Metodo Clark e parassiti intestinali: cause, cure e farmaci

Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

Metodo Clark contro i parassiti intestinali: principi di base

Due libri della Dott.ssa Clark ( La cura di tutte le malattie e La cura di tutti i cancri avanzati) trattano l’importanza dei parassiti per il nostro apparato gastro-enterico, per la salute in generale, per i tumori e praticamente per quasi tutte le malattie.

Secondo i dati clinici della Dott.ssa Clark la maggior parte delle persone che si sono sottoposte ad un completo trattamento antiparassitario, hanno anche sconfitto il loro tumore o la malattia o il loro disturbo della salute.

L’autrice mette inoltre in evidenza la relazione tra parassiti e moltissime delle malattie e disturbi di cui soffre il genere umano. Ad esempio nel suo libro “La Cura di Tutte le Malattie” si sottolinea la relazione tra sindrome dell’intestino irritabile, colite, colon spastico e morbo di Crohn, con parassiti e batteri:

“Sono tutte sintomatologie dovute alla combinazione di problemi derivati dai parassiti e dai batteri”

Ci sono parassiti che in modo specifico colonizzano il cuore, altri il pancreas, altri ancora il fegato o il cervello ecc. In pratica i parassiti possono essere la causa principale o secondaria per ogni malattia il che spiega il motivo per cui i parassiti sono un aspetto fondamentale per la nostra salute.

L’OMS , Organizzazione Mondiale della Sanità, stima che circa un quarto della popolazione sia infetta da parassiti. Recenti studi riportano cifre ben più consistenti, cifre che non escludono affatto l’Occidente.

Perchè oggi le parassitosi intestinali sono spesso sottovalutate

I motivi per cui il problema parassiti resta ad oggi molto sottostimato vanno ricercati nelle seguenti cause:

1) Sono oltre mille i diversi tipi di parassiti che possono danneggiare la nostra salute, di questi non più di 50 sono misurabili e rilevabili tramite esami di laboratorio.

2) Anche per quei 50 che vengono analizzati spesso si ottengono dei falsi negativi dovuti al fatto che l’esame delle feci può benissimo non rilevare una parassitosi al fegato, al pancreas o ad altri organi. Inoltre alcune forme di parassiti intestinali restano avvinghiati alle mucose e non sono rilevabili nelle feci.

3) I sintomi che possono provocare sono molto variabili ed è difficile stabilire dei quadri diagnostici precisi o comunque ripetibili.

Le infezioni parassitarie acute sono facili da individuare dati i sintomi molto evidenti come dolori addominali, dissenteria, febbre ecc. Di solito sono curate con farmaci antiparassitari dopo un’analisi delle feci per determinare i tipi di parassiti.

Il problema è l’infezione parassitaria cronica e semi-silente perché mancano i sintomi più clamorosi, anche se sono presenti tutta una serie di sintomi difficili da inquadrare e risolvere se non con un completo programma antiparassitario.

Sintomi della parassitosi intestinale

I sintomi possibili sono ancora più numerosi rispetto alla candida. Ad esempio:

– Perdita dell’appetito

– Stanchezza

– Fatica cronica

– Stipsi o diarrea

– Immunosoppressione


– Intolleranze alimentari


– Dolori gastrici


– Intestino infiammato


– Prurito anale


– Eritema e prurito cutaneo


– Orticaria

– Dolori a muscoli o articolazioni

– Calo ponderale


– Artrosi reumatoide


– Malattie autoimmuni

– Allergie e altri disturbi del sistema immunitario

– Sangue nelle feci

– Muco nelle feci

– Colite

– Flatulenza

– Malassorbimento

– Irritabilità e depressione

– Insonnia

In caso di parassitosi non è necessario avere tutti i sintomi della lista ma più è grave l’infezione e maggiori saranno i sintomi.

Come si prendono i parassiti intestinali: cause, contagio e danni

Esistono molte categorie diverse di parassiti; alcuni sono unicellulari come i protozoi altri pluricellulari come i veri e propri vermi di dimensioni chiaramente visibili. Durante la notte i vermi femmina procedono nell’intestino “migrando” verso l’ano dove depongono le uova. Questa è la causa di uno dei sintomi: il prurito anale.

Ma possono anche procreare più in alto nel tratto digerente nel qual caso vi saranno altri sintomi. Il contagio può anche avvenire tramite il respiro contenente uova che poi tramite contatto delle mani su superfici infette si trasmette ad altre mani e da qui alla bocca.

Quindi per chi è vicino ad una persona affetta da parassitosi ma anche per chi vive con animali, è importante lavarsi le mani frequentemente soprattutto dopo un contatto con animali o con la persona affetta o i suoi oggetti personali.

In particolare evitare di portarsi le mani vicino alla bocca. Il problema è che spesso la persona affetta da parassitosi non è consapevole di questo manierismo.

Cause Primarie:

  • Contagio tramite contatto o respiro da esseri viventi
  • Cibo o acqua contaminati
  • Sistema immunitario indebolito
  • Disbiosi intestinale o malattie infiammatorie intestinali
  • Solventi e tossine nell’organismo che attirano i parassiti


Come per la candida, le secrezioni dei parassiti possono seriamente danneggiare il sistema immunitario scatenando patologie allergiche o autoimmuni.

Il problema come evidenziato dalla Clark, è che i parassiti spesso si insediano in modo molto stabile in un determinato organo e da lì causano danni seri allo stesso.
Inoltre batteri, parassiti, virus e funghi vivono in sinergia per cui eliminare solo parassiti o solo batteri o solo i funghi non risolverà la disbiosi e lo squilibrio intestinale. Prendiamo il caso di una eliminazione dei soli parassiti; in tal caso i rimanenti batteri, funghi e virus favoriranno un nuovo reinsediamento dei parassiti.

I parassiti causano danni con tre modalità principali:

1) Danni fisici, ad esempio danneggiando la mucosa intestinale o il tessuto di un altro organo


2) Secrezione di metaboliti tossici che danneggiano il sistema immunitario, il sistema nervoso ed intossicano tutto l’organismo.

3) Privando l’organismo di cibo e nutrienti essenziali

Quindi una cura antiparassitaria deve essere molto efficace, intensa e duratura per poter avere effetto non solo sui parassiti ma anche sulle larve e uova che diventeranno parassiti e deve essere fatto in parallelo ad un’azione antibatterica ed antifungina efficace.


Come eliminare i parassiti: approccio naturopatico


Il programma della Dott.ssa Clark prevede l’assunzione di estrazioni di piante specifiche:

  • Assenzio
  • Mallo di noce
  • Chiodi di garofano


Questa triade da sola si è rivelata molto efficace come dimostrato nei libri della Dott.ssa Hulda Clark.

Da allora i programmi antiparassitari si sono ulteriormente potenziati e perfezionati in quanto dalla pubblicazione del Metodo Clark originale molte altre piante antiparassitarie sono state individuate. Oggi i programmi antiparassitari sono più efficaci. Non si esclude nei casi molto gravi una sinergia tra farmaci antiparassitari e piante per debellare tali infezioni.

Dopo un’esperienza ultradecennale il nostro studio ha realizzato due integratori specifici che hanno proprio tali funzioni: il Permici e Paracitinib di cui qui trovate più dettagli.

Dopo la fase antiparassitaria si fa seguire il resto del programma intestinale di base. Alla fine del programma si può ripete la prima fase se necessario.


Perchè questa versione perfezionata del programma antiparassitario ottiene migliori risultati

La principale novità di questo programma consiste nell’indirizzare non solamente i parassiti ma anche funghi, batteri e virus che agiscono in simbiosi e sinergia con i parassiti.

Creare un ambiete intestianale privo non solo di parassiti ma anche di funghi, batteri e virus rappresenta una maggiore garanzia di benessere intestinale, migliore riequilibrio del suo sistema immunitario ed in ultima analisi la migliore prevenzione per evitare nuove infezioni parassitarie.

Il ciclo vitale degli ossiuri (tra i parassiti più frequenti) è di 2-3 settimane ma per altri la durata può essere maggiore. Questo è il motivo per cui la durata della prima fase del programma intestinale deve coprire almeno 2-3 mesi. Un programma antiparassitario corretto ma seguito solo per aluni giorni o poche settimane rischia di produrre un risultato solo temporaneo.

Quindi affinchè un programma funzioni sono necessari i seguenti requisiti:

  • I corretti fitoterapici devono farne parte (Assenzio, mallo di noce e chiodi di garofano come programma minimo)
  • Le concentrazioni dei principi attivi e le corrette posologie sono necessarie affinchè il programma funzioni
  • La duranta del programma deve essere sufficientemente lungo da eliminare anche i parassiti derivanti dalle uova o larve presenti all’inizio del trattamento e che si trasformeranno in parassiti settimane o mesi dopo.
  • Anche funghi, batteri e virus devono essere indirizzati
  • Tutti i vestiti, lenzuola, asciugamani ecc. deveno essere sterilizzati in tutta la casa
  • Successivamente l’organismo va disintossicato per togliere quei solventi e tossine che attirano i parassiti


Anche a completamento di tutto il programma e la successiva ripetizione della prima fase, è consigliabile assumere i prodotti antiparassitari per uno o due giorni alla settimana o ogni due settimane, sia come completamento del programma che come programma di mantenimento per la prevenzione di possibili ri-infezioni.

I parassiti vivono meglio e sono attirati nel nostro organismo in presenza di tossine come solventi (benzene, alcool propilico, alcol metilico, toluene ecc.) metalli tossici o sostanze chimiche che assumiamo per mezzo di conservanti, coloranti ecc. Idealmente quindi e a seconda della gravità, sarà utile assumere solo cibi biologici e privi di sostanze tossiche.

E’ consigliabile prendere precauzioni nella cura della casa per passare a detergenti, saponi e materiale di pulizia naturali privi di sostanze chimiche e solventi tossici.

Per lo stesso motivo dopo il programma intestinale è consigliabile procedere con una depurazione profonda dell’organismo che aiuti l’organismo ad eliminare tutte le sostenza tossiche che facilitano la proliferazione dei parassiti.


Il problema dei parassiti non è un problema semplice essendo determinato non solo da un’infezione parassitaria ma anche da un eccesso del carico tossinico nell’organismo.

Inoltre non è facile da diagnosticare a causa del vasto numero dei sintomi diversi causati dai parassiti che possono presentarsi. E’ quindi importante seguire un programma adeguato per l’eliminazione dei parassiti in quanto le conseguenze per la salute, se non sono devastanti, possono seriamente compromettere la qualità della vita di chi ne è affetto e a sua insaputa.

Riassumendo un programma completo consisterebbe di:


1) programma intestinale completo

2) ripetizione della prima fase di questo programma

3) mantenimento del programma intestinale

4) completo programma di disintossicazione

Con l’utilizzo di Permici e Paracitinib abbiamo spesso riscontrato risultati molto evidenti fin dal primo mese in molte situazioni, a volte fin dalla prima settimana.

A conferma di quanto scrive la Dott.ssa Clark i parassiti possono infettare quasi ogni organo del corpo, come il caso di una signora che venne in studio portata dalle due figlie che a turno dovevano occuparsi della mamma che non era più auto-sufficiente a causa di un probabile parkinson, ma non era un vero parkinson.

Dopo un mese di programma antiparassitario il deficit mentale si era completamente risolto. Non solo la signora era tornata ad essere autosufficiente ma era anche in grado di occuparsi dei nipoti aiutando così le sue due figlie.
Volendo approfondire nel seguente link si trovano le testimonianze di chi ha seguito i programmi naturopatici personalizzati inclusivi di una completa azione antiparassitaria.

Molte persone prima di ricercare un programma naturopatico per i parassiti spesso utilizzano i farmaci nel tentativo di risolvere l’infezione per cui analizziamo anche i problemi che possono svilupparsi con i farmaci specifici per i parassiti come ad esempio:

  • albendazolo;
  • metronidazolo;
  • praziquantel;
  • mebendazolo;
  • pirantel pamoato;
  • niclosamide.


Cosa fare se il farmaco antiparassitario non funziona?

Una delle domande più frequenti che riceviamo è: “Ho preso il farmaco antiparassitario, ma i sintomi sono ancora presenti. È normale?”
Oppure ” dopo 3 settimane i parassiti si sono ripresentati”

Nella maggior parte dei casi questa situazione non significa necessariamente che la terapia abbia fallito. Esistono infatti diversi fattori che possono spiegare la persistenza dei sintomi o la ricomparsa dell’infestazione dopo pochi giorni.

Prima di pensare che il farmaco non abbia funzionato, è utile verificare alcuni aspetti fondamentali.

1) È un problema più comune di quanto si pensi

Molti farmaci antiparassitari eliminano efficacemente i parassiti adulti, ma non sempre sono in grado di distruggere le uova.

Questo significa che, dopo alcuni giorni, dalle uova sopravvissute possono nascere nuovi parassiti, dando l’impressione che il trattamento sia stato inutile.

È proprio per questo motivo che, in alcune infestazioni come quelle da ossiuri (Enterobius vermicularis), il medico può raccomandare di ripetere il trattamento dopo circa due settimane, seguendo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo o fornite dallo specialista.

La ricomparsa dei sintomi dopo pochi giorni, quindi, non è necessariamente indice di resistenza al farmaco, ma può semplicemente essere legata al naturale ciclo biologico del parassita.

2) Verificare che la terapia sia stata eseguita correttamente

Quando il trattamento sembra non aver dato i risultati sperati, è utile chiedersi se siano stati rispettati tutti gli aspetti della terapia.

Tra gli errori più frequenti troviamo:

  • assunzione di un dosaggio non adeguato;
  • mancata ripetizione della terapia quando prevista;
  • interruzione anticipata del trattamento;
  • mancato trattamento dei conviventi quando indicato dal medico.


Nel caso degli ossiuri, ma non solo, curare soltanto una persona della famiglia può favorire una rapida reinfestazione, poiché il contagio tra conviventi è estremamente frequente.

Per questo motivo è sempre opportuno seguire scrupolosamente le indicazioni del medico curante. Anche quando il farmaco elimina efficacemente il parassita, l’infestazione può ripresentarsi se le uova rimangono presenti nell’ambiente domestico.

3) Per ridurre il rischio di reinfezione possono essere utili alcune semplici misure igieniche, come:

  • lavare frequentemente lenzuola, asciugamani e biancheria intima;
  • cambiare regolarmente il pigiama;
  • aspirare e pulire accuratamente le superfici domestiche;
  • mantenere una scrupolosa igiene delle mani, soprattutto dopo l’utilizzo dei servizi igienici e prima dei pasti;
  • mantenere le unghie corte, specialmente nei bambini.

  • Questi accorgimenti, pur essendo semplici, rappresentano spesso una parte fondamentale della strategia terapeutica.



    4) Un approccio integrato può favorire il recupero dell’organismo

    Dopo un’infestazione intestinale, soprattutto se protratta nel tempo, può essere utile prestare attenzione anche al recupero dell’equilibrio intestinale. In un’ottica integrata, sempre senza sostituire le terapie prescritte dal medico, può essere opportuno valutare interventi finalizzati a sostenere:
  • il fisiologico equilibrio della barriera intestinale;
  • una corretta funzionalità digestiva;
  • il microbiota intestinale;
  • le normali difese dell’organismo.

Questi aspetti non eliminano direttamente il parassita, ma possono contribuire a favorire il recupero della funzionalità intestinale e del benessere generale dopo la terapia.

Perché i farmaci antiparassitari possono non funzionare?

Molte persone rimangono sorprese quando, nonostante abbiano seguito correttamente la terapia antiparassitaria, continuano ad avvertire disturbi intestinali oppure vanno incontro a nuove infestazioni nel giro di poco tempo.

Naturalmente è sempre necessario escludere le cause più comuni, come una diagnosi non corretta, una reinfestazione o la mancata ripetizione della terapia quando indicata. Tuttavia, nella pratica clinica esistono anche altri aspetti che meritano di essere considerati, soprattutto quando il problema tende a ripresentarsi nel tempo.


Un intestino non in equilibrio può favorire la persistenza del problema

L’esperienza maturata nella pratica naturopatica porta a considerare l’intestino non come un ambiente isolato, ma come un ecosistema estremamente complesso nel quale possono svilupparsi in forme e quantità patogene anche funghi, batteri e virus.

Negli ultimi anni un numero crescente di studi ha dimostrato che i parassiti possono instaurare complesse interazioni con il microbiota intestinale, con alcuni funghi e persino con determinati virus. Queste interazioni possono influenzare la sopravvivenza reciproca dei microrganismi e la risposta immunitaria dell’ospite.

La sola eliminazione dei parassiti potrebbe essere insufficiente a riequilibrare il microbiota intestinale favorendo in tal modo una reinfezione parassitaria.

In molte persone che presentano disturbi intestinali ricorrenti si osservano contemporaneamente alterazioni del microbiota, proliferazioni di alcuni microrganismi opportunisti e uno stato infiammatorio della mucosa intestinale.

In questa prospettiva, il parassita potrebbe rappresentare soltanto uno degli elementi coinvolti nel quadro complessivo.

Per questo motivo il nostro approccio naturopatico non si limita esclusivamente all’eliminazione del parassita, ma considera anche il riequilibrio del terreno biologico intestinale, sostenendo il recupero del microbiota, della barriera intestinale e delle fisiologiche difese dell’organismo.

L’obiettivo è ridurre le condizioni che possono favorire la persistenza dei disturbi o la comparsa di nuove infestazioni, sempre in affiancamento alle indicazioni del medico curante.

L’approccio naturopatico non ha lo scopo di sostituire la terapia medica, ma di affiancarla lavorando sul cosiddetto terreno biologico, sostenendo il recupero della barriera intestinale, dell’equilibrio del microbiota e delle fisiologiche difese dell’organismo. L’obiettivo è favorire un ambiente intestinale più equilibrato e meno favorevole alla comparsa di nuovi disturbi, sempre nell’ambito di un percorso condiviso con il medico quando necessario.

Gli inibitori di pompa protonica possono ridurre una naturale barriera di difesa

Un altro aspetto spesso poco considerato riguarda l’impiego prolungato di farmaci antiacidi e degli inibitori di pompa protonica (IPP). L’acidità gastrica rappresenta infatti una delle prime difese naturali dell’organismo contro molti microrganismi introdotti con gli alimenti o con l’acqua.

Quando la produzione di acido gastrico viene ridotta per lunghi periodi, questa barriera fisiologica può risultare meno efficace. Alcuni studi hanno osservato un’associazione tra l’uso cronico degli IPP e un aumento della suscettibilità ad alcune infezioni gastrointestinali, anche se il rapporto con le singole parassitosi dipende dal tipo di microrganismo e dalla situazione clinica del paziente.

Per questo motivo, nelle persone che soffrono di disturbi intestinali ricorrenti può essere utile valutare insieme al medico se la terapia con antiacidi sia ancora appropriata, evitando naturalmente qualsiasi sospensione autonoma del trattamento.

Un approccio integrato può offrire una visione più ampia

Quando le infestazioni tendono a ripresentarsi oppure i disturbi persistono nonostante una terapia correttamente eseguita, può essere utile evitare di limitarsi esclusivamente all’eliminazione del parassita, ma considerare anche lo stato generale dell’intestino.

Nel nostro approccio naturopatico, l’attenzione viene rivolta anche al recupero dell’equilibrio intestinale, al sostegno della barriera mucosale, alla fisiologica funzionalità immunitaria e alle condizioni che possono influenzare il benessere dell’intero ecosistema intestinale, sempre in integrazione con le valutazioni e le indicazioni del medico curante.


Articolo scritto dal Dott. Pietro Tonelli, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Generale ed esperto in Crohn e RCU

Il Dr. Pietro Tonelli è medico specialista in Chirurgia Generale con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa.

Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze specifiche nella gestione delle terapie farmacologiche di mantenimento, nel monitoraggio a lungo termine dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche e nell’inquadramento clinico delle forme infiammatorie complesse dell’apparato digerente.

Formazione Accademica

Il Dr. Tonelli ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Generale, dedicandosi in modo particolare allo studio delle patologie infiammatorie intestinali ed all’approfondimento dei protocolli farmacologici terapeutici basati sulle linee guida internazionali. Durante il percorso formativo ha sviluppato competenze nell’ambito della:

  • Diagnostica delle malattie infiammatorie croniche intestinali
  • Gestione farmacologica delle MICI
  • Endoscopia digestiva
  • Gestione farmacologica delle MICI
  • Trattamento medico e chirurgico delle MICI
  • Terapie di mantenimento e prevenzione delle recidive

Esperienza Clinica

L’attività professionale del Dr. Tonelli si concentra sulla presa in carico del paziente con patologia intestinale cronica, con particolare attenzione a:

  • Morbo di Crohn
  • Rettocolite Ulcerosa
  • Coliti infiammatorie
  • Disturbi funzionali intestinali

Ha maturato esperienza nella valutazione clinica personalizzata, nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica e nell’adattamento delle strategie di trattamento nel tempo, secondo l’evoluzione della malattia.

Ambiti di Interesse Specialistico L’interesse clinico del Dr. Tonelli riguarda in particolare:

  • Terapia farmacologica nelle MICI
  • Uso della mesalazina nella terapia di mantenimento
  • Conoscenza delle terapie biologiche nelle forme moderate e gravi
  • Approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie intestinali

La sua attività si fonda su un aggiornamento costante delle evidenze scientifiche e sull’applicazione delle raccomandazioni cliniche condivise a livello internazionale.

Attività Scientifica e Aggiornamento Professionale


Il Dr. Tonelli partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento professionale, congressi scientifici e momenti di formazione dedicati alla gastroenterologia clinica e alle malattie infiammatorie intestinali.

L’approccio professionale è orientato alla medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine), con particolare attenzione alla sicurezza terapeutica e alla personalizzazione del trattamento.

Collaborazione Editoriale Il Dr. Pietro Tonelli collabora come referente medico per la supervisione dei contenuti a carattere gastroenterologico e chirurgico pubblicati sul sito informativo crohnrcu360.

A partire dal 2013 Il Dr. Pietro Tonelli ha iniziato una collaborazione con il Naturopata Bertucci Maurizio esperto in Metodologia Integrata per ampliare le opportunità di trattamento per i malati di Crohn e rettocolite ulcerosa, dopo aver approfondito il funzionamento dei programmi integrati per il Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Gli articoli firmati o revisionati dal Dr. Tonelli hanno finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica specialistica individuale.

Nota Informativa Le informazioni presenti nei contenuti redatti o supervisionati dal Dr. Pietro Tonelli sono destinate a scopo informativo. Per decisioni terapeutiche è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di riferimento.

Formazione e Percorso Accademico


Il Dr. Pietro Tonelli si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1983 con il massimo dei voti e lode (110/110 e lode), discutendo una tesi dedicata alla perforazione nella malattia di Crohn, tema che avrebbe successivamente rappresentato uno dei suoi principali ambiti di interesse scientifico.

Nello stesso anno ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica ed è iscritto all’Albo dei Medici-Chirurghi della Provincia di Firenze dal 23 gennaio 1984 (n. 7748).

Nel 1988 ha ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Generale con il massimo dei voti e lode, con una tesi riguardante le complicanze suppurative della pancreatite acuta necrotizzante. Successivamente. Nel 1993, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Vascolare, anch’essa con il massimo dei voti.

Carriera Ospedaliera Dopo aver adempiuto agli obblighi di leva come sottotenente medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, il Dr. Tonelli ha intrapreso la carriera ospedaliera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Dal 1988 ha ricoperto il ruolo di Assistente Medico in Chirurgia Generale, divenendo successivamente Aiuto Corresponsabile e poi Dirigente Medico di Chirurgia Generale.

Nel 2008 è stato nominato responsabile del reparto Open Space di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Nel 2016 ha assunto l’incarico di Dirigente Medico presso la SOC di Chirurgia Generale, Bariatrica e Metabolica dell’Azienda USL Toscana Centro – Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

È iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Firenze per la Chirurgia Generale dal 2019 e all’Albo Nazionale dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) dal 2024.

Esperienza Chirurgica

Nel corso della carriera ospedaliera ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore o aiuto, con particolareesperienza riguardo alla chirurgia addominale open e laparoscopica. I principali ambiti di intervento hanno riguardato:

  • Patologie della giunzione esofago-gastrica
  • Chirurgia dello stomaco
  • Patologie epatiche e delle vie biliari
  • Chirurgia pancreatica
  • Patologie del colon-retto e dell’ano
  • Chirurgia della parete addominale
  • Chirurgia oncologica multidisciplinare
  • Ha svolto attività di Pronto Soccorso, emergenza chirurgica, consulenza interdipartimentale e attività ambulatoriale specialistica.

Formazione Internazionale e Aggiornamento Avanzato

Tra il 1991 e il 2010 ha approfondito la propria preparazione chirurgica anche in ambito internazionale, prestando servizio presso il Service de Chirurgie dell’Ospedale Paul Brousse di Villejuif (Parigi) e partecipando a corsi specialistici di chirurgia epato-biliare, pancreatica e d’urgenza in Italia e all’estero (Genova, Verona, Madrid, Bologna). L’aggiornamento continuo ha sempre rappresentato un elemento centrale del suo percorso professionale.

Attività Scientifica e Pubblicazioni parallelamente all’attività clinica. Il Dr. Tonelli ha sviluppato un’intensa attività di ricerca scientifica. È autore di una monografia intitolata: “Il linfedema dell’intestino (Malattia di Crohn). La patologia – La clinica – La terapia chirurgica”
(Giuseppe De Nicola Editore, Napoli, 2001)

Per tale lavoro nel 2002 è stato insignito del Premio “Ettore Ruggieri” dalla Società Italiana di Chirurgia. È inoltre autore e co-autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

I principali ambiti di ricerca includono:

  • Malattia di Crohn
  • Chirurgia del surrene
  • Patologia pancreatica
  • Chirurgia oncologica gastrica e polmonare
  • Tecniche avanzate di chirurgia laparoscopica

Attività Didattica Ha svolto attività di insegnamento in Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, oltre ad attività di tutoring per studenti e medici specializzandi in Chirurgia Generale.

Assistenza e contatti

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  • Dr. Pietro Tonelli – Medico Chirurgo, esperto di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
  • Maurizio Bertucci – Naturopata specializzato in Metodologia Integrata Gastroenterica

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