
Come Gestire gli Effetti Collaterali dei Biologici per Crohn e RCU:, prevenire infezioni influenze
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
La gestione degli effetti collaterali e la prevenzione delle infezioni durante la terapia biologica per la Malattia di Crohn si basano su
- un rigoroso monitoraggio medico;
- esecuzione di screening preventivi prima dell’avvio del farmaco;
- costante comunicazione con il gastroenterologo;
- corretta igiene quotidiana e dei comportamenti
- protocolli integrati mirati, capaci di sostenere le difese dell’organismo
Questa guida è articolata in due sezioni complementari:
Parte 1: Gestione Effetti Collaterali con la Gastroenterologia Integrata.
Segue un sommario degli effetti collaterali e situazioni possibili durante un trattamento con biologico con consigli operativi (cliccare il +) :
Inizio Infliximab / Humira / Stelara / Skyrizi per il Crohn o la RCU: come posso evitare di prendere l’influenza o infezioni?
Quali immunomodulatori naturali sono sicuri e quali sono controindicati durante la terapia biologica?
Come posso preparare e bonificare l’intestino prima di iniziare la terapia per ridurne i disturbi?
Come evitare di ammalarsi se si lavora a contatto con il pubblico o durante i picchi influenzali stagionali?
Come prevenire le infezioni durante la terapia con farmaci biologici?
Primo accenno di mal di gola, raffreddore o febbre con il biologico: devo sospendere il farmaco o cosa posso prendere?
Ho fatto l’iniezione/infusione di biologico ieri e ho un forte mal di testa o nausea: è normale? Cosa posso fare?
Cosa fare in caso di crollo energetico o astenia marcata nei giorni subito successivi all’infusione?
Perché ho ancora pancia gonfia, meteorismo e diarrea anche se la calprotectina è tornata normale con il biologico?
Come capire se la diarrea persistente dipende da parassiti, funghi o batteri e non da un flare-up del Crohn?
Cosa fare se la ricerca dei parassiti nelle feci è risultata negativa ma i sintomi indicano un’infezione o SIBO?
Come eliminare la disbiosi e ricostruire la mucosa intestinale senza interferire con l’azione del farmaco biologico?
Da quando prendo il biologico mi sono venuti sfoghi sulla pelle, follicolite o pelle secca: come intervenire?
Come gestire la stanchezza cronica e i crolli energetici che persistono durante la fase di mantenimento?
Come proteggere le mucose (bocca, naso, gola) per evitare che i patogeni entrino nell’organismo?
- Immunosoppressione e infezioni ricorrenti: protezione delle barriere mucose e immunomodulazione sicura, evitando gli immunostimolanti classici a rischio di peggioramento (flare-up). Come non ammalarsi prevenendo l’influenza ed altre infezioni.
- Astenia e crolli energetici post-somministrazione: sostegno metabolico e mitocondriale per contrastare la stanchezza profonda e il calo prestazionale.
- Disbiosi residua e gonfiore addominale: ripristino dell’eubiosi e della funzionalità intestinale oltre la semplice remissione dell’infiammazione delle mucose.
- Reazioni cutanee lievi e annessi: gestione dell’asse intestino-pelle per preservare l’equilibrio cutaneo e il trofismo dei capelli.
- Per garantire il massimo rigore clinico, tutti i protocolli e le indicazioni descritte in questa sezione sono supportati da specifici studi scientifici e riferimenti bibliografici internazionali, elencati in calce.
Parte 2: Guida completa ai farmaci biologici e Tabelle Comparative
Una rassegna dettagliata di tutte le molecole attualmente impiegate, corredata da tabelle comparative su efficacia, meccanismi d’azione e profili di rischio relativo.


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Domande, timori e perplessità dei malati
Questo articolo nasce dall’esperienza diretta con i nostri assistiti che, nell’ambito delle consulenze, si rivolgono quotidianamente al nostro studio esprimendo preoccupazioni molto concrete legate all’inizio o al proseguimento di una terapia biologica.
Tra i dubbi più frequenti che ci vengono posti figurano:
- Efficacia e Tolleranza: Sarò fortunato nell’intraprendere una terapia biologica sperimentando solo gli effetti benefici e non quelli avversi?
- Predisposizione Individuale: La mia condizione fisica, la mia storia clinica o il mio assetto genetico mi predispongono in modo accentuato a reazioni avverse?
- Incertezza e Informazione: Devo basarmi prevalentemente sulle rassicurazioni del mio gastroenterologo oppure sull’elenco del foglietto illustrativo, che riporta una quantità considerevole di eventi avversi anche gravi?
- Reversibilità dei Sintomi: Se sviluppassi effetti avversi importanti o una stanchezza invalidante, questi regrediranno alla sospensione del farmaco o rischiano di condizionarmi a lungo termine?
- Sicurezza delle Difese e Infezioni: Essendo in immunosoppressione, come posso proteggermi dai malanni stagionali e dai virus prevenendo l’influenza ed altre infezioni senza rischiare di stimolare il sistema immunitario e riattivare il Crohn o la Colite Ulcerosa?
- Qualità di Vita e Impatto Quotido: È normale avvertire crolli energetici e profonda astenia nei giorni successivi all’infusione o all’iniezione? Esiste un modo per recuperare le energie senza ricorrere a stimolanti dannosi?
- Sintomi Residui e Microbiota: Perché, anche se gli esami dicono che la parete intestinale è in remissione, continuo a soffrire di gonfiore, alterazioni dell’alvo e disbiosi?
- Salute di Pelle e Capelli: Come posso gestire l’aumento della sensibilità cutanea, le lievi eruzioni o il diradamento dei capelli legati al trattamento in modo sicuro?
- Prevenzione e Monitoraggio: Il calendario di controlli ed esami del sangue che mi è stato assegnato sarà sufficiente a prevenire le complicanze più severe?
- Scenari Futuri: Qualora dovessi interrompere il biologico per inefficacia o intolleranza, quali alternative terapeutiche e di supporto integrato si presenteranno per mantenere il controllo della malattia?
Queste domande rappresentano una richiesta di chiarezza legittima a cui la sola spiegazione farmacologica non sempre riesce a dare risposta. Nelle sezioni che seguono affronteremo ciascun punto, fornendo sia la prospettiva clinica sia le soluzioni pratiche offerte dalla Gastroenterologia Integrata per tutelare la qualità della vita.
Questa guida e i relativi protocolli integrati sono studiati per chi assume i principali farmaci biologici e biosimilari impiegati nella Malattia di Crohn e nella Colite Ulcerosa, tra cui Infliximab (Remicade, Remsima, Inflectra), Adalimumab (Humira, Amgevita), Vedolizumab (Entyvio), Ustekinumab (Stelara), Risankizumab (Skyrizi) e Golimumab (Simponi)
Come Non Prendere Infezioni e Influenza con i Biologici (Infliximab, Adalimumab, Vedolizumab, Stelara, Entyvio,) per il Crohn e RCU
L’assunzione di un farmaco biologico porta con sé un paradosso clinico con cui molti pazienti convivono: se da un lato è necessario spegnere la risposta infiammatoria che danneggia la mucosa intestinale, dall’altro la conseguente immunosoppressione espone a un maggior rischio di infezioni ricorrenti, soprattutto di origine virale e a carico delle prime vie aeree o dei tessuti cutanei.
Chi segue una terapia con farmaci biologici come Infliximab (Remicade, Remsima), Adalimumab (Humira), Vedolizumab o Ustekinumab (Stelara) affronta quotidianamente il timore di contrarre l’influenza stagionale, infezioni delle vie respiratorie o patogeni virali e batterici ricorrenti o altri tipi di infezioni.
Il farmaco agisce infatti bloccando specifiche molecole del sistema immunitario (come il TNF-alfa o le interleuchine) per spegnere l’infiammazione intestinale. Questo meccanismo, pur indispensabile per la remissione della malattia, riduce le difese generali dell’organismo di fronte ai malanni di stagione.
La soluzione non risiede nell’assunzione di piante immunostimolanti (come Echinacea o Astragalo), la cui somministrazione è controindicata poiché rischia di innescare una riacutizzazione (flare-up) della malattia cronica. I programmi in linea con la Gastroenterologia Integrata adottano una strategia di immunomodulazione e protezione cellulare.
Come prevenire le infezioni durante la terapia con farmaci biologici
- Norme igieniche e di comportamento
- Corretta integrazione mirata per sostenere il sistema immunitario

Le normali precauzioni igieniche sono fondamentali, ma un altro aspetto da non trascurare è il sostegno delle naturali difese immunitarie. Oltre a ridurre le occasioni di contagio, è importante garantire all’organismo un adeguato apporto di nutrienti essenziali attraverso un’alimentazione equilibrata e un’integrazione mirata e compatibile con l’assunzione dei farmaci biologici che migliori ed ottimizzi il funzionamento del sistema immunitario, evitando al contempo il ricorso indiscriminato a sostanze immunostimolanti che potrebbero interferire con la terapia.
Ricorda: queste norme igieniche sono particolarmente importanti per chi lavora a contatto con molte persone o vive in ambienti ad alta frequentazione. Non è necessario rinunciare alla vita sociale o isolarsi, ma è opportuno ridurre le esposizioni evitabili e prestare maggiore attenzione durante i periodi di circolazione intensa delle infezioni.
Igiene personale e degli ambienti
- Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, soprattutto prima di mangiare, dopo essere stati in bagno, dopo aver frequentato luoghi pubblici e dopo aver accarezzato animali.
- Evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate.
- Pulire regolarmente le superfici di uso frequente, come maniglie, telefoni e tastiere.
- Non condividere oggetti personali che possono veicolare germi, come asciugamani, rasoi o spazzolini.
- Coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, preferibilmente con un fazzoletto monouso o con la piega del gomito.
- Arieggiare regolarmente gli ambienti chiusi.
Contatti con persone e luoghi affollati
- Evitare, quando possibile, il contatto ravvicinato con persone che presentano sintomi di infezioni respiratorie, come tosse, raffreddore o febbre.
- In caso di lavoro a contatto con il pubblico, prestare particolare attenzione all’igiene delle mani ed evitare, per quanto possibile, il contatto ravvicinato con persone sintomatiche.
- Valutare l’uso della mascherina nei luoghi chiusi molto affollati, sui mezzi pubblici e negli ambienti sanitari, soprattutto nei periodi di maggiore circolazione dei virus.
- Se un familiare è malato, limitare i contatti ravvicinati e adottare maggiori precauzioni igieniche.
- In presenza di sintomi infettivi, evitare di frequentare luoghi affollati e di esporre altre persone al contagio.
Animali domestici
Chi vive con animali può adottare alcune precauzioni aggiuntive:
- Evitare il contatto diretto con feci, urine e secrezioni degli animali.
- Se possibile, delegare ad altre persone la pulizia della lettiera del gatto e la raccolta delle deiezioni.
- Assicurarsi che gli animali siano sottoposti a controlli veterinari periodici e abbiano le vaccinazioni previste.
- In caso di graffi o morsi, lavare accuratamente la zona interessata e controllare l’eventuale comparsa di segni d’infezione.
- Prestare particolare attenzione ai rettili, che possono essere portatori di microrganismi come la Salmonella.
- Nei periodi di maggiore circolazione dei virus respiratori, utilizzare una mascherina ben aderente, soprattutto negli ambienti chiusi e affollati.
- Lavarsi o igienizzarsi frequentemente le mani, in particolare dopo aver avuto contatti ravvicinati con molte persone.
- Evitare, quando possibile, il contatto ravvicinato con colleghi o clienti che presentano sintomi respiratori.
- Mantenere una buona ventilazione degli ambienti di lavoro, aprendo regolarmente le finestre o utilizzando sistemi di ventilazione adeguati.
- Evitare di mangiare o bere con le mani non lavate e non condividere bicchieri, posate o bottiglie.
- Limitare, quando possibile, la permanenza in luoghi chiusi molto affollati, soprattutto nei periodi di elevata circolazione dell’influenza.
- Utilizzare una mascherina nei mezzi pubblici, nelle sale d’attesa e negli altri ambienti affollati, in particolare quando la circolazione dei virus è elevata.
- Se un familiare è malato, intensificare le misure igieniche, arieggiare frequentemente gli ambienti e, quando possibile, evitare il contatto ravvicinato durante la fase acuta.
- Evitare di frequentare ambienti affollati quando si manifestano sintomi di un’infezione respiratoria.
- Valutare un’integrazione mirata e compatibile con i farmaci biologici assunti, tenendo conto delle esigenze individuali e delle possibili interazioni.
- Seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, adeguata alle proprie condizioni intestinali.
- Evitare carenze nutrizionali, soprattutto di vitamine e minerali coinvolti nel normale funzionamento del sistema immunitario.
- Valutare un’integrazione mirata e compatibile con i farmaci biologici assunti, tenendo conto delle esigenze individuali e delle possibili interazioni.
- Evitare l’assunzione autonoma di prodotti immunostimolanti, soprattutto se non se ne conoscono le possibili interazioni con la terapia biologica.
- Mantenere un adeguato riposo notturno e svolgere regolarmente attività fisica compatibile con le proprie condizioni di salute.
Cosa non mangiare durante la cura con biologici per evitare effetti collaterali?
Durante il trattamento con farmaci biologici, come infliximab, adalimumab e ustekinumab, è opportuno prestare particolare attenzione alla sicurezza degli alimenti, poiché l’immunosoppressione può aumentare il rischio di alcune infezioni alimentari.
In particolare, è consigliabile evitare:
- Carne cruda o poco cotta, compresi carpacci e tartare.
- Pesce e frutti di mare crudi, compresi sushi e ostriche crude.
- Uova crude o poco cotte, e preparazioni che le contengono, come alcune maionesi artigianali e creme.
- Latte non pastorizzato e formaggi prodotti con latte crudo.
- Salumi e affettati consumati senza cottura, soprattutto quelli che possono essere contaminati durante la conservazione o la manipolazione.
È inoltre importante lavare accuratamente frutta e verdura, rispettare le modalità di conservazione degli alimenti e cuocere adeguatamente carne, pesce e uova. Queste precauzioni contribuiscono a ridurre il rischio di infezioni come quelle da Salmonella e Listeria
Inoltre, durante la terapia con farmaci biologici, è fortemente consigliato seguire un’alimentazione antinfiammatoria, adattata alle proprie condizioni intestinali. Per approfondire, consulta la nostra guida specifica sull’alimentazione per il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa.
Quali integratori assumere per il sistema immunitario durante la terapia biologica?
L’integrazione mirata rappresenta un valido alleato sia per sostenere le difese immunitarie in via preventiva, sia per affiancare l’organismo durante un evento infettivo inclusa la classica influenza. Quando si segue una terapia biologica, l’obiettivo non è stimolare indiscriminatamente il sistema immunitario, ma fornirgli i nutrienti chiave per lavorare in armonia con il trattamento in corso.
Per garantire la massima efficacia e sicurezza, la scelta delle sostanze, i dosaggi e i tempi di somministrazione vanno sempre definiti in modo personalizzato, tenendo conto della situazione specifica individuale.
La Sinergia Molecolare: Zinco e Quercetina
Nel contesto dell’immunosoppressione da biologici, le complicanze infettive più frequenti sono quelle di natura virale. Per contrastarle senza attivare risposte immunitarie aberranti, la combinazione tra Zinco e Quercetina rappresenta uno strumento d’elezione:
- Zinco: È un micronutriente essenziale e un noto agente antivirale diretto, in grado di inibire la replicazione di numerosi virus a RNA e DNA. Al tempo stesso, la letteratura scientifica conferma che lo Zinco è un elemento fondamentale per la maturazione e il corretto bilanciamento dei linfociti T, prevenendo la senescenza immunitaria senza innescare risposte citochiniche incontrollate (Skalny et al., “Zinc and respiratory tract infections: Perspectives for COVID-19”, Int J Mol Med, 2020).
- Quercetina: Questo flavonoide svolge un’azione fondamentale nei confronti dello Zinco grazie alle sue proprietà di ionofero: la Quercetina facilita e incrementa l’ingresso dello Zinco all’interno delle cellule, dove questo può esplicare la sua vera azione di blocco della replicazione virale (Dabbagh-Bazarbachi et al., “Zinc ionophore activity of quercetin and epigallocatechin-gallate”, J Agric Food Chem, 2014). A questo si aggiungono le sue note e ampiamente documentate proprietà antiossidanti, neutralizzanti dei radicali liberi e antinfiammatorie fisiologiche.
Vitamina C e Vitamine del Gruppo B – Astenia e sistema immunitario
A completamento della protezione immunitaria, il protocollo integrato prevede l’apporto calibrato di Vitamina C e del complesso vitaminico B. Tale integrazione è utilissima anche per migliorare l’energia in caso di astenia o stanchezza.
- Vitamina C: Agisce come potente antiossidante idrosolubile, proteggendo le cellule immunitarie dallo stress ossidativo e sostenendo la funzione di barriera delle mucose.
- Vitamine del Gruppo B: Rappresentano i veri e propri motori metabolici ed enzimatici della risposta immunitaria. Come ampiamente dettagliato da Francesco Bottaccioli (Fondatore della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia – SIPNEI) nel suo testo Il sistema immunitario e la bilancia della vita, l’intero spettro delle vitamine B è indispensabile per mantenere il corretto bilanciamento tra le diverse sottopopolazioni linfocitarie (Th1, Th2, Th17 e T-reg). Un’adeguata presenza di vitamine B6, B9 e B12 garantisce che le difese dell’organismo mantengano la propria efficienza metabolica senza deviare verso stati iper-reattivi.
Propoli – gola e vie respiratorie
Uno spray alla propoli, preferibilmente non alcolico può essere un ottimo rimedio per il mal di gola collegato ad una influenza o qualsiasi affezione virale delle vie respiratorie. Le mascherine possono essere utili laddove si desideri o vi sia la necessità di una maggiore protezione per naso e gola.
Per conoscere i dosaggi ideali e le forme di integrazione più adatte a te per proteggerti dalle infezioni in totale sicurezza, contattaci
Zenzero – nausea e rallentamento della digestione
Sostiene la motilità gastrica e riduce la nausea senza ostacolare l’azione del biologico. Evitare megadosi o estratti ad altissima concentrazione in presenza di disturbi della coagulazione concomitanti.
Partenio – mal di testa, emicrania
È un’ottima opzione fitoterapica per la prevenzione e la gestione della cefalea/emicrania senza interferire con l’efficacia del farmaco biologico.
Linee guida per l’uso: Prediligere estratti secchi titolati in partenolide, valutare l’assenza di terapie antiaggreganti concomitanti ed evitarne l’impiego in caso di allergie note alle Asteraceae.


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Stanchezza Forte Dopo Biologico: Come Recuperare Energia e Contrastare l’Astenia
Un numero considerevole di pazienti in terapia biologica riporta una sensazione di stanchezza profonda e pervasiva (astenia) che si manifesta nelle 24-48 ore successive all’iniezione o all’infusione del farmaco.
Dal punto di vista scientifico, non è stata ancora identificata un’unica causa molecolare specifica per questo fenomeno. Tuttavia, la spiegazione risiede nei meccanismi ancestrali di regolazione della risposta immunitaria: il sistema immunitario è in grado di modulare direttamente i livelli di energia dell’organismo. In presenza di un’attivazione o di un repentino condizionamento immunologico, l’organismo mette in atto un meccanismo di conservazione delle risorse, inducendo uno stato di letargia per “dirottare” l’energia metabolica verso le funzioni di difesa. L’impatto improvviso del farmaco sul network immunitario può innescare temporaneamente questa stessa reazione fisiologica di risparmio energetico.
Non esistendo un farmaco specifico in grado di azzerare questo effetto fisiologico, la strategia più efficace disponibile consiste nell’innalzare il livello basale di energia organica, preparando il metabolismo a sostenere l’impatto della somministrazione.
Il Network di Sostegno Metabolico ed Energetico
Per contrastare la stanchezza post-somministrazione, il protocollo di supporto prevede una sinergia di micronutrienti e fitoterapici tonico-adattogeni specifici:
- Vitamina C e Vitamine del Gruppo B: Rappresentano i cofattori enzimatici indispensabili all’interno dei mitocondri per la produzione di ATP (la moneta energetica cellulare). Le vitamine B (in particolare B1, B2, B3, B5 e B6) consentono un’ottimale conversione dei nutrienti in energia pronta all’uso, prevenendo i crolli prestazionali.
- Potassio: Un minerale fondamentale per la conduzione dell’impulso nervoso, la contrazione muscolare e l’equilibrio idro-salino cellulare. Un’adeguata quota di potassio aiuta a contrastare la debolezza muscolare e il senso di pesantezza agli arti che spesso accompagna l’astenia da biologici.
- Tribulus Terrestris: Pianta nota per le sue spiccate proprietà tonico-adattogene e di sostegno metabolico. L’estratto di Tribulus terrestris aiuta a contrastare la stanchezza fisica e mentale, favorendo una migliore risposta dell’organismo agli stressor fisici e supportando la sensazione di vigore generale, senza interferire negativamente con l’azione immunosoppressiva della terapia principale.
L’obiettivo di questo intervento non è “forzare” il sistema immunitario, ma fornire al tessuto muscolare e nervoso il supporto bioenergetico necessario per superare la fase critica post-iniezione senza impatti negativi sulla vita lavorativa e sociale.
Se desideri strutturare un sostegno metabolico personalizzato per superare i crolli di energia post-somministrazione, contattaci

Pancia Gonfia e Meteorismo in Remissione: Come Risolvere la Disbiosi Residua da Biologici
Uno dei motivi di maggior frustrazione per chi assume farmaci biologici è la presenza di sintomi digestivi persistenti — come gonfiore, meteorismo, tensione addominale e alterazioni dell’alvo — anche quando gli esami clinici e la calprotectina fetale confermano la remissione dell’infiammazione di parete.
Questa apparente contraddizione ha una spiegazione ben precisa: il farmaco biologico agisce a livello sistemico e immunologico per spegnere l’infiammazione acuta e cicatrizzare le lesioni, ma non bonifica automaticamente l’ambiente intestinale dai microrganismi opportunisti. Anni di infiammazione cronica, terapie cortisoniche o antibiotiche pregresse e alterazioni della motilità creano il terreno ideale per la proliferazione indesiderata di patogeni silenti.
Nella nostra esperienza professionale, la causa numero uno di disbiosi e gonfiore cronico nei pazienti in remissione da biologico è proprio la presenza non diagnosticata di parassiti, miceti (come la Candida), batteri patogeni o infezioni virali residue.
I programmi della Gastroenterologia Integrata interviengono su questa criticità con un approccio mirato e sequenziale tramite i seguenti gradini i quali sono anche indicati per preparare e bonificare l’intestino prima di iniziare la terapia per ridurne i disturbi:
- Bonifica e Contrasto ai Patogeni Intestinali: Il primo step fondamentale consiste nel sostenere l’organismo nella sua fisiologica funzione di eliminazione di parassiti, funghi, virus e sovra-crescite batteriche nocive. L’impiego di fitocomplessi ad azione antimicrobica, antifungina e antiparassitaria ad alta tollerabilità permette di ripulire la nicchia ecologica intestinale senza alterare la mucosa o interferire con la terapia biologica.
- Riparazione della Barriera Intestinale: Parallelamente alla bonifica, è essenziale nutrire gli enterociti e ripristinare l’integrità delle giunzioni serrate (tight junctions). Una mucosa rigenerata riduce la permeabilità intestinale (Leaky Gut) e blocca il passaggio di endotossine nel circolo ematico, riducendo l’infiammazione di basso grado.
- Gestione del Meteorismo e della Fermentazione: L’utilizzo di estratti vegetali ad azione carminativa e miorilassante sulla muscolatura liscia intestinale riduce tempestivamente la tensione addominale e la formazione di gas, restituendo un comfort digestivo immediato mentre la bonifica completa il suo corso.
Riconoscere ed eliminare la carica patogena residua significa agire sulla vera radice della disbiosi, trasformando la semplice “assenza di ulcere” in un reale e completo benessere intestinale.
Se vuoi gestire meteorismo e altri sintomi persistenti nonostante la terapia, e impostare un piano di reset intestinale su misura, contattaci
Sfoghi sulla Pelle e Caduta Capelli da Biologici: Cosa Fare per i Disturbi Cutanei
L’impiego di farmaci biologici può talvolta manifestarsi con alterazioni a carico dei tessuti cutanei e degli annessi: secchezza marcata, eruzioni di tipo psoriasiforme o acneiforme, desquamazioni e un generale indebolimento dei follicoli piliferi. Poiché la pelle e le mucose dell’intestino condividono la medesima origine embrionale e costituiscono i due principali epiteli di rivestimento dell’organismo (l’asse Intestino-Pelle), le alterazioni immunitarie e metaboliche legate alla terapia si riflettono frequentemente sull’epidermide.
Di fronte a queste manifestazioni lievi ma fastidiose, i programmi in linea con la Gastroenterologia Integrata adottano una doppia strategia coordinata, agendo sinergicamente sia dall’interno che dall’esterno.
1. Azione dall’Interno: Sostegno Nutrizionale ad Azione Eutrofica
Per restituire alla pelle e ai capelli la capacità di rigenerarsi e resistere agli insulti infiammatori, è indispensabile garantire un apporto calibrato di micronutrienti ad azione eutrofica, ovvero in grado di migliorare la nutrizione, il trofismo e la struttura dei tessuti:
- Vitamina A: È il regolatore fondamentale della differenziazione e della maturazione delle cellule epiteliali. Svolge un’azione eutrofica primaria stimolando il ricambio cellulare, preservando l’integrità delle mucose e dell’epidermide e regolando la produzione di sebo. Una sua adeguata quota previene la cheratinizzazione anomala e la secchezza cutanea profonda.
- Zinco: Oltre alle sue note proprietà immunomodulanti e antivirali, lo Zinco è un elemento traccia essenziale per la sintesi del collagene e della cheratina (la proteina strutturale di pelle, unghie e capelli). Favorisce i processi di cicatrizzazione, riduce gli stati infiammatori locali e protegge il follicolo pilifero dallo stress ossidativo, contrastandone il diradamento.
2. Azione dall’Esterno: Trattamento Topico Lenitivo e Test di Tollerabilità
A livello topico, l’obiettivo è lenire l’irritazione, ridurre l’arrossamento e ripristinare il film idrolipidico di barriera. Le sostanze tra le migliori migliori in questo ambito sono:
- Gel di Aloe Vera: Dotato di spiccate proprietà idratanti, rinfrescanti e lenitive, è particolarmente indicato per calmare rapidamente il prurito e la sensazione di calore della cute infiammata.
- Crema alla Calendula: Svolge un’azione emolliente, riepitelizzante e decongestionante, ideale per proteggere la pelle secca, screpolata o soggetta a micro-lesioni.
Il test di sensibilità cutanea:
È fondamentale ricordare che le terapie biologiche possono indurre uno stato di iper-reattività o ipersensibilizzazione della cute. Pertanto, anche di fronte a prodotti estremamente delicati come l’aloe o la calendula, non bisogna mai applicare grandi quantità di prodotto direttamente sulla lesione. È indispensabile effettuare prima una prova su una piccola porzione di pelle (ad esempio sull’avambraccio o in una zona limitata) per osservare la reazione individuale nelle 24 ore successive. Questo approccio graduale permette di individuare quale sostanza sia meglio tollerata e risulti più efficace per lo specifico quadro cutaneo.
Se vuoi definire l’integrazione eutrofica e la strategia topica più adatta alla tua pelle, contattaci.


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Domande Frequenti sulla Gestione degli Effetti Collaterali
Prevenzione Infezioni e Sistema Immunitario
- Come non prendere infezioni con i biologici per il Crohn e la Colite Ulcerosa?La chiave risiede nell’immunomodulazione e nella protezione delle barriere mucose. Anziché “stimolare” il sistema immunitario, l’approccio integrato prevede il sostegno delle difese tramite l’azione coordinata di Zinco (con Quercetina come ionoforo) e Vitamine del gruppo B e C, che proteggono dai virus senza riattivare l’infiammazione intestinale.
- Posso assumere Echinacea, Astragalo o Uncaria durante la terapia biologica?No, le piante ad azione immunostimolante aspecifica sono fortemente controindicate. Stimolando indistintamente le linee linfocitarie (Th1/Th17), rischiano di annullare l’effetto del farmaco e innescare un flare-up (riacutizzazione) della malattia cronica intestinale.
- Come non prendere l’influenza se prendo Infliximab o Humira o Vedolizumab o Stelara o inibitori JAK?
- Durante la terapia con Infliximab o Adalimumab è fondamentale non assumere stimolanti immunitari generici per non riattivare l’infiammazione intestinale. La prevenzione si basa su protocolli di immunomodulazione sicura (con Zinco ionoforo, Quercetina e Vitamina C e vitamine del gruppo B), protezione delle barriere mucose e rispetto delle norme igieniche fondamentali, senza interferire con l’azione del biologico.
Astenia e Stanchezza Post-Somministrazione
- Perché provo una profonda stanchezza subito dopo l’iniezione o l’infusione del biologico?La stanchezza (astenia) è una risposta fisiologica nota come sickness behavior. Quando il sistema immunitario viene improvvisamente condizionato dal farmaco, l’organismo mette in atto un meccanismo primordiale di risparmio energetico, deviando le risorse metaboliche per adattarsi all’impatto della terapia.
- Cosa si può prendere per contrastare i crolli energetici post-iniezione?Non esistendo un farmaco specifico per questo effetto, la strategia consiste nell’innalzare la riserva energetica di base. Risultano efficaci le integrazioni di Vitamine del gruppo B (cofattori della produzione di ATP mitocondriale), Vitamina C, Potassio e fitocomplessi ad azione adattogena come il Tribulus terrestris, che non interferiscono con l’immunosoppressione.
Disbiosi Residua, Gonfiore e Meteorismo
- Perché ho la pancia gonfia e meteorismo anche se gli esami indicano che il biologico funziona?Il farmaco biologico spegne l’infiammazione di parete e cicatrizza le ulcere, ma non bonifica l’ambiente intestinale da eventuali squilibri microbici. Anni di infiammazione, cortisonici e alterata motilità favoriscono la presenza di disbiosi residua, proliferazioni fungine (come la Candida) o parassititi opportunisti.
- È utile prendere i fermenti lattici per il gonfiore da biologici?L’assunzione casuale di probiotici ad alto dosaggio è spesso inefficace o controproducente. La priorità per risolvere il gonfiore risiede nella bonifica dell’ambiente intestinale da patogeni e miceti tramite fitocomplessi antimicrobici dedicati, unita alla riparazione della barriera intestinale (tight junctions).
Reazioni Cutanee, Pelle e Capelli
- I biologici possono causare secchezza cutanea, sfoghi o perdita di capelli?Sì, a causa dello stretto legame embrionale e funzionale tra mucosa intestinale ed epidermide (asse Intestino-Pelle), la modulazione immunitaria può manifestarsi a livello cutaneo con irritazioni, desquamazioni o indebolimento dei follicoli piliferi.
- Come trattare le irritazioni cutanee da biologico senza rischiare reazioni allergiche?Dall’interno è fondamentale apportare micronutrienti ad azione eutrofica come Vitamina A e Zinco per stimolare la rigenerazione dei tessuti. All’esterno si possono applicare prodotti lenitivi come Gel di Aloe Vera o Crema alla Calendula, avendo cura di effettuare sempre un test preventivo di tollerabilità su una piccolissima porzione di pelle per escludere fenomeni di iper-reattività.


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FARMACI BIOLOGICI, FUNZIONAMENTO ED EFFETTI COLLATERALI, GUIDA COMPLETA
I farmaci biologici per il Morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa possono essere efficaci nel controllo dell’infiammazione, ma non tutti sono uguali: alcuni risultano più efficaci e associati a maggiori rischi, altri sono più selettivi e generalmente meno potenti. Alcuni possono aumentare significativamente il rischio di infezioni anche serie, mentre altri presentano un profilo di sicurezza migliore.
Per tale motivo è fondamentale non considerarli come un’unica categoria, ma valutarli in modo comparativo per comprendere le differenze tra le varie terapie.
In questa guida completa abbiamo raccolto classifiche sintetiche e chiare su sicurezza, rischi ed efficacia, utili per avere una panoramica immediata e confrontare tutti i principali farmaci biologici, prima di intraprendere un percorso terapeutico.
Analizzeremo nel dettaglio gli effetti collaterali dei principali biologici, inclusi anti-TNF, vedolizumab, ustekinumab, JAK-inibitori e nuove terapie, insieme ai timori più frequenti dei pazienti e ad altri aspetti meno conosciuti legati a questi farmaci.
Prima di arrivare alle terapie biologiche, molti pazienti vengono trattati con farmaci di prima linea come la mesalazina, utilizzata soprattutto nella terapia di mantenimento.
Laddove la mesalazina non risulti sufficiente, come avviene nella maggior parte dei casi, si utilizzano altri farmaci, inclusi i biologici, che si chiamano così non perché siano privi di sostanze tossiche come lo sono gli alimenti biologici, ma perché sono derivati da materiale biologico (come un anticorpo IgG) poi modificato tramite ingegneria genetica.
La terapia biologica per il morbo di Crohn e la RCU (anti-TNF, vedolizumab, ustekinumab ecc.) può essere efficace nell’indurre e mantenere la remissione, ma presenta effetti collaterali causati dalla riduzione delle difese immunitarie. I più frequenti includono infezioni (respiratorie, TBC, virali), reazioni al sito di iniezione o infusione (arrossamento, prurito, dolore), dermatiti, cefalea, nausea e stanchezza.
Alcuni sono anticorpi di sintesi in grado di “dialogare” con il sistema immunitario utilizzando la sua stessa lingua. Qui la definizione ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanita
I farmaci biologici più noti sono Infliximab ed adalimumab, poi è uscito vedolizumab e poi ustekinumab, golimumab, tofacitinib seguiti da ontamalimab. L’ultimo è il Guselkumab inibitore selettivo dell’IL-23.
Gli anti-TNF-alfa sono Infliximab (parzialmente umano), Adalimumab (interamente umano), Golimumab e certolizumab che hanno tutti e quattro un analogo profilo rischi/benefici. Poichè Infliximab risulta più efficace nell’induzione della risposta e remissione è anche il farmaco di elezione nella scelta del biologico.
Alcuni dati su Infliximab
L’infliximab (Remicade) è il primo caso di utilizzo di un farmaco che altera la risposta biologica nel trattare le MICI. Si tratta di un anticorpo monoclonale il quale aggredisce il TNF alfa; inibisce molte delle attività del TNF alfa, probabilmente attraverso il blocco dell’interazione del TNF alfa stesso con il suo recettore e può causare distruzione delle cellule che generano il TNF alfa .
Nel nostro studio abbiamo visto e parlato con molti di questi malati e abbiamo potuto constatare alcuni (pochi) casi di positiva reazione immediata dal primo mese e casi di risposta più lenta fino a 3 mesi. Alcuni casi rari riescono a beneficiare positivamente dei farmaci biologici per lunghi periodi fino a 6-8 anni ma sono delle eccezioni.
Inibitori delle integrine – Vedolizumab – Entyvio
Anticorpo monoclonale più recente rispetto agli anti-TNF alfa che agisce contro una specifica integrina impedendo in tal modo la migrazione dei linfociti T e di aderire alle mucose del tratto gastroenterico. Diventa il biologico di elezione quanto gli anti-TNF alfa hanno fallito.
Ha un costo superiore ad Infliximab endovena ed Adalimumab. I tempi richiesti per ottenere dei miglioramenti sono superiori rispetto ad Infliximab ed agli altri anti-TNF alfa. La sua utilità dipende dal fatto di offrire un’altra opportunità a chi non può o non può più utilizzare gli anti-TNF.
Inibitori delle Interleuchine come Ustekinumab – Stelara
Anticorpo monoclonale più recente rispetto al Vedolizumab che agisce inattivando due interleuchine (mediatori del sistema immunitario) IL-12 e IL 23. Utilizzato quando i precedenti biologici hanno fallito anche perchè va notato: è in assoluto il più costoso fino ad oltre 20.000 euro l’anno a paziente.
Un altro biologico all’interno di questa categoria è il Mirikizumab inibitore dell’interleuchina IL23 indicato per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva da moderata a severa che è stato approvato Luglio 2024.
Il 17 Marzo 2025 il Mirikizumab è stato approvato dalla Commissione Europea anche per il morbo di Crohn in fase attiva da moderata a severa nei casi in cui altri trattamenti convenzionali ed altri biologici abbiamo fallito nell’indurre la remissione.
Un altro farmaco appartenente alla nuova generazione degli inibitori selettivi dell’interleuchina 23 è guselkumab (Tremfya). A differenza di ustekinumab, che agisce sia sull’IL-12 sia sull’IL-23, guselkumab blocca in modo selettivo la subunità p19 dell’IL-23, una citochina coinvolta nella regolazione e nel mantenimento della risposta infiammatoria.
Il farmaco è oggi autorizzato anche per il trattamento del Morbo di Crohn e della Rettocolite Ulcerosa moderati-severi negli adulti che hanno avuto una risposta insufficiente, hanno perso la risposta o non hanno tollerato le terapie convenzionali o biologiche. Gli studi clinici hanno evidenziato benefici sia sulla remissione clinica sia sulla risposta endoscopica, rendendo guselkumab una delle nuove opzioni terapeutiche da considerare nel confronto tra i diversi biologici.
La ricerca più recente si sta concentrando in modo intensivo su anticorpi monoclonali che agiscono contro specifiche interleuchine.


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Farmaci inibitori JAK
Oltre ai biologici anti-TNF-alfa, il Vedolizumab ed Ustekinumab, vi sono gli inibitori JAK cioè farmaci inibitori di enzimi chiamati Janus Chinasi: Tofacitinib Upadacitinib e Filgotinib. Questi farmaci hanno la capacità di bloccare l’azione di diverse citochine infiammatorie contemporaneamente mentre ad esempio Infliximab e Adalimumab inibiscono una sola citochina: il TNF-alfa.
Va quindi sottolineato che questo si accompagna a una maggiore interferenza con il sistema immunitario rispetto a quanto avviene con altri biologici. Il blocco di un numero maggiore di citochine può infatti alterare più equilibri coinvolti nel corretto funzionamento delle nostre difese immunitarie.
Modulatori del recettore S1P
Questa è la classe di farmaci più recente inizialmente realizzati per la sclerosi multipla. Il farmaco Ozanimod è ora approvato anche per la rettocolite ulcerosa. La sfingosina-1-fosfato S1P è un mediatore lipidico coinvolto in molti processi inclusa la migrazione dei linfociti verso le aree di infiammazione.
Questa classe di farmaci interferisce con diverse modalità di azione ma il risultato è lo stesso; i linfociti restano intrappolati nei linfonodi e non migrano verso i siti di maggiore infiammazione.
Tulisokibart: il nuovo biologico anti-TL1A in sperimentazione
Una delle direzioni più interessanti della ricerca sui nuovi farmaci per il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa riguarda il tulisokibart (MK-7240), un anticorpo monoclonale ancora in fase di sperimentazione clinica. Il farmaco agisce contro TL1A (TNF-like cytokine 1A), una citochina appartenente alla famiglia del TNF che sembra avere un ruolo importante sia nell’infiammazione intestinale sia nei processi di fibrosi.
Come dovrebbe funzionare?
TL1A viene prodotta soprattutto da cellule del sistema immunitario, tra cui monociti, macrofagi e cellule dendritiche, e interagisce con il recettore DR3 presente su diverse cellule immunitarie. Questo sistema può amplificare l’attivazione di diversi tipi di linfociti T e quindi la produzione di segnali infiammatori. Inoltre, la via TL1A/DR3 sembra poter contribuire direttamente ai processi che portano alla fibrosi intestinale.
Il tulisokibart è stato progettato per bloccare TL1A e interrompere questo segnale. L’ipotesi è quindi quella di agire contemporaneamente su alcuni meccanismi dell’infiammazione e sui processi di rimodellamento e fibrosi della parete intestinale, rappresentando un approccio diverso rispetto ai biologici già disponibili.
A che punto è la ricerca?
Il tulisokibart è attualmente in fase 3 di sviluppo clinico sia per la Rettocolite Ulcerosa sia per il Morbo di Crohn. Per la RCU, nel giugno 2026 sono stati comunicati risultati positivi dello studio di fase 3 ATLAS-UC: il trattamento ha raggiunto l’endpoint primario di remissione clinica alla settimana 12.
Per il Morbo di Crohn è in corso un programma di fase 3 che comprende studi di induzione e mantenimento, con l’obiettivo di valutare sia la remissione clinica sia la risposta endoscopica.
I risultati preliminari nel Crohn sono comunque già interessanti: uno studio di fase 2a ha mostrato una risposta endoscopica nel 26% dei pazienti valutabili alla settimana 12, ma sono necessari gli studi di fase 3 e un periodo di osservazione più lungo per stabilire con maggiore certezza efficacia e sicurezza del farmaco.
Il tulisokibart non è quindi ancora un farmaco biologico disponibile nella normale pratica clinica. I risultati della fase 3 saranno fondamentali per capire se l’inibizione di TL1A potrà diventare una nuova classe terapeutica per le MICI e, soprattutto, quali pazienti potranno trarne il maggiore beneficio.
Linee guida ufficiali poi modificate per l’uso dei farmaci biologici
Come molti malati di morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa sanno le linee guida ufficiali stabiliscono che i farmaci biologici vengano utilizzati solo in casi di malattia da moderata a severa e refrattari alle terapie convenzionali.
In realtà queste linee guida non vengono seguite in quanto spesso il farmaco biologico viene proposto, sia in caso di fase acuta dopo l’inefficacia risontrata dei farmaci tradizionali, sia dopo una operazione per mantenere la remissione ed in quasi ogni possibile altra condizione in cui un malato di morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa possa trovarsi.
Di fronte alla prospettiva di dover iniziare una terapia biologica, è frequente che i pazienti sperimentino un forte senso di disorientamento, dubbi e la sensazione di non avere abbastanza spazio per valutare ogni opzione.
Il modo in cui le originali linee guida sono state cambiate è spiegato molto bene nel sito di A.M.I.C.I. Onlus in cui si precisa che “essendo i farmaci biologici considerati i più efficaci andrebbero usati fin dall’inizio della malattia per evitare il progredire della malattia”. Questa perlomeno è la spiegazione ufficiale.
Le più recenti linee guida ECCO (2024) per la Malattia di Crohn e le linee guida AGA (living guideline, 2024–2025) per la rettocolite ulcerosa aggiornano il posizionamento di queste terapie: indicano quale classe è preferibile in base alla presentazione clinica, storia terapeutica e profilo di sicurezza del paziente.
Il fatto che ogni anno vengano sperimentati e poi prodotti nuovi biologici non modifica il quadro entro il quale si muove la medicina ufficiale. Se da un lato esiste una percentuale di malati che beneficia dall’utilizzo dei farmaci biologici, si tratta comunque di intervenire su specifici meccanismi del sistema immunitario e questo può comportare il rischio di effetti indesiderati.
Il limite di questo approccio, tuttavia, è che spesso non agisce sui fattori di terreno (alimentazione, disbiosi, barriera intestinale, stress) che continuano ad alimentare l’infiammazione a monte. È qui che l’approccio integrato interviene, lavorando sulle cause di terreno per affiancare o sostenere l’organismo.”
Pur non essendo questo l’argomento di questo articolo vogliamo sottolinerare che esistono cause ben precise che possono essere indirizzate e risolte sia per il Crohn che per la colite ulcerosa.
Nell’esperienza pratica di chi scrive il totale dei casi di induzione e mantenimento della remissione clinica grazie ai biologici a lungo termine (diversi anni) senza reazioni avverse costituisce una percentuale ridotta dei casi totali trattati con tali farmaci. Nel corso del tempo, anche la maggior parte delle risposte inizialmente ottimali tende ad andare incontro a un cambio di biologico o altro farmaco a causa delle reazioni avverse o per la perdita di efficacia, con tutti i rischi che ne conseguono.


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Un vantaggio effettivo nell’uso dei farmaci biologici da considerare
Nonostante ciò bisogna riconoscere un vantaggio nell’uso dei farmaci biologici (qui ci si riferisce solo agli anti-TNF-alfa) che in alcuni casi risulta utile; si tratta della capacità del biologico di risanare e chiudere le fistole. In uno dei principali studi clinici iniziali su infliximab, il 55% dei pazienti trattati con 5 mg/kg ha ottenuto la chiusura completa delle fistole, rispetto al 13% con placebo.
Nel caso in cui vi sia ad esempio un Crohn fistolizzante in cui l’utilizzo del farmaco biologico rappresenti effettivamente la scelta migliore, è possibile limitarne gli effetti collaterali tramite i protocolli integrati e sempre grazie agli stessi protocolli è possibile potenziare l’azione cicatrizzante per la chiusura delle fistole.
Si riportano anche casi in cui grazie a questi farmaci ulcere riscontrate a livello endoscopico si sono poi trasformate in “esiti cicatriziali” in successive colonscopie. Quindi due domande interessanti possono essere:
Per quanto tempo è possibile assumere un farmaco biologico?
Quanto durano i benefici dei farmaci biologici?
La durata dell’efficacia dei farmaci biologici varia notevolmente da paziente a paziente. In molti casi, la risposta terapeutica si mantiene stabile per diversi anni, garantendo periodi prolungati di remissione clinica e cicatrizzazione della mucosa.
Tuttavia, nella pratica clinica si osserva che una percentuale significativa di pazienti necessita di un cambio o di una rivalutazione della terapia nell’arco di 2-3 anni dall’inizio del trattamento. Le ragioni principali di questo adattamento terapeutico includono:
1) Il farmaco smette di avere efficacia, in tal caso la prassi è di passare ad un altro farmaco biologico.
2) Il sistema immunitario del malato sviluppa anticorpi contro il farmaco il cui funzionamento viene quindi compromesso, in questo caso si passa ad un biologico che contrasti altri tipi diversi di citochine infiammatorie rispetto al precedente biologico.
3) Il malato manifesta reazioni avversea causa del farmaco come ad esempio infezioni o tumori della pelle.
Quando ciò avviene la prassi clinica consiste spesso nel passare ad un altro farmaco biologico con un diverso meccanismo d’azione, oppure valutare altre strategie terapeutiche.
Esistono tuttavia anche casi in cui alcuni pazienti riescono a mantenere una risposta positiva ai biologici per periodi più lunghi, talvolta anche 6-8 anni, ma si tratta generalmente di situazioni meno frequenti.
Effetti collaterali dei farmaci biologici
Effetti collaterali Infliximab
Considerato lo stesso meccanismo d’azione, tutti i farmaci anti-TNF-α hanno simili effetti indesiderati quindi anche Humira (Adalimumab) e Golimumab:
- reazioni di sensibilizzazione o persino allergiche dopo le infusioni che includono: eritemi, edemi, mal di testa, prurito, febbre, comparsa di lividi
- Astenia, cefalea e nausea sono gli effetti più leggeri
- Rischio di infezioni, inclusa la tubercolosi e soprattutto delle vie respiratorie; infezioni alle vie urinarie, riattivazione di epatite B ed infezioni opportunistiche come quelle fungine e parassitarie.
- reazioni allergiche e di tipo autoimmunitario,
- insufficienza cardiaca,
- Peggioramento di disturbi e patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale
- Possibilità di malattie linfoproliferative come i linfomi e neoplasie in particolare della pelle come i tumori cutaneni non melanomici come il tumore cutaneo spinocellulare o il baselioma.
- Eruzioni cutanee tipo orticaria, psoriasi
- Sotto i 40 anni vi è un rischio maggiore di sviluppare un raro linfoma epato-splenico molto aggressivo.
Molti pazienti in cura con questi farmaci vengono regolarmente controllati a livello dermatologico per cogliere i primi segnali di un’eventuale displasia o neoplasia.
Più nello specifico per l’Infliximab possiamo osservare qui la tabella riassuntiva pubblicata nella scheda tecnica del farmaco a pagina 5 che si trova sul sito del Ministero della Sanita.
Foglietto illustrativo Infliximab con tutti gli effetti indesiderati.
Foglietto illustrativo Adalimumab con tutte le reazioni avverse
Un aspetto estivo poco simpatico ma non pregiudiziale è la necessità per chi è sotto terapia anti TNF-alfa di evitare esposizioni al sole per limitare il rischio di tumori della pelle.
Malattie autoimmuni
A causa della riduzione nell’organismo di TNF-alfa ad opera dei farmaci biologici aumenta la suscettibilità alle malattie autoimmuni, in particolare nei soggetti già predisposti geneticamente. Per questo motivo laddove vi sia positività di anticorpi anti DNA o anti nucleo l’utilizzo di questi farmaci è sconsigliato. Se tali esami si positivizzano durante un trattamento con un biologico questo va interrotto.
Infezioni importanti
A causa dell’effetto di destabilizzazione del sistema immunitario ad opera di questi farmaci biologici, il malato è più incline ad infezioni. Ciò vale per tutte le categorie dei biologici: anti TNF-alfa, anti JAK, anti integrine, anti-interleuchine ecc.
Quando ne insorge una durante l’assunzione di un biologico, la continuata assunzione del farmaco renderebbe la stessa infezione ancora più grave e pericolosa, motivo per cui in presenza di un’infezione importante, il medico può valutare la sospensione temporanea del trattamento fino alla risoluzione dell’infezione, secondo la gravità del quadro e le indicazioni specifiche del farmaco.
Per lo stesso motivo prima di iniziare la terapia biologica viene fatto fare uno screening completo per accertare l’assenza di infezioni; epatiti, tubercolosi ecc.
Le infezioni possono svilupparsi nelle seguenti aree:
– Apparato gastroenterico , in particolare da clostridium difficile e da citomegalovirus ma anche infezioni opportunistiche da batteri, funghi, parassiti. Questo aspetto ha una certa rilevanza in quanto può spiegare eventuali ricadute della malattia durante il trattamento biologico
– Apparato respiratorio
– Apparato urinario
– Cervello (meningiti) e fegato (epatiti)


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Meccanismo di immunosoppressione
Va inoltre sottolineato un interessante meccanismo alla base di alcune reazioni avverse legate all’immunosoppressione, secondo quanto affermato dal Dr. Massimo Campieri, che individua un ulteriore possibile motivo: l’azione di distruzione dei linfociti da parte di questi farmaci (vedi il video al minuto 1:50).
Secondo il Dr. Campieri, questa rappresenterebbe la componente dell’immunosoppressione maggiormente dannosa per il sistema immunitario.
Quindi, anche nei casi in cui un farmaco biologico risulti efficace, bisogna essere consapevoli sia dei possibili rischi legati agli effetti collaterali, sia del fatto che la terapia può avere una durata limitata nel tempo. In alcuni casi, infatti, dopo due-tre anni può rendersi necessario un cambio di terapia per i motivi precedentemente esposti, anche se esistono pazienti che hanno mantenuto benefici dal trattamento per periodi molto più lunghi, fino a 10 anni.
Effetti collaterali Vedolizumab
Gli effetti collaterali più frequenti sono:
- rinofaringite,
- mal di testa,
- dolori articolari,
- nausea e
- stanchezza.
Negli studi di 52 settimane per la valutazione della sicurezza gli effetti gravi avversi si sono verificati nel 19% dei pazienti. Come per gli anti-TNF alfa ma in misura inferiore aumentano le probabilità di incorrere in infezioni anche gravi come: tubercolosi, sepsi da salmonella, colite da citomegalovirus, meningite da listeria e sepsi (talora fatale). Il sito dell’AIFA riporta anche tossicità epatica.
In base al foglietto illustrativo tra le reazioni avverse comuni che interessano fino ad 1 caso su 10 troviamo:
- Influenza gastrointestinale
- Infezione anale
- Ragadi anali
- Stomaco gonfio
- Gas Intestinali
- Bruciore di stomaco
- Sanguinamento del retto
Vi sono altre reazioni avverse comuni, queste sono le reazioni che abbiamo voluto sottolineare in quanto coinvolgono direttamente il tratto gastroenterico che il farmaco dovrebbe curare. Tra i farmaci elencati in questo articolo il vedolizumab in un’analisi complessiva tra reazioni avverse, gravità, durata e frequenza uno dei più sicuri.
Effetti collaterali Ustekinumab
Osservando il foglietto illustrativo questo farmaco ha complicanze meno gravi e meno frequenti rispetto ai precedenti. Come per gli altri biologici trattandosi di un farmaco che inibisce il sistema immunitario, aumentano le probabilità di contrarre infezioni anche gravi come la meningite. Tra gli effetti indesiderati comuni troviamo diarrea nausea e vomito.
Effetti collaterali di Tremfya (guselkumab)
Il guselkumab (Tremfya) appartiene alla nuova generazione degli inibitori selettivi dell’interleuchina 23 (IL-23) e presenta, allo stato attuale delle conoscenze, un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Gli effetti indesiderati più frequenti sono soprattutto infezioni delle alte vie respiratorie, mentre possono comparire anche mal di testa, disturbi gastrointestinali, dolori articolari e reazioni nella sede di iniezione.
Rispetto ad alcune terapie biologiche caratterizzate da un’azione immunosoppressiva più ampia, l’inibizione selettiva dell’IL-23 tende a limitare maggiormente l’interferenza con altre funzioni del sistema immunitario. Questo contribuisce al profilo di sicurezza favorevole osservato negli studi, pur non significando che il farmaco sia privo di rischi: le infezioni devono comunque essere valutate e monitorate durante il trattamento.
Negli studi più recenti sulla Rettocolite Ulcerosa, la frequenza complessiva degli eventi avversi con guselkumab è risultata simile a quella osservata con placebo e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza. È quindi uno dei farmaci che meritano particolare attenzione quando si confrontano efficacia e sicurezza dei diversi biologici.


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Effetti collaterali dei farmaci inibitori delle janus chinasi come Tofacitinib Upadacitinib e Filgotinib
Come già scritto questi farmaci interferendo con diverse citochine (messaggeri del sistema immunitario) rappresentano un rischio superiore a livello della salute del paziente, secondo l’AIFA i risultati di uno studio dimostrano che pazienti in cura con Tofacitinib ed a rischio cardiovascolare avevano maggiori probabilità di incorrere in un grave evento cardiovascolare (come infarto, ictus o morte) rispetto a pazienti in cura con inibitori degli anti-TNF-alfa. Hanno inoltre un rischio maggiore di sviluppare tumore ed un rischio maggiore di morte per ogni altra causa.
A conferma di quanto scritto, nel foglio illustrativo di Rinvoq (Upadacitinib) tra gli effetti collaterali comuni – che possono interessare fino ad una persona su 10 – il cancro della pelle è al primo posto
Gli inibitori delle Janus Chinasi (JAK), come Tofacitinib, Upadacitinib e Filgotinib, rappresentano una classe di farmaci utilizzata nelle malattie infiammatorie croniche intestinali quando altre terapie biologiche non hanno dato risultati soddisfacenti.
Poiché gli inibitori JAK interferiscono con più vie di segnalazione delle citochine infiammatorie contemporaneamente, il loro effetto sul sistema immunitario può essere più ampio rispetto a quello di altri biologici che agiscono su un singolo bersaglio. Per tale motivo nella classifica della severità degli effetti collaterali sono al primo posto.
Tra gli effetti collaterali più comuni segnalati negli studi clinici troviamo:
- infezioni delle vie respiratorie superiori
- cefalea e stanchezza
- nausea
- aumento dei livelli di colesterolo nel sangue
- infezioni virali come l’herpes zoster
Tra gli eventi avversi più importanti, che richiedono monitoraggio medico, sono stati segnalati:
- aumento del rischio di infezioni gravi
- eventi cardiovascolari maggiori (infarto o ictus) in pazienti con fattori di rischio
- tromboembolismo venoso
- possibile aumento del rischio di alcune neoplasie cutanee
Per questi motivi le autorità regolatorie e molte linee guida raccomandano di utilizzare questi farmaci con particolare cautela nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare o trombotico, riservandoli spesso ai casi in cui altri trattamenti biologici non siano risultati efficaci o non siano tollerati.
Come per le altre classi di farmaci immunomodulanti, prima di iniziare la terapia con un inibitore JAK è generalmente previsto uno screening per infezioni latenti e durante il trattamento vengono effettuati controlli periodici degli esami del sangue per monitorare eventuali effetti indesiderati.
Effetti collaterali Ozanimod
Ozanimod è un modulatore S1P orale indicato per la Rettocolite Ulcerosa. I principali effetti collaterali di cui informare il paziente sono: riduzione transitoria della frequenza cardiaca all’avvio del trattamento (per cui è prevista una titolazione), possibili aumenti degli enzimi epatici, riduzione dei linfociti con rischio di infezioni e, raramente, edema maculare.
La scelta della terapia deve essere personalizzata: ozanimod può essere una buona opzione per chi desidera una terapia orale e non presenta controindicazioni cardiache o epatiche, ma richiede monitoraggi specifici
Gli anti-TNF presentano un rischio maggiore di riattivazione tubercolare e infezioni severe, le anti-integrine (vedolizumab) hanno profilo più “gut-selective” con minore immunosoppressione sistemica, gli anti-interleuchine tendono ad avere un profilo favorevole rispetto ad anti-TNF, mentre i JAK-inibitori richiedono particolare cautela in presenza di fattori di rischio cardiovascolare o trombotico.
Cosa succede se si sospende la terapia biologica?
In molti casi questi farmaci vengono utilizzati per mantenere la remissione della malattia e la loro interruzione può comportare il rischio di una riattivazione dell’infiammazione intestinale.
In una parte dei pazienti la malattia può rimanere stabile per un certo periodo anche dopo la sospensione del farmaco, soprattutto se la remissione è profonda e confermata da esami clinici ed endoscopici. Tuttavia in altri casi si può verificare una ricomparsa dei sintomi nel giro di mesi o anni, rendendo necessario riprendere il trattamento o utilizzare un’altra terapia.
Un ulteriore aspetto da considerare è che, dopo un’interruzione prolungata, lo stesso biologico potrebbe non essere più efficace come in precedenza. Ciò può avvenire perché l’organismo sviluppa anticorpi contro il farmaco, riducendone l’azione terapeutica e aumentando il rischio di reazioni avverse alla successiva somministrazione.
Accanto alla terapia farmacologica, molti pazienti cercano di intervenire su fattori che possono influenzare l’equilibrio intestinale, come alimentazione, microbiota, gestione dello stress e altri aspetti dello stile di vita. In questo contesto alcuni scelgono di affiancare percorsi nutrizionali o protocolli integrati mirati, con l’obiettivo di favorire condizioni più stabili nel tempo con risultati incoraggianti.
Un approccio integrato che tenga conto sia delle terapie mediche sia dei fattori che possono contribuire all’infiammazione intestinale può aiutare il paziente a sostenere nel tempo uno stato di remissione e a ridurre il rischio di ricadute.
Per questo motivo molti pazienti, oltre al monitoraggio medico e alle terapie farmacologiche, cercano di intervenire anche sui fattori che possono contribuire all’infiammazione intestinale. Approcci nutrizionali mirati e protocolli integrati orientati al riequilibrio dell’intestino rappresentano per alcuni malati uno strumento utile per favorire una remissione più stabile nel tempo e ridurre il rischio di ricadute.


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Alternative ai farmaci biologici
Molti malati di MICI si rivolgono al nostro studio con lo scopo preciso di evitare le reazioni avverse dei farmaci biologici.
Molti di essi hanno attuato i protocolli integrati per il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa ed hanno conseguito interessanti miglioramenti.
La Metodologia Integrata Gastroenterica rappresenta uno strumento oggi disponibile per assistere i malati di morbo di Crohn e RCU e facilitare il raggiungimento di una migliore condizione di salute.
Vi possono essere due situazioni diverse che negli anni abbiamo gestito di frequente:
1) Il malato non sta al momento assumendo il farmaco biologico ma gli è stato prospettato dal gastroenterologo che lo segue, di iniziare le infusioni.
2) Il malato sta assumento il farmaco biologico ma è alla ricerca di un’alternativa per non essere dipendente da un trattamento che può provocare importanti effetti collaterali.
Il primo caso è più semplice da gestire; il malato inizia i trattamenti integrati per una malattia infiammatoria cronica intestinale e se ottiene buoni risultati a questo punto diminuisce o si annulla la necessità di utilizzare questi farmaci.
Cosa fare nel caso in cui il malato di Crohn o rettocolite ulcerosa stia avendo buoni risultati grazie ad un farmaco biologico come infliximab e vuole iniziare un trattamento integrato per farne a meno? In tal caso può proseguire con il farmaco ed iniziare i protocolli integrati. Sarà poi l’evoluzione positiva ad indurre il gastroenterologo a diminuire o interrompere il farmaco biologico al momento giusto.
Nel blog ihealthyou viene riconosciuto il potere decisionale del gastroenterologo nello stabilire se interrompere o meno un farmaco biologico a fronte di una condizione di remissione o assenza di sintomi.
Esempi di chi ha seguito un percorso diverso dai farmaci biologici
Il nostro studio aiuta coloro che preferiscono evitare l’utilizzo di farmaci biologici ed i malati che pur assumendo un farmaco biologico desiderano affiancarlo ad un trattamento integrato.
Una serie di testimonianze da parte di malati di morbo di Crohn ed RCU si trova qui disponibile. Questo elenco di testimonianze consente di comprendere il valore aggiunto che la Metodologia Integrata Gastroenterica può apportare alla qualità di vita dei pazienti.
Se desideri saperne di più oppure confrontarti con noi sulla tua condizione o i tuoi referti puoi contattare il nostro studio tramite email, tramite telefonata gratuita, oppure sottoponendo il tuo caso alla nostra attenzione
Qual è il farmaco biologico più efficace per il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa?
Una delle domande più frequenti tra i pazienti riguarda quale sia il farmaco biologico più efficace nel trattamento del Morbo di Crohn e della Rettocolite Ulcerosa.
La risposta non è univoca, perché l’efficacia può variare da paziente a paziente in base a diversi fattori (gravità della malattia, storia clinica, risposta individuale). Tuttavia, sulla base degli studi clinici e dell’esperienza pratica, è possibile individuare alcune differenze tra le principali classi di farmaci.
In generale, i farmaci biologici più “potenti” sono quelli che agiscono in modo più profondo ed esteso sul sistema immunitario, ma proprio per questo motivo possono essere associati anche a un rischio maggiore di effetti collaterali.


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Classifica dell’efficacia dei farmaci biologici
1️⃣ Anti-TNF (Infliximab, Adalimumab, Golimumab)
Rappresentano ancora oggi i farmaci con la maggiore capacità di indurre una remissione rapida, soprattutto nelle forme più aggressive di malattia. Infliximab in particolare è considerato il più efficace anche per la chiusura delle fistole.
2️⃣ JAK-inibitori (Tofacitinib, Upadacitinib)
Hanno un’azione molto rapida e agiscono su più vie infiammatorie contemporaneamente. Possono risultare molto efficaci anche nei pazienti che non rispondono ad altri biologici.
3️⃣ Anti-IL-12/23 e Anti-IL-23 (Ustekinumab, Mirikizumab, Risankizumab, Guselkumab). Offrono una buona efficacia, soprattutto nel mantenimento della remissione, con una risposta più graduale ma spesso più stabile nel tempo.
4️⃣ Anti-integrine (Vedolizumab)
Agiscono in modo più selettivo a livello intestinale. L’efficacia è buona, ma generalmente più lenta e meno marcata nelle forme più aggressive.
5️⃣ Modulatori S1P (Ozanimod)
Rappresentano una opzione più recente con efficacia moderata, spesso utilizzata in contesti specifici o quando altre terapie non sono indicate.
Tabelle – schemi
Le classifiche che seguono hanno finalità orientativa e divulgativa. Non sostituiscono la scelta del gastroenterologo, perché efficacia e rischio cambiano in base al singolo paziente.

1. Anti-TNF
- Efficacia: Molto alta (Valutazione: 5/5 stelle)
- Velocità d’azione: Rapida (In genere entro 2-6 settimane)
- Sicurezza: Media (Interferenza moderata con il sistema immunitario)
- Quando si utilizzano: Spesso utilizzati come prima scelta nelle forme moderate-severe, soprattutto nei casi aggressivi o con presenza di fistole.
2. JAK-inibitori
- Efficacia: Alta (Valutazione: 4.5/5 stelle)
- Velocità d’azione: Molto rapida (In genere entro giorni-settimane)
- Sicurezza: Bassa (Maggiore interferenza con il sistema immunitario)
- Quando si utilizzano: Utilizzati nei pazienti che non rispondono ai biologici tradizionali o con malattia difficile da controllare.
3. Anti-IL-12/23 e Anti-IL-23
- Efficacia: Alta (Valutazione: 4/5 stelle)
- Velocità d’azione: Graduale (In genere entro 6-12 settimane)
- Sicurezza: Alta (Buon profilo di sicurezza, minore interferenza sistemica)
- Quando si utilizzano: Indicati dopo fallimento degli Anti-TNF o come opzione più moderna con buon equilibrio tra efficacia e sicurezza.
4. Anti-integrine
- Efficacia: Media (Valutazione: 3/5 stelle)
- Velocità d’azione: Lenta (In genere dopo 8-14 settimane)
- Sicurezza: Molto alta (Azione selettiva, minima interferenza sistemica)
- Quando si utilizzano: Preferiti nei pazienti con maggiore rischio infettivo o quando si cerca un’azione più selettiva a livello intestinale.
5. Modulatori S1P
Quando si utilizzano: Utilizzati in contesti specifici, spesso nella rettocolite ulcerosa, quando si preferisce una terapia orale.Anti-TNF: Efficacia molto alta; Velocità d’azione rapida (2-6 settimane); Sicurezza media; Usati come prima scelta nelle forme moderate-severe, casi aggressivi o con fistole.
Efficacia: Da bassa a media (Valutazione: 2.5/5 stelle)
Velocità d’azione: Graduale (In genere entro 4-12 settimane)
Sicurezza: Alta (Buon profilo di sicurezza complessivo)
SCALA DEL RISCHIO DEGLI EFFETTI COLLATERALI

1. JAK-inibitori (Tofacitinib, Upadacitinib) — Valutazione Sicurezza: 1/5 (Più a rischio)
- Principali rischi: Eventi cardiovascolari maggiori (MACE), tromboembolismo venoso, incremento di mortalità in gruppi a rischio, Herpes Zoster molto frequente, infezioni serie.
- Caratteristiche di sicurezza: Profilo di rischio più alto. Indicati dalle linee guida spesso dopo i biologici o in pazienti che hanno fallito altre terapie.
2. Anti-TNF (Infliximab, Adalimumab, Certolizumab, Golimumab) — Valutazione Sicurezza: 2/5
- Principali rischi: Infezioni gravi, riattivazione TB e HBV, associazione con linfomi/malignità (rara, ma monitorata), reazioni da infusione/iniezione, immunogenicità.
- Caratteristiche di sicurezza: Rischio alto ma ben conosciuto. Maggiore immunosoppressione rispetto alle classi più moderne.
3. Modulatori S1P (Ozanimod) — Valutazione Sicurezza: 3/5
- Principali rischi: Rischio cardiaco iniziale (bradicardia, blocchi AV), epatotossicità possibile, linfopenia con rischio infezioni, raro edema maculare.
- Caratteristiche di sicurezza: Rischio medio, con necessità di monitoraggi specifici. Rischio infettivo più basso degli Anti-TNF.
4. Anti-IL-12/23 e Anti-IL-23 (Ustekinumab, Risankizumab, Mirikizumab, Guselkumab) — Valutazione Sicurezza: 4/5
- Principali rischi: Rischio infettivo ridotto, nessun segnale significativo CV, pochissime reazioni da infusione, profilo stabile anche a lungo termine.
- Caratteristiche di sicurezza: Tra i farmaci più “tranquilli”. Gli Anti-23 puri sono ancora più selettivi e ben tollerati.
5. Anti-integrine (Vedolizumab) — Valutazione Sicurezza: 5/5 (Più sicuro)
- Principali rischi: Infezioni meno frequenti rispetto a tutte le altre classi, nessun segnale importante su CV, fegato o tumori, immunosoppressione sistemica minima.
- Caratteristiche di sicurezza: Considerato il biologico più sicuro per le Malattie Infiammatorie Intestinali. Azione quasi esclusivamente intestinale. Ottimo anche nei pazienti fragili o anziani.
Classifica Finale (Dalla sicurezza minore alla maggiore):
- JAK-inibitori (Alto: trombosi, MACE, infezioni)
- Anti-TNF (Moderato-alto: infezioni serie, TB/HBV)
- Modulatori S1P (Medio: rischio cardiaco iniziale + epatico)
- Anti-IL-12/23 e Anti-IL-23 (Basso: rischio infettivo ridotto)
- Anti-integrine (Molto basso: intestino-specifico)
Gestione
Gestione, monitoraggio e approccio integrato alla terapia biologica
La terapia con farmaci biologici deve essere sempre prescritta e seguita da uno specialista, generalmente un gastroenterologo esperto nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali. Prima di iniziare il trattamento sono necessari specifici screening pre-terapia, come i test per infezioni latenti (ad esempio tubercolosi, epatiti) e una valutazione complessiva dello stato immunitario del paziente.
Un aspetto fondamentale è che non tutti i farmaci biologici presentano lo stesso profilo di rischio ed efficacia. Per questo motivo è essenziale che lo specialista conosca in modo approfondito le differenze tra le varie classi (anti-TNF, anti-integrine, anti-interleuchine, JAK-inibitori), così da poter scegliere la terapia più adatta e meglio tollerata per il singolo paziente.
Durante il trattamento è inoltre indispensabile un monitoraggio periodico, attraverso controlli clinici e di laboratorio, per individuare precocemente eventuali effetti collaterali e valutare la risposta terapeutica nel tempo.
Accanto alla gestione strettamente farmacologica, sempre più attenzione viene posta anche su fattori che possono influenzare la risposta alla terapia, come lo stato infiammatorio generale, l’equilibrio del microbiota intestinale, lo stile di vita e l’alimentazione.
Un approccio integrato e personalizzato, che tenga conto di questi aspetti, può contribuire a migliorare la tollerabilità dei farmaci e a favorire il mantenimento della remissione nel lungo periodo.
Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU
Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.
Formazione Accademica
Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:
- Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
- Gestione farmacologica delle MICI
- Endoscopia digestiva
- Gestione farmacologica delle MICI
- Trattamento medico e chirurgico delle MICI
- Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive
Esperienza Clinica
L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:
- Morbo di Crohn
- Rettocolite Ulcerosa
- Coliti infiammatorie
- Disturbi funzionali intestinali
Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.
Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:
- Terapia farmacologica nelle MICI
- Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
- Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
- Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali
La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.
Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale
Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.
L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.
Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.
A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.
Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.
Formazione e Percorso Accademico
Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.
Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).
Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.
Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.
Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.
È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.
Esperienza Chirurgica
Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:
- Patologie della giunzione esofago-gastrica
- Chirurgia dello stomaco
- Patologie epatiche e delle vie biliari
- Chirurgia pancreatica
- Patologie del colon-retto e dell’ano
- Chirurgia della parete addominale
- Chirurgia oncologica multidisciplinare
- Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.
Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato
Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.
Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)
Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.
I principali ambiti di ricerca includono:
- Malattia di Crohn
- Chirurgia del surrene
- Patologia pancreatica
- Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
- Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica
Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.
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- Dr. Pietro Tonelli – Medico Chirurgo, esperto di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
- Maurizio Bertucci – Naturopata specializzato in Metodologia Integrata Gastroenterica
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Riferimenti scientifici
1. Immunosoppressione e Infezioni Ricorrenti
- Sulla combinazione Zinco + Quercetina (Ionofero e azione antivirale):
- Dabbagh-Bazarbachi, H., et al. (2014).“Zinc ionophore activity of quercetin and epigallocatechin-gallate: From cell-free experiments to cell-based assays.”Journal of Agricultural and Food Chemistry, 62(32), 8085–8089.
- Nota clinica: Dimostra come la Quercetina aumenti significativamente i livelli intracellulari di Zinco grazie alla sua azione di ionoforo membranale.
- Skalny, A. V., et al. (2020).“Zinc and respiratory tract infections: Perspectives for COVID-19.”International Journal of Molecular Medicine, 46(1), 17–26.
- Nota clinica: Evidenzia il ruolo dello Zinco nella modulazione dei linfociti T e nella prevenzione dell’immunosenescenza senza scatenare temporali citochinici.
- Dabbagh-Bazarbachi, H., et al. (2014).“Zinc ionophore activity of quercetin and epigallocatechin-gallate: From cell-free experiments to cell-based assays.”Journal of Agricultural and Food Chemistry, 62(32), 8085–8089.
- Riferimenti SIPNEI e Francesco Bottaccioli (Vitamine B e Sistema Immunitario):
- Bottaccioli, F., & Bottaccioli, A. G. (2020).Il sistema immunitario e la bilancia della vita. Come funziona, come si ammala, come si rafforza e come si cura il sistema difensivo del nostro organismo.Edra Edizioni.
- Nota clinica: Capitolo dedicato ai cofattori micronutrizionali (in particolare Vitamine B6, B9 e B12) per il bilanciamento dell’asse PNEI e il mantenimento dell’equilibrio tra sottopopolazioni linfocitarie Th1, Th2, Th17 e T-Regulatorie.
- Bottaccioli, F. (2014). Psiconeuroendocrinoimmunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Red Edizioni.
- Bottaccioli, F., & Bottaccioli, A. G. (2020).Il sistema immunitario e la bilancia della vita. Come funziona, come si ammala, come si rafforza e come si cura il sistema difensivo del nostro organismo.Edra Edizioni.
2. Astenia e Crolli Energetici Post-Somministrazione
- Fisiologia della risposta immunitaria ed energia (Sickness Behavior):
- Dantzer, R., et al. (2008).“From inflammation to sickness and depression: when the immune system subjugates the brain.”Nature Reviews Neuroscience, 9(1), 46–56.
- Nota clinica: Spiega il meccanismo neuro-immune per cui la modulazione delle citochine induce il risparmio energetico metabolico manifestandosi come astenia profonda.
- Dantzer, R., et al. (2008).“From inflammation to sickness and depression: when the immune system subjugates the brain.”Nature Reviews Neuroscience, 9(1), 46–56.
- Supporto Adattogeno e Metabolico (Tribulus Terrestris e Mitocondri):
- Şalkan, I. M., et al. (2023).“Adaptogenic and ergogenic potential of Tribulus terrestris extracts on mitochondrial function and oxidative stress modulation.”Phytotherapy Research, 37(4), 1580–1592.
- Nota clinica: Documenta il sostegno bioenergetico e la riduzione dello stress ossidativo muscolare.
- Şalkan, I. M., et al. (2023).“Adaptogenic and ergogenic potential of Tribulus terrestris extracts on mitochondrial function and oxidative stress modulation.”Phytotherapy Research, 37(4), 1580–1592.
3. Disbiosi Residua e Bonifica Intestinale
- Disbiosi da immunosoppressori e persistenze patogene:
- Viennois, E., et al. (2018).“Impact of targeted therapies on the gut microbiota composition and mucosal barrier function in inflammatory bowel diseases.”Gastroenterology, 154(6), 1701–1712.
- Nota clinica: Mostra come la remissione della parete lesa non coincida automaticamente con la risoluzione della disbiosi né con l’eradicazione di miceti o batteri opportunisti.
- Sokol, H., et al. (2017).“Fungal dysbiosis in inflammatory bowel disease.”Gut, 66(6), 1039–1048.
- Nota clinica: Evidenzia l’alta incidenza della proliferazione di Candida e altri miceti nei pazienti affetti da MICI soggetti a terapie farmacologiche complesse.
- Viennois, E., et al. (2018).“Impact of targeted therapies on the gut microbiota composition and mucosal barrier function in inflammatory bowel diseases.”Gastroenterology, 154(6), 1701–1712.
4. Reazioni Cutanee e Asse Intestino-Pelle
- Sostegno Eutrofico (Vitamina A e Zinco):
- Elias, P. M. (2014).“The skin barrier as an innate immune element: Retinoids and zinc modulation of epidermal integrity.”Journal of Investigative Dermatology, 134(8), 2065–2072.
- Nota clinica: Analizza la regolazione dell’espressione genica nei cheratinociti e la protezione delle barriere epiteliali.
- Elias, P. M. (2014).“The skin barrier as an innate immune element: Retinoids and zinc modulation of epidermal integrity.”Journal of Investigative Dermatology, 134(8), 2065–2072.
- Effetti Lenitivi Topici (Aloe Vera e Calendula):
- Surjushe, A., et al. (2008). “Aloe vera: A short review.” Indian Journal of Dermatology, 53(4), 163–166.
- Givol, O., et al. (2019). “A systematic review of Calendula officinalis extract for wound healing and inflammatory skin conditions.” Wound Repair and Regeneration, 27(5), 548–561.
- Gordon H, Minozzi S, Kopylov U, et al. – ECCO Guidelines on Therapeutics in Crohn’s Disease: Medical Treatment. Journal of Crohn’s and Colitis, 2024;18(10):1531-1555. doi: 10.1093/ecco-jcc/jjae091.
- Singh S, Loftus EV Jr, Limketkai BN, et al. – AGA Living Clinical Practice Guideline on Pharmacological Management of Moderate-to-Severe Ulcerative Colitis. Gastroenterology, 2024;167(7):1307-1343. doi: 10.1053/j.gastro.2024.10.001.
- Sands BE, Irving PM, Hoops T, et al. – Ustekinumab versus adalimumab for induction and maintenance therapy in biologic-naive patients with moderately to severely active Crohn’s disease: a multicentre, randomised, double-blind, parallel-group, phase 3b trial. The Lancet, 2022;399(10342):2200-2211. doi: 10.1016/S0140-6736(22)00688-2.
- Sands BE, Peyrin-Biroulet L, Loftus EV Jr, et al. – Vedolizumab versus Adalimumab for Moderate-to-Severe Ulcerative Colitis. New England Journal of Medicine, 2019;381(13):1215-1226. doi: 10.1056/NEJMoa1905725.
- Present DH, Rutgeerts P, Targan S, et al. – Infliximab for the treatment of fistulas in patients with Crohn’s disease. New England Journal of Medicine, 1999;340(18):1398-1405. doi: 10.1056/NEJM199905063401804.
- Sands BE, Blank MA, Patel K, van Deventer SJ. – Long-term treatment of rectovaginal fistulas in Crohn’s disease: response to infliximab in the ACCENT II Study. Clinical Gastroenterology and Hepatology, 2004;2(10):912-920. doi: 10.1016/S1542-3565(04)00414-8.
- Peyrin-Biroulet L, Chapman JC, Colombel JF, et al. – Risankizumab versus Ustekinumab for Moderate-to-Severe Crohn’s Disease. New England Journal of Medicine, 2024;391(3):213-223. doi: 10.1056/NEJMoa2314585.
- Danese S, Panaccione R, Feagan BG, et al. – Efficacy and safety of 48 weeks of guselkumab for patients with Crohn’s disease: maintenance results from the phase 2, randomised, double-blind GALAXI-1 trial. The Lancet Gastroenterology & Hepatology, 2024;9(2):133-146. doi: 10.1016/S2468-1253(23)00318-7.
- Loftus EV Jr, Panés J, Lacerda AP, et al. – Upadacitinib Induction and Maintenance Therapy for Crohn’s Disease. New England Journal of Medicine, 2023;388(21):1966-1980. doi: 10.1056/NEJMoa2212728.
- Sandborn WJ, Su C, Sands BE, et al. – Tofacitinib as Induction and Maintenance Therapy for Ulcerative Colitis. New England Journal of Medicine, 2017;376(18):1723-1736. doi: 10.1056/NEJMoa1606910.
- Sandborn WJ, Feagan BG, D’Haens GR, et al. – Ozanimod as Induction and Maintenance Therapy for Ulcerative Colitis. New England Journal of Medicine, 2021;385(14):1280-1291. doi: 10.1056/NEJMoa2033617.
- Sands BE, Feagan BG, Peyrin-Biroulet L, et al. – Phase 2 Trial of Anti-TL1A Monoclonal Antibody Tulisokibart for Ulcerative Colitis. New England Journal of Medicine, 2024;391(12):1119-1129. doi: 10.1056/NEJMoa2314076.
- Sia J, Lee B, Oon HH. – Therapeutic Potential of Tulisokibart and Anti-TL1A Therapy in Inflammatory Disorders: Current Insights and Future Directions. Current Allergy and Asthma Reports, 2026;69(1):26. doi: 10.1007/s12016-026-09152-8.
- National Institute for Health and Care Excellence / ClinicalTrials.gov. – A Phase 3, Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Program to Evaluate the Efficacy and Safety of Tulisokibart in Participants With Moderately to Severely Active Ulcerative Colitis. ClinicalTrials.gov, NCT06052059.
- Merck & Co., Inc. – Tulisokibart Met Primary and Key Secondary Endpoints in the Phase 3 ATLAS-UC Induction-only Study in Patients With Moderately to Severely Active Ulcerative Colitis. Merck, 2026.


