica dell’organismo: per produrre gli ormoni della risposta allo stress e per sintetizzare il Coenzima A (la molecola chiave della produzione di energia cellulare nel ciclo di Krebs), il corpo consuma rapidamente specifici micronutrienti, tra cui l’acido pantotenico (vitamina B5), la vitamina C e le altre vitamine del gruppo B.

Quando queste riserve si assottigliano:

  • L’organismo non riesce più a gestire in modo equilibrato la produzione di cortisolo.
  • I tessuti ad alto turnover (come la mucosa intestinale) rallentano la propria capacità di rinnovamento e riparazione.
  • Il corpo rimane “incordato” e incapace di entrare nella fase di recupero profondo, generando quella fastidiosa sensazione di essere contemporaneamente prostrati nel corpo e incapaci di riposare la mente.

Per uscire da questo stallo non serve “spegnere” il sistema nervoso con un sedativo, ma fornire al corpo il supporto nutrizionale necessario a ripristinare i fisiologici meccanismi di risposta allo stress e rigenerazione.

Perché il Fai-da-Te con la Vitamina B5 Isolata (Acido Pantotenico) Può Fallire o Creare Nuovi Scompensi

Una volta compreso il ruolo centrale dell’acido pantotenico (vitamina B5) nel sostegno surrenale e nella sintesi del Coenzima A, la tentazione più comune è acquistare un barattolo di vitamina B5 ad alto dosaggio ed integrarla da sola.

Questo approccio fai-da-te è scorretto e spesso controproducente.

A differenza di altri nutrienti (come la vitamina C, dove un surplus viene generalmente eliminato senza particolari complicanze al di là di un eventuale effetto lassativo), la vitamina B5 richiede una gestione estremamente accurata:

  1. La posologia è critica (il rischio dell’effetto paradosso): Dosaggi errati o eccessivi di acido pantotenico possono, paradossalmente, provocare un aumento della sensazione di stanchezza o squilibri nella risposta ormonale. Trovare la giusta quota richiede una valutazione attenta dello stato dell’organismo.
  2. Il rischio di squilibrio del Complesso B: Le vitamine del gruppo B lavorano in stretta sinergia all’interno delle catene metaboliche cellulari. L’assunzione prolungata e ad alto dosaggio di una singola vitamina B isolata tende a consumare e sbilanciare le riserve degli altri cofattori vitaminici presenti nel corpo, creando nuovi punti di blocco metabolico.
  3. La sinergia con gli altri cofattori: Per consentire alle ghiandole surrenali e ai tessuti di utilizzare efficacemente l’acido pantotenico, l’organismo necessita della contemporanea presenza di vitamina C, magnesio, potassio e delle altre vitamine del gruppo B in opportuni rapporti di combinazione.

Per questo motivo la vitamina B5 non va mai utilizzata da sola. Non esiste il “pillolone magico” monoingrediente adatto a tutti.

L’Importanza di un Programma Antistress e Integrato Personalizzato

La soluzione all’esaurimento surrenale e all’alterazione dei meccanismi di recupero non risiede nel singolo nutriente, ma nell’applicazione di un programma nutrizionale e antistress bilanciato.

Un approccio efficace deve tener conto di diverse variabili fondamentali:

  • Le caratteristiche individuali e il livello di esaurimento: Il fabbisogno e i dosaggi dei micronutrienti variano notevolmente tra chi affronta uno stress temporaneo e chi vive una condizione di affaticamento cronico o di infiammazione sistemica.
  • La presenza di problematiche intestinali: Chi soffre di disturbi digestivi o di patologie infiammatorie della mucosa ha capacità di assorbimento differenti e consumi metabolici accelerati, che richiedono formulazioni veicolate e protette per non irritare l’apparato digerente.
  • Il corretto bilanciamento dei cofattori: L’integrazione deve combinare l’acido pantotenico con un complesso vitaminico e minerale ad ampio spettro, calibrato nelle giuste proporzioni per favorire la produzione di energia senza provocare accumuli o squilibri.

Riconoscere i segnali dell’organismo e comprendere che l’esaurimento energetico non si risolve con un semplice sedativo è il primo passo. Il secondo passo consiste nell’evitare le scorciatoie del fai-da-te e affidarsi a protocolli integrati strutturati sulle specifiche esigenze del proprio corpo.

Vitamina B5, stress e controllo dell’infiammazione

L’acido pantotenico, conosciuto anche come vitamina B5, è una vitamina del gruppo B coinvolta in numerosi processi fondamentali dell’organismo.

In particolare, contribuisce alla produzione di energia e alla sintesi di importanti ormoni come il cortisolo e il DHEA (deidroepiandrosterone), entrambi coinvolti nella risposta dell’organismo allo stress.

In questo articolo vedremo perché la vitamina B5 riveste un ruolo così importante, quale legame esiste tra stress e infiammazione intestinale e per quale motivo un adeguato apporto di questa vitamina può risultare particolarmente utile nell’ambito di un approccio integrato alle malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

La medicina moderna dispone di farmaci molto efficaci nel controllo dell’infiammazione. Il suo obiettivo principale è il trattamento farmacologico del processo infiammatorio.

Questo articolo prende in esame un aspetto diverso e complementare: il possibile sostegno dei fisiologici meccanismi con cui l’organismo contribuisce naturalmente al controllo dell’infiammazione.

Che cos’è l’acido pantotenico (vitamina B5)?

L’acido pantotenico, o vitamina B5, svolge un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo. È infatti il precursore del Coenzima A, una molecola indispensabile sia per la produzione di energia a livello cellulare sia per numerosi processi metabolici, compresa la sintesi degli ormoni steroidei, tra cui cortisolo e DHEA (deidroepiandrosterone). Questi ormoni rivestono un ruolo importante nella risposta dell’organismo allo stress.

Perché la vitamina B5 è importante nel morbo di Crohn e nella rettocolite ulcerosa?

Questo aspetto assume un significato particolare nel morbo di Crohn e, più in generale, nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.

Quando un processo infiammatorio non riesce a risolversi spontaneamente, entra infatti in gioco il sistema fisiologico con cui l’organismo contribuisce al controllo dell’infiammazione: tra i suoi protagonisti vi sono le ghiandole surrenali, attraverso la produzione di cortisolo e DHEA.

Chi soffre di morbo di Crohn conosce bene il cortisone come farmaco. Meno noto è il fatto che il nostro organismo possiede già un proprio sistema fisiologico capace di controllare e limitare i processi infiammatori.

Se questo sistema non esistesse, l’organismo non avrebbe alcuna capacità naturale di riportare alla normalità una risposta infiammatoria che, fisiologicamente, dovrebbe essere temporanea.

Il cortisolo: uno dei principali sistemi antinfiammatori naturali dell’organismo

In una persona sana l’organismo è normalmente in grado di controllare e spegnere l’infiammazione attraverso una complessa serie di reazioni biochimiche, tra le quali la produzione di cortisolo rappresenta uno dei meccanismi più importanti.

Il cortisolo può quindi essere considerato uno dei principali sistemi antinfiammatori naturali di cui l’organismo dispone. Una delle differenze più significative tra una persona sana e chi soffre di una patologia infiammatoria cronica risiede proprio nella capacità di gestire l’infiammazione.

Mentre l’organismo sano riesce generalmente a riportare la situazione alla normalità in tempi relativamente brevi, nel malato cronico questa capacità può non essere sufficiente a controllare efficacemente un processo infiammatorio persistente.

Quando l’organismo non riesce più a produrre autonomamente una quantità adeguata di cortisolo rispetto alle proprie necessità, può rendersi necessario un intervento terapeutico esterno che contribuisca a controllare l’infiammazione. È proprio questo il motivo per cui il cortisone rappresenta uno dei più potenti farmaci antinfiammatori: riproduce infatti l’azione degli ormoni corticosteroidei naturali prodotti dall’organismo.

Le aziende farmaceutiche non hanno quindi “inventato” il meccanismo del cortisone. Hanno sviluppato farmaci capaci di riprodurre e sfruttare un meccanismo biologico già presente in natura.

L’approccio descritto in questo articolo parte da una domanda complementare: è possibile sostenere anche i fisiologici meccanismi attraverso i quali l’organismo contribuisce naturalmente al controllo dell’infiammazione?

Come reagisce l’organismo a una situazione di stress?

È naturale chiedersi perché, in molte persone affette da morbo di Crohn, l’organismo non riesca più a mantenere sotto controllo l’infiammazione.

Tra i diversi fattori coinvolti, lo stress svolge un ruolo importante. Quando ci troviamo improvvisamente di fronte a un pericolo, l’organismo mette in atto una risposta automatica conosciuta come “attacco o fuga”.

In questa fase vengono prodotte dapprima le catecolamine e successivamente il cortisolo, sostanze che permettono di mobilitare rapidamente le risorse energetiche necessarie per affrontare la situazione.

Per comprendere meglio questo meccanismo basta immaginare una persona che si trovi improvvisamente davanti a un leone in libertà. In pochi istanti il corpo concentra le proprie risorse sui muscoli e sul sistema cardiovascolare, aumentando la possibilità di reagire rapidamente e, auspicabilmente, di mettersi in salvo.

Per ottenere questo risultato l’organismo riduce temporaneamente l’attività di tutte quelle funzioni che, in quel momento, non sono indispensabili alla sopravvivenza. Tra queste vi è anche la digestione, che viene rallentata per destinare una maggiore quantità di energia alle funzioni necessarie per affrontare il pericolo.

Perché la risposta allo stress dovrebbe essere soltanto temporanea?

La risposta allo stress è un meccanismo estremamente efficace, ma è fisiologicamente pensata per affrontare situazioni temporanee.

Terminata la situazione di pericolo, il corpo dovrebbe ritornare alle normali condizioni di equilibrio, recuperando gradualmente le energie utilizzate durante la fase di emergenza.

Il problema nasce quando lo stress non dura pochi minuti o pochi giorni, ma si prolunga per settimane, mesi o addirittura anni.

In queste condizioni l’organismo continua a mantenere attivi i meccanismi della risposta allo stress ben oltre il tempo per cui sono fisiologicamente necessari.

Lo stress modifica il modo in cui il corpo utilizza le proprie risorse

Uno degli effetti del cortisolo consiste nello spostare l’attività metabolica verso una condizione maggiormente catabolica.

In termini semplici, durante una situazione di stress prolungato il nostro organismo tende a privilegiare i processi che rendono rapidamente disponibili energia e risorse, a discapito dei processi di riparazione, costruzione e rinnovamento dei tessuti.

Per questo motivo, nei periodi di stress intenso e prolungato, i processi di crescita, riparazione e rinnovamento dei tessuti possono risultare penalizzati.

Perché questo è particolarmente importante per l’intestino?

Questo concetto assume un’importanza particolare nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.

La mucosa intestinale è infatti uno dei tessuti che si rinnova più rapidamente dell’organismo.

Lo strato epiteliale che riveste villi e microvilli intestinali è continuamente sottoposto all’azione meccanica del passaggio degli alimenti e al contatto con il chimo. Per questo motivo viene costantemente sostituito attraverso un rapido processo di rinnovamento cellulare.

In condizioni normali, le cellule che vengono fisiologicamente perse vengono contemporaneamente sostituite da nuove cellule, mantenendo integra la mucosa intestinale.

Quando lo stress diventa cronico e i processi catabolici prevalgono sui processi di riparazione e rinnovamento, questo delicato equilibrio può alterarsi. Il consumo dei tessuti può quindi superare la loro capacità di rigenerazione, rendendo la mucosa intestinale più vulnerabile.

Stress cronico: quando il sistema viene sottoposto a una richiesta continua

Essere sottoposti a uno stato di stress protratto significa mantenere l’organismo in una condizione nella quale il consumo delle risorse può superare continuamente la capacità di recuperarle e utilizzarle per la riparazione dei tessuti.

Nel tempo, la richiesta costante di produrre cortisolo e DHEA può rappresentare un notevole impegno per il sistema di risposta allo stress. Nel modello interpretativo descritto in questo articolo, questo progressivo affaticamento può rendere sempre più difficile per l’organismo mantenere sotto controllo un processo infiammatorio persistente.

Quali situazioni possono provocare uno stress cronico?

Lo stress cronico non ha sempre la stessa origine. Può derivare da fattori molto diversi tra loro e, nella maggior parte dei casi, è il risultato della combinazione di più cause. Tra le situazioni più frequenti troviamo:

  1. Fattori psicologici, per cui anche eventi non particolarmente impegnativi vengono vissuti dalla persona come estremamente stressanti.
  2. Situazioni oggettivamente difficili e prolungate, come la perdita del coniuge accompagnata da gravi problemi economici, un ambiente di lavoro fortemente conflittuale o la gestione continua di un familiare con gravi problemi.
  3. Stress di natura fisica, ad esempio la mancanza di sonno protratta per molti giorni consecutivi.
  4. La combinazione di più fattori, che rappresenta probabilmente la situazione più frequente nella vita reale.

Che cosa succede quando lo stress continua per mesi o anni?

In presenza di uno stress prolungato, i meccanismi fisiologici della risposta allo stress possono rimanere attivi molto più a lungo del previsto. In altre parole, il corpo può trovarsi a consumare più risorse di quante riesca a destinare contemporaneamente al recupero.

Questo può compromettere progressivamente la capacità di mantenere efficienti numerosi organi e tessuti, compresa la mucosa intestinale.

Come lo stress può favorire l’infiammazione intestinale

Possiamo riassumere questo meccanismo in modo semplice:

Lo stress aumenta la richiesta di cortisolo.

L’aumento e il protrarsi della risposta allo stress possono penalizzare i normali processi di riparazione e rinnovamento dei tessuti.

La mucosa intestinale, caratterizzata da un rapido turnover cellulare, può quindi diventare più vulnerabile.

L’infiammazione intestinale aumenta a sua volta la necessità di controllare il processo infiammatorio.

Se lo stress continua nel tempo, il sistema di risposta allo stress può non essere più in grado di sostenere adeguatamente questa richiesta.

È proprio all’interno di questo meccanismo che assume interesse il ruolo dei nutrienti necessari per sostenere la normale produzione degli ormoni coinvolti nella risposta allo stress.

Perché durante lo stress aumenta il fabbisogno di vitamina B5?

Per produrre quantità maggiori di cortisolo e DHEA, l’organismo necessita anche della disponibilità di specifici nutrienti. Tra questi assumono particolare importanza:

  • acido pantotenico (vitamina B5);
  • vitamina C;
  • vitamine del gruppo B;
  • potassio;
  • magnesio.

Durante periodi di stress intenso, il consumo di questi nutrienti può aumentare.

Se il loro apporto attraverso l’alimentazione non è sufficiente, una loro carenza può contribuire a rendere più difficoltosa la normale risposta dell’organismo allo stress e il processo di riparazione dei tessuti, compresa la mucosa intestinale.

Quali sono le principali funzioni della vitamina B5?

L’acido pantotenico è coinvolto in numerosi processi metabolici fondamentali.

Tra le sue principali funzioni ricordiamo:

  1. Contribuisce alla sintesi degli ormoni steroidei, tra cui cortisolo e DHEA.
  2. È un componente essenziale del Coenzima A, indispensabile per numerosi processi del metabolismo energetico cellulare, compreso il ciclo di Krebs.
  3. Partecipa alla sintesi dell’acetilcolina, un importante neurotrasmettitore, attraverso i processi metabolici che coinvolgono anche altre vitamine del gruppo B.
  4. Interviene nella sintesi dei grassi e di alcuni aminoacidi.
  5. Contribuisce ai processi di sintesi proteica e alla normale funzione immunitaria, nell’ambito dei complessi meccanismi metabolici ai quali partecipano anche altre vitamine del gruppo B.

In quali situazioni può essere utile la vitamina B5?

Secondo l’approccio descritto in questo articolo, la vitamina B5 può rappresentare un nutriente di particolare interesse quando l’organismo è sottoposto a un aumentato carico metabolico.

In particolare viene presa in considerazione nei seguenti casi:

  • stress fisico o psicologico;
  • squilibri nella produzione degli ormoni steroidei;
  • processi infiammatori;
  • affaticamento del sistema nervoso;
  • rigenerazione dei tessuti;
  • sostegno della funzione digestiva.

I possibili ambiti di interesse della vitamina B5

Apparato digerente

Secondo l’esperienza riportata nell’articolo, la vitamina B5 può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli nutrizionali rivolti a persone che presentano:

  • stitichezza;
  • gonfiore intestinale;
  • ridotta produzione di enzimi digestivi.

Ghiandole surrenali e risposta allo stress

Può essere presa in considerazione nei protocolli dedicati a situazioni caratterizzate da:

  • stress;
  • infezioni;
  • allergie;
  • processi infiammatori;
  • colite e morbo di Crohn.

Sistema nervoso

Può essere inserita in programmi nutrizionali rivolti a persone che presentano:

  • stanchezza;
  • ipotensione;
  • difficoltà di memoria;
  • riduzione delle prestazioni mentali;
  • insonnia.

Pelle e mucose

Può essere considerata nell’ambito di programmi rivolti al sostegno dei processi fisiologici di:

  • cicatrizzazione e riparazione dei tessuti;
  • recupero dopo scottature;
  • mantenimento del benessere della cute e degli annessi cutanei.

Muscoli

Tra gli ambiti riportati nell’esperienza descritta in questo articolo vengono indicati anche:

  • crampi muscolari;
  • bruxismo.

Trattamenti medici

Nel testo originale viene inoltre citata come possibile supporto nutrizionale in occasione di:

  • radioterapia;
  • interventi chirurgici, prima e dopo l’intervento;
  • terapie cortisoniche.

Questi utilizzi devono naturalmente essere valutati nell’ambito del singolo caso e non sostituiscono le terapie e le indicazioni del medico.

Apparato osteo-articolare

Tra gli altri possibili ambiti vengono riportati:

  • artrite reumatoide;
  • recupero dopo fratture.

Perché è preferibile non assumere la vitamina B5 da sola?

Secondo l’approccio illustrato in questo articolo, l’acido pantotenico non dovrebbe essere considerato isolatamente, ma inserito all’interno di un adeguato apporto complessivo di nutrienti.

Le motivazioni riportate sono principalmente due.

La prima è che l’associazione tra vitamina B5, complesso delle vitamine B e vitamina C viene considerata sinergica, cioè potenzialmente più efficace rispetto all’assunzione delle singole vitamine separatamente.

La seconda è che l’assunzione prolungata di una sola vitamina del gruppo B può creare uno squilibrio relativo rispetto alle altre vitamine appartenenti allo stesso gruppo.

Per questo motivo, nell’approccio descritto in questo articolo, la vitamina B5 viene generalmente considerata all’interno di un contesto nutrizionale più ampio, piuttosto che come elemento isolato.

Quali segnali possono far pensare a un aumentato fabbisogno di vitamina B5?

Secondo l’esperienza riportata nell’articolo, uno dei segnali più frequenti è rappresentato da una persona che non si sente semplicemente stanca, ma fisicamente esaurita.

In queste condizioni possono comparire anche:

  • difficoltà ad addormentarsi nonostante la stanchezza;
  • sonno poco ristoratore;
  • sensazione di svegliarsi già stanchi;
  • difficoltà a recuperare pienamente le energie durante il riposo.

Nell’esperienza descritta, in presenza di queste condizioni, un’adeguata integrazione di vitamina B5 ha mostrato una buona capacità di favorire il recupero di un sonno più rilassante e rigenerante.

Le osservazioni di Adelle Davis

A conclusione dell’articolo desidero riportare alcune delle osservazioni contenute nel libro Let’s Get Well della ricercatrice americana Adelle Davis, dalle quali è nata gran parte della riflessione che ha portato allo sviluppo dei protocolli descritti in questo sito.

Secondo Adelle Davis, l’acido pantotenico è essenziale per il corretto funzionamento delle cellule dell’organismo e una sua carenza può limitare la normale produzione di cortisolo e degli altri ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali.

L’autrice sottolinea inoltre come le situazioni di stress possano aumentare rapidamente il consumo di vitamina B5 e cita studi sperimentali nei quali una dieta carente di acido pantotenico avrebbe favorito la comparsa di importanti alterazioni intestinali negli animali da laboratorio.

Queste osservazioni hanno rappresentato uno dei punti di partenza per gli studi e le sperimentazioni che, circa vent’anni fa, hanno portato alla messa a punto dei primi protocolli integrati descritti in questo sito.

Una riflessione nata più di vent’anni fa

C’è una ragione particolare per cui ho voluto dedicare questo articolo alla vitamina B5.

Tutti gli studi e le ricerche che hanno dato origine, più di vent’anni fa, ai trattamenti per il morbo di Crohn descritti in questo sito sono iniziati proprio dallo studio di queste semplici osservazioni di Adelle Davis.

Quelle poche frasi furono sufficienti per farmi approfondire il rapporto tra stress, cortisolo, nutrienti e capacità dell’organismo di controllare l’infiammazione.

Da questa ricerca nacque un primo protocollo che, nella mia esperienza, contribuì a fermare in soli sette giorni l’inizio di una recidiva del morbo di Crohn.

Quell’esperienza rappresentò il punto di partenza di un percorso di studio e di sperimentazione che è proseguito negli anni e che ha portato alla messa a punto dei protocolli oggi descritti nel sito.

Domande frequenti

Perché mi sento esausto ma non riesco a dormire?

Quando lo stress si protrae a lungo o l’organismo è sottoposto a uno sforzo fisico o infiammatorio eccessivo, le ghiandole surrenali possono trovarsi in uno stato di temporaneo esaurimento. In questa condizione l’organismo non possiede l’energia e la materia prima biochimica (come il Coenzima A e i giusti livelli di cortisolo) necessarie per attivare i fisiologici meccanismi di rilassamento e recupero. Il risultato è un effetto paradosso: un corpo profondamente sfinito ma incapace di entrare in un sonno davvero ristoratore.

Perché la melatonina e i classici integratori antistress a volte non funzionano o peggiorano la stanchezza?

I prodotti antistress tradizionali e i rimedi per il sonno (come melatonina, valeriana o passiflora) nascono per sedare o rallentare l’attività del sistema nervoso. Tuttavia, se l’insonnia e la stanchezza derivano da uno “svuotamento” delle riserve energetiche surrenaliche, somministrare un semplice calmante non risolve la causa sottostante. Al contrario, può aumentare la sensazione di intontimento e pesantezza al risveglio, lasciando il sistema privo della carica bioenergetica indispensabile per rigenerarsi.

A cosa serve l’acido pantotenico (Vitamina B5) in caso di stress da svuotamento?

L’acido pantotenico è il precursore fondamentale del Coenzima A, una molecola indispensabile sia per la produzione di energia a livello cellulare (ciclo di Krebs) sia per la sintesi degli ormoni steroidei prodotti dalle surrenali (come cortisolo e DHEA). In caso di stress prolungato, sostenere i livelli di Vitamina B5 aiuta l’organismo a ripristinare i naturali meccanismi di risposta allo stress e a favorire i processi di riparazione dei tessuti, compresa la mucosa intestinale.

Si può assumere la Vitamina B5 da sola per la stanchezza?

È preferibile evitare l’assunzione di acido pantotenico isolato ad alto dosaggio. Le vitamine del gruppo B lavorano in stretta sinergia: l’assunzione prolungata di una singola vitamina B isolata può alterare l’equilibrio degli altri cofattori metabolici nell’organismo. Inoltre, l’utilizzo efficace della Vitamina B5 richiede la presenza contemporanea di altri nutrienti (come la Vitamina C, il magnesio e altre vitamine B). Un dosaggio errato o isolato può paradossalmente aumentare la sensazione di affaticamento.

Come va integrata la Vitamina B5 per ottenere reali benefici?

Per risultare efficace e sicura, la Vitamina B5 deve essere inserita all’interno di un programma nutrizionale e antistress bilanciato e personalizzato. La posologia e le combinazioni dei nutrienti vanno adeguate alle caratteristiche individuali, allo stato di affaticamento e alla presenza di eventuali infiammazioni della mucosa intestinale, che possono alterare l’assorbimento dei singoli micronutrienti.

Conclusioni

La vitamina B5 occupa una posizione centrale in numerosi processi metabolici, in particolare nella produzione di energia e nei processi coinvolti nella sintesi degli ormoni che partecipano alla risposta allo stress.

Secondo il modello interpretativo presentato in questo articolo, uno stress intenso e prolungato può aumentare il fabbisogno di specifici nutrienti e contribuire a creare condizioni sfavorevoli al mantenimento dell’equilibrio dei tessuti e al controllo dei processi infiammatori. Per i motivi esposti in questo articolo l’acido pantotenico è parte integrante del Metodo Bertucci per il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Programmi per il Morbo di Crohn e la RCU


Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.

Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.

Formazione Accademica

Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:

  • Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
  • Gestione farmacologica delle MICI
  • Endoscopia digestiva
  • Gestione farmacologica delle MICI
  • Trattamento medico e chirurgico delle MICI
  • Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive

Esperienza Clinica

L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:

  • Morbo di Crohn
  • Rettocolite Ulcerosa
  • Coliti infiammatorie
  • Disturbi funzionali intestinali

Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.

Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:

  • Terapia farmacologica nelle MICI
  • Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
  • Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
  • Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali

La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.

Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale


Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.

L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.

Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.

A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.

Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.

Formazione e Percorso Accademico


Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.

Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).

Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.

Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.

Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.

Esperienza Chirurgica

Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:

  • Patologie della giunzione esofago-gastrica
  • Chirurgia dello stomaco
  • Patologie epatiche e delle vie biliari
  • Chirurgia pancreatica
  • Patologie del colon-retto e dell’ano
  • Chirurgia della parete addominale
  • Chirurgia oncologica multidisciplinare
  • Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.

Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato

Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.

Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)

Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

I principali ambiti di ricerca includono:

  • Malattia di Crohn
  • Chirurgia del surrene
  • Patologia pancreatica
  • Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
  • Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica

Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.

Assistenza e contatti

Dal Cruscotto del sito puoi accedere rapidamente a tutte le principali aree, agli articoli e ai servizi disponibili.

  • Dr. Pietro Tonelli – Medico Chirurgo, esperto di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
  • Maurizio Bertucci – Naturopata specializzato in Metodologia Integrata Gastroenterica

Ti farebbe piacere confrontarti e approfondire la tua condizione? Oppure chiedere informazioni?
Sappiamo che ogni storia di malattia è unica e che ognuno ha i propri tempi e la propria sensibilità. Scegli la modalità che senti più vicina alle tue esigenze per entrare in contatto con noi:

Saremo felici di aiutarti a comprendere meglio la tua condizione fisica o a migliorarla.

consulenza professionale per il Morbo di Crohn e la RCU

    Riferimenti scientifici

    1. National Institutes of Health – Office of Dietary Supplements. – Pantothenic Acid – Fact Sheet for Health Professionals. NIH, 2026.
    2. Institute of Medicine. – Dietary Reference Intakes for Thiamin, Riboflavin, Niacin, Vitamin B6, Folate, Vitamin B12, Pantothenic Acid, Biotin, and Choline. National Academies Press, Washington, DC.
    3. Leonardi R, Jackowski S. – Biosynthesis of Pantothenic Acid and Coenzyme A. EcoSal Plus, 2007; 2(2). doi: 10.1128/ecosalplus.3.6.3.4.
    4. Jaroenporn S, Yamamoto T, Itabashi A, Nakamura K, Azumano I, Watanabe G, Taya K. – Effects of pantothenic acid supplementation on adrenal steroid secretion from male rats. Biological & Pharmaceutical Bulletin, 2008; 31(6):1205-1208. doi: 10.1248/bpb.31.1205.
    5. Pan L, Jaroenporn S, Yamamoto T, et al. – Effects of pantothenic acid supplement on secretion of steroids by the adrenal cortex in female rats. Reproductive Medicine and Biology, 2011; 11(2):101-104. doi: 10.1007/s12522-011-0113-6.
    6. Cain DW, Cidlowski JA. – Immune regulation by glucocorticoids. Nature Reviews Immunology, 2017; 17(4):233-247. doi: 10.1038/nri.2017.1.
    7. Ronchetti S, Migliorati G, Bruscoli S, Riccardi C. – Defining the role of glucocorticoids in inflammation. Clinical Science, 2018; 132(14):1529-1543. doi: 10.1042/CS20171505.
    8. Reber SO. – Stress and animal models of inflammatory bowel disease – an update on the role of the hypothalamo-pituitary-adrenal axis. Psychoneuroendocrinology, 2012; 37(1):1-19. doi: 10.1016/j.psyneuen.2011.05.014.
    9. Mawdsley JE, Rampton DS. – Psychological stress in IBD: new insights into pathogenic and therapeutic implications. Gut, 2005; 54(10):1481-1491. doi: 10.1136/gut.2005.064261.
    10. Mawdsley JE, Rampton DS. – The role of stress in inflammatory bowel disease. Current Molecular Medicine, 2017. PMID: 28245757.
    11. Psychological stress in inflammatory bowel disease: Psychoneuroimmunological insights into bidirectional gut-brain communications. Frontiers in Physiology, 2022. PMID: 36275694.
    12. Asfaha S. – Intestinal stem cells and inflammation. Current Opinion in Pharmacology, 2015; 25:62-66. doi: 10.1016/j.coph.2015.11.008.
    13. Rath E, Moschetta A, Haller D. – Mitochondrial function – gatekeeper of intestinal epithelial cell homeostasis. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 2018; 15:497-516.
    14. Zhang YF, Li YY, Jin J. – Chronic stress at the crossroads: Decoding the HPA-SAM-immune-gut axis in inflammatory bowel disease pathogenesis and therapeutics. Seminars in Immunology, 2026; 83:102038. doi: 10.1016/j.smim.2026.102038.
    15. Davis A. – Let’s Get Well. Harcourt Brace Jovanovich.

    Articoli simili